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Nel tardo pomeriggio di questo lunedì, quasi improvvisamente è piovuta dal Medio Oriente la notizia di un via libera da parte di Hamas a un accordo per il cessate il fuoco. Se da un lato è vero che da giorni le trattative, mediate soprattutto da Egitto e Qatar, stanno andando avanti in un clima di prudente ottimismo, dall’altro però sia nella Striscia di Gaza che in Israele in pochi si aspettavano una rapida evoluzione della situazione. Tuttavia, il disco verde all’accordo potrebbe non coincidere con uno stop ai combattimenti: fonti israeliane infatti, hanno fatto sapere che il movimento palestinese ha accettato una bozza di intesa unilateralmente modificata dall’Egitto e che contiene termini considerati “inaccettabili” dallo Stato ebraico.

La notifica giunta ai negoziatori presenti al Cairo

I primi a ricevere gli aggiornamenti sulla trattativa in corso sono stati i massimi vertici della diplomazia egiziana e di quella qatariota. Da Doha, dove da mesi vive all’interno di una stanza d’albergo, il capo politico di Hamas Ismail Haniyeh ha infatti inviato ai negoziatori presenti al Cairo una nota in cui si è dato i via libera all’accordo. Un documento in cui sono previsti alcuni dei principali punti discussi nei giorni scorsi: ossia, una prima tregua di sei settimane al termine delle quali poi le due parti in causa, Israele e Hamas, dovrebbero concordare un ulteriore stop ai combattimenti di 42 giorni. Durante il cessate il fuoco, secondo quanto previsto nell’accordo, si dovrebbe attuare il rilascio degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas, a partire da donne, bambini e malati, in cambio della scarcerazione di detenuti palestinesi. Non solo, ma nel documento in cui è stata siglata la firma di Haniyeh si parlerebbe anche di un possibile cessate il fuoco permanente.

La notizia dell’accettazione dell’intesa da parte di Hamas ha subito fatto il giro del mondo. All’interno della Striscia di Gaza, molte persone sono scese in strada per festeggiare forse credendo nell’immediata attuazione della tregua. Anche sui media egiziani in tanti hanno dato risalto agli annunci fatti da Haniyeh, rilanciando il via libera al cessate il fuoco ed evidenziando il ruolo del governo de Il Cairo e di Doha nella vicenda.

Il botta e risposta tra Hamas e Tel Aviv

In Israele però i media hanno immediatamente riportato lo scetticismo delle fonti politiche e militari locali. In particolare, i riferimenti a un cessate il fuoco permanente non rientrerebbero nella bozza precedentemente inviate dalle autorità egiziane. Inoltre, sempre secondo i media israeliani, nell’accordo approvato da Hamas ci sarebbe anche un riferimento a un ritiro dell’Idf da Gaza City e dalle aree centrali della Striscia. Due punti ritenuti inaccettabili dai funzionari sentiti da diverse testate giornalistiche, compresa l’agenzia Reuters. L’accordo su cui si è avuto il disco verde quindi, in generale riguarderebbe un documento su cui sarebbero state aggiunti dei termini da parte egiziana in modo unilaterale.

“Si tratta di una trappola, di un inganno”, ha dichiarato una fonte diplomatica a un quotidiano israeliano. Su Channel 12 intanto, un funzionario governativo ha confermato l’arrivo anche negli uffici di Tel Aviv della risposta di Hamas: “Adesso la esamineremo”, ha concluso. Ma appare piuttosto prevedibile, almeno per il momento, una risposta negativa da parte dell’esecutivo di Netanyahu.

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