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Il Pentagono rende noto che le capacità spaziali dell’esercito statunitense acquisiranno ancora più efficacia se sincronizzate alle operazioni speciali e a quelle cibernetiche. Washington, infatti, mira a raggiungere tale obbiettivo, attraverso un sistema denominato Triade che consentirà di utilizzare tutte le “singole” capacità  belliche al fine di contrastare, contemporaneamente, la disinformazione, i cyber attacchi e le minacce asimmetriche.

Washington punta sulle “operazioni multi dominio”

L’analisi delle risorse spiega e conferma che il concetto della triade consiste proprio nell’integrare e far convergere le capacità simultanee e coordinate del comando spaziale missilistico dell’esercito, del comando informatico e quello delle operazioni speciali, con lo scopo preciso di poter offrire “opzioni” di manovra a tutti i comparti operativi Usa dislocati sul pianeta. Sulla questione si è espresso il generale Jonathan Braga, comandante dell’USASOC, il quale ha infatti rilasciato particolari riflessioni sull’importanza di tale capacità per Washington. Nello specifico ha sottolineato che questo vantaggio strategico avrebbe avuto non solo un forte impatto per le operazioni cosiddette di multi dominio, ma addirittura rivoluzionato il concetto di warfare perché in grado di fronteggiare qualsiasi avversario ed ovunque.

Braga ha ulteriormente sottolineato che la Triade è in grado di svolgere il suo ruolo indipendentemente dal fatto che ci si trovi bel mezzo di una crisi o coinvolti in un conflitto e ha spiegato come le sue potenzialità, in connessione con le operazioni d’informazione e d’influenza, siano oggi di vitale importanza anche per le manovre di deterrenza integrata. Tali affermazioni hanno trovato riscontro in ulteriori analisi delle risorse aperte, le quali hanno confermato, anche nelle parole del generale Maria Barrett, responsabile del Comando informatico dell’esercito statunitense e da poco alla guida del Cyber-Command, l’importanza dell’implementazione della Triade. Da quest’ultime sarebbe inoltre trapelato che le proiezioni del Pentagono, punterebbero a sviluppare missioni basate non solo sulla velocità degli armamenti, ma addirittura su una condivisione dei dati in tempo reale.

Altre letterature rivelano, invece, che Washington stia lavorando proprio per poter attuare operazioni lampo, in grado di colpire e disintegrare il nemico in maniera talmente letale da non consentire alcuna risposta. Sembrerebbe, per di più, che prove tecniche siano già in cantiere nell’Indo Pacifico mediante le manovre del Project Convergence 2022. Mentre uffici stampa stanno rilasciando informative che dettagliano le sperimentazioni Usa impegnate nel raggiungimento dell’overmatch sul dominio decisionale, che hanno il fine ultimo di scrivere nuove pagine di tecnica e dottrina manualistica del Joint Warfighting Concept e del Joint All domain Command and Control.

Ecco come la guerra Usa diventa globale

Proprio su questo Barrett ha di recente spiegato, durante la conferenza Afcea-Technet ad Augusta, che le forti tensioni con Russia e Cina stanno spingendo il Pentagono ad attuare una vera e propria sincronizzazione di tutti gli armamenti, che troveranno i loro centri di comando e controllo in “cinque postazioni strategiche”, pensate e strutturate per la difesa in caso di guerra globale. Secondo le informazioni del Cyber Command, quest’ultime sarebbero situate, una in Arizona ed un’altra nelle Hawaii, mentre altri tre centri al di fuori degli Stati Uniti e propriamente nella Corea del Sud, in Germania e nel Kuwait. In aggiunta a queste, però, le analisi delle risorse rivelano l’esistenza anche di altre posizioni ritenute addirittura “chiave”, che invece risultano essere dislocate a Fort Gordon in Georgia, che è il quartier generale del Cyber Command ed un’altra a Fort Huachuca, sempre in Arizona.

I numeri di queste postazioni conterebbero all’incirca 16.500 soldati e sono-operative sette giorni su sette per ventiquattro ore al giorno. La difesa, a tal proposito, riferisce che questi centri avrebbero come obbiettivo quello di operare e difendere aggressivamente la rete informativa americana ed implementerebbero, grazie al loro supporto, tutte le operazioni del cyberspazio e le infrastrutture critiche di Washington. Proprio sulle manovre di sincronizzazione, l’esercito degli Stati Uniti, riporta che il piano di rete unificato, meglio conosciuto come Unified Network Plan, è in fase di completamento e sarà pienamente operativo nel 2028, con il fine di consentire l’allineamento delle forze di terra alla Joint-Coalition-Force. In questo modo gli Usa potranno garantire anche il collegamento con vari comparti, come l’Army-Network-Enterprise-Technology-Command e il PEO Command-Control-Communications che è destinato all’informazione per la guerra tattica. Secondo quanto si apprende, tale strategia è stata pensata per assicurare la “sopravvivenza” in uno scontro finale ed il tutto sarà sotto l’occhio vigile dei cinque centri, che sono pronti a disintegrare qualsiasi minaccia in un conflitto globale.

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