Israele deve prepararsi ad un nuovo fronte su Gaza per direttiva dell’Iran. Sembra essere questo il nuovo obiettivo del governo di Benjamin Netanyahu e dei suoi strateghi, secondo cui la Guardia Rivoluzionaria iraniana e Hamas avrebbero raggiunto un’intesa sull’apertura di un secondo fronte a sud dalla “Striscia” come parte di una strategia più ampia contro lo Stato israeliano.

Secondo l’intelligence di Tel Aviv, l’Iran starebbe intensificando il suo coinvolgimento nel supportare le cellule di armate che si trovano nell’enclave palestinese della Striscia di Gaza con l’obiettivo di trasformare Hamas in un braccio operativo di Teheran. Secondo quanto riferito dal governo dello Stato ebraico, i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran, avrebbe intensificato negli ultimi mesi i contatto con i soldati della jihad palestinese. E la decisione di rafforzare militare Hamas andrebbe dunque considerata come una tassello importante della sua strategia contro Israele. Il fine sarebbe quello di “dividere” le forze dello Stato ebraico, costringendo Tel Aviv a deviare parte delle sue forze armate verso sud in caso di guerra, impegnando sistemi di difesa aerea, uomini e mezzi nella parte settentrionale.

Come riportato dal quotidiano Haaretz, un alto ufficiale delle Forze di Difesa Israeliane, il generale Kamil Abu Rukon, si è detto convinto che “l’Iran sta cercando di prendere il controllo della Striscia”; e la conferma si troverebbe nella recente dichiarazione di un diplomatico iraniano che ha annunciato l’istituzione di un fronte militare unito “da Teheran a Gaza ”. “Questo è solo l’inizio” ha osservato il militare israeliano. I funzionari della difesa ebraica sarebbero infatti preoccupati per questo chiaro aumento di “sforzi” da parte dell’Iran nel foraggiare Hamas, sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania, dove vengono erogati fondi per finanziare la guerra a Israele.

Secondo i servizi segreti di Israele il conflitto con Hamas potrebbe riaccendersi sotto l’influsso di Teheran a meno che non vengano compiuti progressi significativi nei colloqui sugli accordi a lungo termine con i leader palestinesi e non vengano accordate misure valide per migliorare l’economia nella Striscia. I leader di Hamas – afferma l’intelligence sono convinti che l’unico modo per attenuare il blocco israeliano a Gaza sia un’escalation militare su vasta scala che con la sua intensità dovrebbe arrivare costringere lo Stato Ebraico a sedersi al tavolo dei negoziati. Ma questo progresso potrebbe essere raggiunto senza spargimenti di sangue, evitando un’ennesima escalation come si è vista negli scorsi mesi, quando Hamas ha dato l’ordine di sparare centinaia di razzi sul territorio israeliano provocando la risposta immediata degli aerei e degli elicotteri da guerra di Tel Aviv.

Intanto questa mattina un miliziano di Hamas è rimasto ucciso mentre tentava di superare i reticolati a Gaza, tentato di eliminare con un’arma da fuoco alcuni soldati israeliani. Almeno due soldati israeliani e un ufficiale sono rimasti feriti nell’attacco. Il portavoce militare delle Idf ha riferito come l’assalto sia stato seguito dal cannoneggiamento di una torretta di avvistamento di Hamas da parte di un carro armato israeliano. Dimostrando come la tensione lungo la striscia sia sempre altissima, e come le interferenze di Teheran non possano far altro che portare il conflitto ad un livello superiore e sempre più prossimo.