Yemen, quei sequestri degli Houthi per ottenere nuovi finanziamenti

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Una organizzazione internazionale statunitense che vigila sui diritti umani ha accusato i ribelli sciiti dello Yemen occidentale, noti come Houthi, di commettere abusi e torture su persone rapite e tenute in ostaggio al fine di estorcere denaro come riscatto.

A lanciare l’accusa è stata l’organizzazione non governativa Human Rights Watch: “Gli Houthi hanno trattenuto persone illegalmente”, bloccandole in maniera brutale, spesso raggiungendo il livello di tortura. I ribelli yemeniti perpetrano rapimenti e abusi sulla popolazione in transito al fine di chiedere un riscatto alle famiglie. “Hanno aggiunto anche l’estorsione alla loro lunga lista di abusi e reati contro la popolazione che è sotto il loro controllo in Yemen”, ha dichiarato la portavoce dell’organizzazione estremamente attiva in Medio Oriente. “Alcuni funzionari Houthi stanno sfruttando il loro potere per ottenere profitti attraverso la detenzione, la tortura e l’omicidio”.



Secondo notizie reperite da alcune agenzie di intelligence, negli uffici di sicurezza politica di Sanaa – la capitale dello Yemen – gli ufficiali picchiano i detenuti, le guardie frustano i prigionieri e minacciano di violentarli. “I leader degli Houthi non fanno nulla” affinché si freni questo sistema di estorsione e abuso. Il rapporto di Hrw parla di casi nei quali è stato pagato un riscatto di oltre 1,5 milioni di riyal dello Yemen (approssimativamente 6mila dollari americani) in cui ancora non è stato raggiunto il rilascio del detenuto. Le persone vengono fermate e catturate senza alcun motivo mentre sono in transito per la regione e il loro rilascio può variare tra i 100mila riyal (circa 400 dollari) fino ad arrivare al milione. Questa pratica, tuttavia, sembrerebbe essere una consuetudine anche negli Emirati Arabi e nell’Arabia Saudita secondo l’organizzazione.

Humans Rights Watch ha mobilitato il Consiglio dei Diritti Umani degli Stati Uniti per rinnovare il mandato al gruppo di esperti di stanza in Yemen, al fine di continuare ad indagare sulle violazioni dei diritti umani compiuti nella zona e fare rapporto al tribunale di Ginevra, ma a tale rinnovo si è duramente opposta una fazione araba, che non ritiene necessaria un’ulteriore presenza di funzionari ed emissari dell’ONU nella ragione. L’Onu avrebbe infatti segnalato anche alcuni crimini di guerra avvenuti nella regione dei quali potrebbero essere responsabili Emirati Arabi e dell’Arabia Saudita, oltre che gli houthi.

“Il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani dovrebbe agire, per assicurare che gli abusi contro i civili yemeniti continuino ad essere esaminati attentamente e fare in modo che i colpevoli vengano fermati”, ha dichiarato il direttore di Human Rights Watch a Ginevra. 

La situazione in Yemen

Lo Yemen, teatro di una rovinosa guerra civile che orami perdura dal 2015 e ha visto lo spostamento del governo riconosciuto dagli Stati Uniti e dall’Unione Europa nella città di Aden, vede la contrapposizione di una coalizione guidata dai sauditi a sostegno del governo di Abed Rabbo Mansour Hadi ad Aden, contro gli sciiti houthi che controllato tutta l’area occidentale nel paese. In quasi quattro anni la guerra, che ha causato la morte di almeno 10mila persone, ha devastato un paese già povero, dando luogo ad una delle più gravi crisi umanitaria del mondo. La forze presenza islamista radicalizza nella regione houtha e la presenza di cellule di Al-Qaeda nelle regioni centrali, ha previsto lo sforzo militare degli Stati Uniti fin dallo scoppio della guerra civile. Gli americani infatti monitorano lo Yemen e campiono ricognizioni e missioni per l’eliminazione di obiettivi “high-value” con team di Navy Seal e reggimenti di elicotteri per le operazioni speciali del 160th Special Operations Aviation Regiment (Airborne), Soar.