Nessuna firma e nessun accordo: il generale Khalifa Haftar ha lasciato Mosca senza concordare quel documento che fino alla fine la diplomazia russa ha provato a far passare per avviare un percorso di pace sulla Libia. Le ultime 24 ore su questo fronte sono state molto intense: la presenza sia del generale che del premier libico Fayez Al Sarraj a Mosca ha lasciato presagire una “fumata bianca” in grado di attuare un primo piano di stabilizzazione per il paese. Ma già sul finire della prima serata di incontri, è emersa la volontà di Haftar di non firmare il documento. Tuttavia, da Mosca è trapelato anche un cauto ottimismo da parte dell’inviato del governo russo in Libia, Lev Dengov, il quale ha confidato nella seconda giornata di trattative.

Il generale ha già lasciato Mosca

Ma nelle prime ore di questo martedì, è arrivata una conferma dal segno del tutto opposto: Haftar è infatti già ripartito dalla capitale russa, senza aver firmato nulla. Lo si è appreso dall’agenzia russa Ria Novosti, secondo cui il generale non avrebbe gradito alcuni punti del documento proposto soprattutto dalla parte russa. In particolare, Haftar non solo ha espressamente dichiarato la volontà di non ritirarsi dalle zone attorno Tripoli già in mano al suo Libyan National Army, ma avrebbe anche chiesto di entrare con le sue truppe nella capitale libica per procedere, subito dopo, alla nomina di un nuovo governo di unità nazionale al posto di quello attuale guidato da Fayez Al Sarraj.

Nel documento invece sul tavolo delle trattative svolte a Mosca, era previsto un rientro nelle caserme dei militari, compensato però dalla previsione della smilitarizzazione delle milizie tripoline e dalla consegna agli uomini di Haftar dell’onere (e perlopiù dell’onore) della sicurezza dei campi petroliferi. Ma il generale non ha la minima intenzione di indietreggiare. Inoltre, sempre secondo Ria Novosti, da parte sue sarebbe arrivata la proposta del riconoscimento del suo ruolo militare tramite la nomina a massimo rappresentante delle forze armate e di sicurezza della Libia. Una richiesta quest’ultima non nuova e già riscontrata ad esempio durante la conferenza di Palermo del novembre 2018.

“Pausa di riflessione”

Tuttavia le speranze su un possibile accordo non sono svanite. Haftar ha lasciato Mosca senza apporre alcuna firma, ma diverse fonti diplomatiche italiane, come ha riferito Il Messaggero, vedrebbero nella mossa del generale solo una “pausa” per rilanciare altre proposte in un nuovo possibile documento. Possibilmente le richieste sopra riportate, potrebbero essere “limate” per aiutare la stessa diplomazia russa a trovare l’accordo con le controparti. Ma è una rincorsa contro il tempo. Anche perché le esigenze di Haftar sarebbero ancora più ampie e prevederebbero, tra le altre cose, il totale ritiro dei turchi e delle milizie arrivate dalla Siria nei giorni scorsi.

L’uomo forte della Cirenaica comunque, dopo aver lasciato la Russia, non si sarebbe diretto subito in Libia. Al contrario, Al Arabiya ha riferito dell’arrivo di Haftar in un non meglio specificato paese mediorientale per avviare alcuni colloqui. Possibile il riferimento all’Egitto o agli Emirati Arabi Uniti, due dei suoi alleati regionali più importanti. La vera incognita riguarda comunque la durata di questa pausa: come nel suo stile, Haftar ha lasciato tutti con il fiato sospeso senza comunicare nulla circa la tempistica della ripresa delle trattative. Nel frattempo, a Tripoli, il cessate-il-fuoco già vacilla: in alcuni quartieri si sono sentiti anche i primi spari.