Guerra /

I bombardieri che sono giunti in Europa dalla base di Minot (North Dakota), sede del quinto stormo, lo scorso 23 agosto, stanno vivendo un periodo di attività molto intensa costellata da esercitazioni e missioni che vanno dal Mar Nero al Nord Africa passando per il Mar Baltico. Il temporaneo dispiegamento presso l’aeroporto della Royal Air Force di Fairford, nel Gloucestershire, di sei B-52H è sicuramente una dimostrazione del continuo e costante coinvolgimento degli Stati Uniti nel fronte europeo.

I velivoli, in particolare, saranno impegnati a cominciare da giovedì 10 settembre, nell’esercitazione Point Black 20-4, che vedrà la partecipazione di un totale di più di 50 velivoli composti da F-15 del 48esimo stormo di Lakenheath (Uk), F-16 del 510mo e 555esimo gruppo provenienti da Aviano, F-35 tra cui anche quelli dei Marines del 211 gruppo d’attacco (Vmfa), Typhoon della Royal Air Force, e aerocisterne KC-135 dell’Usaf basate a Mildenhall, nel Suffolk.

La grossa esercitazione, che per la prima volta vedrà insieme B-52 e F-35B, avrà come sede proprio l’aeroporto di Lakenheath da dove partiranno le missioni che si svolgeranno prevalentemente nei cieli del Mare del Nord.

Point Blank è un’esercitazione periodica che si tiene più volte l’anno e a basso costo progettata per aumentare la competenza tattica delle forze aeree degli Stati Uniti, del Regno Unito e di altri Paesi della Nato. Manovre congiunte come questa aumentano l’interoperabilità e la prontezza operativa collettiva, scoraggiano potenziali avversari e garantiscono che i cieli all’interno del teatro europeo rimangano sovrani, come si legge sul sito della base di Lakenheath.

Gli F-35B del Vmfa 211 giunti nel Regno Unito lo scorso 3 settembre, dopo che avranno preso parte all’esercitazione Point Black e ad altre manovre, prenderanno il mare a bordo della Hms Queen Elizabeth per i test di qualificazione per operare da portaerei e soprattutto per l’esercitazione Joint Warrior 20-2 , che durerà dal 21 settembre al 15 ottobre.

Sarà però molto più interessante vedere in azione gli F-35, possibilmente anche quelli inglesi, coi B-52H: i due velivoli appartengono a generazioni molto distanti tra di loro e ad oggi non risulta che abbiano mai cooperato insieme, pertanto i profili di missione che svolgeranno congiuntamente saranno una pietra miliare per i possibili futuri impieghi congiunti dei due velivoli.

I bombardieri strategici americani, che insieme ai B-2 Spirit sono rimasti gli unici due velivoli a far parte della triade nucleare di Washington dopo che i B-1B hanno perso la capacità di bombardamento atomico nel 1994, sono stati molto impegnati nei cieli europei e non solo durante il loro dispiegamento nel Vecchio Continente.

Venerdì 28 agosto scorso, da esempio, i cacciabombardieri della Difesa aerea russa sono decollati su allarme per intercettare un intruso che raramente si vede nella regione del Mar Nero: una coppia di Sukhoi Su-27 “Flanker” ha scortato, infatti, un B-52H in volo solitario sebbene nella stessa giornata la Vks, l’aeronautica russa, abbia intercettato anche un pattugliatore P-8 Poseidon e un aereo spia RC-135W sempre sul Mar Nero.

Ancora i bombardieri americani sono stati recentemente protagonisti di un volo “di cortesia” in Ucraina passando per i cieli di mezza Europa, e scortati da diversi caccia delle forze aeree dell’Alleanza durante la loro rotta che è passata anche sull’Italia e seguiti, a distanza, dagli occhi della Difesa russa.

Cambiando fronte un B-52 è stato anche osservato sul Baltico, più precisamente nell’ambito dell’operazione Allied Sky, scortato da F-16 e Mig-29 polacchi, mentre ha effettuato una “incursione” verso lo spazio aereo della Federazione Russa dell’exclave di Kaliningrad.

Risulta che un cacciabombardiere russo Su-27, mentre stava inseguendo i durante il volo di ritorno, abbia sconfinato nello spazio aereo della Danimarca provocando le vive proteste della Nato.

Molto più recentemente, il 7 settembre, sempre alcuni B-52 decollati dalla base inglese hanno effettuato una missione nei cieli del Nord Africa: l’U.S. Africa Command ha infatti confermato che i bombardieri, accompagnati da caccia marocchini F-16, hanno effettuato missioni di addestramento nella regione per migliorare le capacità di interoperabilità.

“Condurre queste missioni insieme ai nostri partner africani mostra la portata strategica della nostra forza congiunta e il nostro impegno collettivo per prevenire l’influenza maligna in Africa”, ha affermato il generale Joel Tyler, direttore delle operazioni dell’U.S. Africa Command, aggiungendo che “la sicurezza e la stabilità del continente africano rimangono un interesse vitale degli Stati Uniti”.

Un superlavoro, quindi, per i B-52 giunti da Minot, che indica la volontà statunitense di non abbandonare il macroteatro europeo/nordafricano “mostrando bandiera” con un velivolo altamente simbolico come lo Stratofortress, che è sulla breccia sin dagli anni ’50 e che da allora esprime il potenziale nucleare degli Stati Uniti. Un messaggio nel contempo forte per ricordare agli avversari regionali e globali che, nonostante le recenti decisioni di ridimensionare la presenza dei militari statunitensi in Germania, Washington non ha affatto abdicato al ruolo di protettore dell’Europa, ed i numeri delle forze americane ivi presenti, complessivamente, lo dimostrano.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME