Che la guerra in Ucraina fosse una “guerra per procura” era ampiamente noto e lo ha ammesso di recente anche l’ex premier inglese Boris Johnson. Che l’intelligence occidentale, e anglo-americana nello specifico, abbia fornito un supporto decisivo all’Ucraina, è anch’esso un elemento altrettanto conosciuto. Ora, tuttavia, un reportage esplosivo del New York Times intitolato The Secret History of America’s Involvement in the Ukraine (“La storia segreta del coinvolgimento dell’America in Ucraina”) rivela un coinvolgimento operativo degli Stati Uniti nel conflitto ucraino che fino ad oggi non era mai emerso con tale chiarezza e dettaglio.
Secondo l’inchiesta, un’operazione segreta senza precedenti, condotta da CIA, NSA, DIA (Defense Intelligence Agency) e National Geospatial-Intelligence Agency, in collaborazione con ufficiali militari, ha trasformato l’Ucraina in un proxy strategico degli USA, con un supporto che va ben oltre il semplice invio di aiuti. Dalle coordinate per gli attacchi alle decisioni tattiche sul campo, fino al controllo diretto dei sistemi HIMARS, gli Stati Uniti avrebbero guidato molte delle operazioni ucraine contro la Russia. Non solo: l’inchiesta del Nyt rivela anche gli attriti tra i generali ucraini e l’esercito Usa e i profondi contrasti nella gerarchia militare ucraina che si sono acuiti dopo il fallimento della controffensiva del 2023.
“Lancio di HIMARS coordinato con gli Usa”
Il reportage svela che ogni lancio di missili HIMARS – i sistemi d’artiglieria ad alta precisione forniti dagli USA – è stato coordinato da una base militare americana a Wiesbaden, in Germania, costruita nel 2022. Questa struttura non si è limitata a fornire supporto logistico: ogni missile sparato necessitava di una scheda di autorizzazione americana, rendendo di fatto impossibile per l’Ucraina agire autonomamente. Gli Stati Uniti avrebbero fornito coordinate esatte per colpire obiettivi strategici russi, tra cui il quartier generale della 58ª Armata, basi a Sebastopoli e in Crimea, causando la morte di generali russi, il ritiro di navi da guerra e la distruzione di depositi di missili.
Ecco le armi che gli Usa hanno donato a Kiev
Il livello di dipendenza dell’Ucraina dagli Stati Uniti emerge con chiarezza: senza il via libera di Washington, nessuna delle offensive più significative – come quelle su Kherson, Kharkiv e Crimea – sarebbe stata possibile. Il New York Times sottolinea come agenti della CIA, analisti della NSA e ufficiali della DIA abbiano lavorato fianco a fianco con i militari ucraini, integrandosi in un sistema di comando che ha trasformato l’Ucraina in un’estensione operativa degli interessi americani. Al fine di sostenere Kiev nella guerra contro Mosca, Washington ha stanziato 66,5 miliardi di dollari in armamenti: 38 sistemi HIMARS, 272 obici, 10.000 missili Javelin, 3 batterie Patriot e oltre 500 milioni di munizioni.
Il ruolo decisivo dell’intelligence usa
L’elevato grado di coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra volta a “dissanguare” la Russia “fino all’ultimo ucraino” non sorprende affatto. La CIA e l’Ucraina, infatti. hanno sviluppato una collaborazione decennale dopo EuroMaidan che ha potenziato significativamente le capacità di spionaggio di Kiev, come rivelato nei mesi scorsi da un’inchiesta del New York Times intitolata The Spy War: How the CIA Secretly Helps Ukraine Fight Putin, firmata da Adam Entous e Mitchell Schwirtz.
Il rapporto descrive come il sostegno americano abbia permesso all’intelligence ucraina di costruire una rete di basi segrete, operative almeno dal 2014, lungo il confine con la Russia. Tra queste, una struttura nascosta in una foresta ucraina ospita un bunker sotterraneo dove soldati locali monitorano i satelliti spia russi e intercettano le comunicazioni dei comandanti nemici. Questa rete, che comprende almeno 12 località segrete, ha svolto un ruolo cruciale nel tracciare le attività russe e supportare operazioni mirate contro Mosca.

