Per la verità, nel corso degli ultimi mesi, il termine “ora zero” è comparso tante volte in Libia. In più di un’occasione, sia il generale Haftar che il premier Al Sarraj hanno parlato di “ora zero” nell’annunciare il via ad operazioni destinate a mettere la parola finale sul conflitto libico. Ma il fatto che l’uomo forte della Cirenaica lo abbia fatto giovedì sera, in un contesto caratterizzato dalle sue avanzate verso Tripoli, ha dato non pochi spunti di riflessione. A cominciare da quello relativo alla capacità di tenuta, alla luce degli ultimi risvolti, del premier Al Sarraj.

Il discorso di Haftar

Il generale è apparso con la sua consueta uniforme in televisione giovedì sera, al termine di un’altra giornata caratterizzata dalle notizie di nuove avanzate verso il centro della capitale libica. La prima tv a trasmettere il discorso è stata Al Arabiya, l’emittente pan araba con sede ad Abu Dhabi. Poco dopo però, le immagini sono comparse anche sulle tv libiche e sui canali social del Libyan National Army, l’esercito guidato dal generale. Il discorso in questione è durato poco più di cinque minuti, tanto è bastato per aggiungere al dossier libico nuovi importanti elementi, forse i più decisivi per comprendere verso quale direzione sta andando la guerra.

All’interno di questi cinque minuti, ha pronunciato quasi subito l’espressione “ora zero”: “Adesso è giunto il momento dell’ora zero – ha infatti dichiarato Haftar – ha inizio l’offensiva decisiva per prendere Tripoli”. Il tono è quello delle scelte importanti e degli annunci che promettono punti di non ritorno. Mentre parla, alle sue spalle sono ben esposte le bandiere libiche ed i vessilli del suo esercito ed una grande aquila copre quasi per intero la parete della sala da cui pronuncia il discorso: “Alzeremo la bandiera della vittoria nel cuore di Tripoli molto presto”, ha affermato in un passaggio delle sue dichiarazioni. E poi, sul finire, uno spazio è stato lasciato alle rassicurazioni: “Ho dato ordine ai miei soldati di rispettare le proprietà pubbliche e private”. Il tono è diventato meno grave solo nei secondi che precedono l’ultima frase del messaggio, chiuso con il consueto saluto arabo Assalamu Alaikum.

Le reazioni di Al Sarraj

Subito dopo il discorso di Haftar, da Tripoli non si sono fatte attendere le risposte: “Tutte le forze sono pronte a respingere l’avanzata delle milizie del generale”, ha dichiarato dalla capitale libica il portavoce del Gna, Mohammad Gunono. Ma è soltanto venerdì mattina invece che, dalla sede del governo, sono arrivate le dichiarazioni del premier Fayez Al Sarraj: “Non c’è alcuna ora zero ma solo illusioni – ha tuonato da Tripoli il capo dell’esecutivo, il quale ha affidato ad una nota la sua replica – Uniamoci intorno al progetto di Stato civile e la popolazione resti salda nel credere nella necessità di istituzioni, leggi e libertà per uno stato di diritto”.

“Chiedo con forza – ha poi aggiunto Al Sarraj – alla minoranza del nostro popolo di abbandonare i progetti illusori che non sono al servizio del paese e che hanno provocato migliaia di vittime per arrivare ad uno Stato governato da un uomo solo che non ha portato che distruzione”.

Sul campo, la guerra sta proseguendo anche a colpi di annunci mediatici: le forze di Haftar hanno dichiarato di essere avanzate di altri chilometri ed aver catturato, nella località di Ain Zara, almeno dieci miliziani del Gna che si sono arresi. Dall’altro lato, le forze rimaste fedeli ad Al Sarraj hanno rivendicato invece di aver ripreso il campo di Yarmouk. I combattimenti sono giunti comunque ad una fase cruciale: indipendentemente dalla veridicità o meno dell’annuncio dell’ora zero da parte di Haftar, è da evidenziare come il conflitto sia entrato in una delle fasi più intense.

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