La tenaglia dell’esercito birmano si sta stringendo sempre di più attorno allo Stato Karen, un territorio strategico situato nel Sud-Est del Myanmar, controllato da molteplici gruppi ribelli e crocevia dell’economia di guerra del Paese attraversato da una sanguinosa guerra civile.
Lo Stato Karen si trova in una zona è delicatissima, esattamente lungo il confine con la Thailandia, e ogni operazione militare in loco da parte delle forze governative birmane comporta seri rischi di sconfinamenti e ricadute sul territorio amministrato da Bangkok.
Non è un caso che nei giorni scorsi le autorità thailandesi avessero allertato gli abitanti dei villaggi di frontiera in merito a nuovi, imminenti attacchi aerei del Tatmadaw, l’esercito del Myanmar, contro la Karen National Union (Knu), la fazione che controlla gran parte dell’area a ridosso della Thailandia.
Detto, fatto. Lo scorso fine settimana i raid hanno colpito la cittadina di Hpapun, proprio di fronte alla provincia thailandese di Mae Hong Son. Sono quindi seguiti altri strike coordinati con bombe e droni.
Tensione tra Mynamar e Thailandia
Gli ultimi attacchi aerei delle forze governative nello Stato Karen hanno creato tensioni diplomatiche tra Myanmar e Thailandia. Durante i combattimenti un razzo anticarro lanciato oltre il fiume Moei dalla cittadina di Myawaddy è esploso a Ban Mae Kon Ken, un villaggio nel distretto thailandese di Mae Sot, ferendo peraltro una donna.
Un altro raid ha invece danneggiato decine di case a Mae Sam Laep, nella provincia di Mae Hong Son, sempre in Thailandia. Sono stati inoltre segnalati strike contro una scuola a Day Bu Noh, nel distretto di Pkay Bu, sempre ad Hpapun, con un bilancio di tre studenti morti e sei feriti, tre dei quali gravi trasportati in Thailandia, attraverso il fiume Salween, per ricevere cure mediche d’urgenza.
Bangkok ha reagito convocando l’addetto militare del governo birmano in Thailandia, Win Thu Lin, per esortare Naypyidaw a esercitare cautela nelle sue operazioni lungo i 2.416 chilometri di confine. Gli avvertimenti sono arrivati, forti e chiari, anche dal primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul: “Questo non ha nulla a che fare con la Thailandia o con il popolo thailandese. Il nostro esercito proteggerà la sovranità del Paese nella misura massima possibile”.
Cosa succede nello Stato Karen
L’assalto contro lo Stato Karen del Tatmadaw rientra nella campagna militare lanciata nel distretto di Hpapun amministrato dalla Knu, dove da mesi le forze governative conducono continui bombardamenti aerei e attacchi.
L’obiettivo delle forze governative è chiaro: prendere il controllo della rotta di approvvigionamento transfrontaliera utilizzata dai ribelli Karen per gestire i loro affari. Hpapun, a poco meno di 200 chilometri a nord di Hpa-An, capitale dello Stato Karen, è stata conquistata dall’Esercito di Liberazione Nazionale Karen (Knla) nel marzo 2024 sottraendola all’esercito birmano. Lo scorso maggio il governo ha tuttavia lanciato una durissima controffensiva mobilitando migliaia di soldati per riconquistare la zona.
Il Ministero degli Interni del Myanmar considera la Knu un'”organizzazione terroristica” e ha affermato che le sue “intenzioni e azioni mettono in pericolo lo stato di diritto, la stabilità, la pace e la prosperità pubblica”. Se i funzionari birmani riusciranno a far ricadere le colpe degli incidenti transfrontalieri sui ribelli locali, a quel punto i Karen dovranno fare i conti con una doppia morsa: quella del Tatmadaw e quella di Bangkok.