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Guerra

Guerra d’attrito e raid in profondità: così Kiev prova a cambiare il conflitto

Le difficoltà della controffensiva ucraina a est e sud hanno come contraltare le capacità di Kiev di colpire territorio o navi russe

La guerra in Ucraina, specificamente nella controffensiva delle truppe di Kiev, ha almeno due livelli di conflitto.

Uno è quello della prima linea dell’Ucraina orientale e meridionale, dove l’esercito si trova a confrontarsi con una resistenza russa molto più solida di quanto atteso e che ha fatto sì che le ipotesi di uno slancio in attacco si siano al momento ridotte a una guerra d’attrito con conquiste territoriali minime. A dirlo sono anche gli analisti Usa e diverse fonti del Pentagono che, specialmente nelle ultime settimane, hanno segnalato il basso rendimento delle forze ucraine suggerendo anche un fallimento dell’addestramento occidentale e dell’impiego delle tattiche Nato.

Un secondo livello, invece, è quello di attacchi chirurgici, asimmetrici e mirati che vengono combattuti su più fronti, ampliando notevolmente il raggio d’azione del conflitto. I droni ucraini volano in direzione di Mosca, andando a mettere sotto pressione il Cremlino nella sua capitale e riducendo la percezione di “fortezza” distante centinaia di chilometri da una guerra che non deve raggiungere direttamente la popolazione.

La guerra dei droni

Alcuni droni si dirigono verso i porti russi sul Mar Nero, sia nel territorio della Federazione sia in quello occupato dopo l’inizio della cosiddetta “operazione speciale”. Alcuni di questi colpiscono o tentano di colpire in particolare infrastrutture come il ponte di Kerch o di Conghar, obiettivi che non solo hanno il valore strategico di interrompere i rifornimenti alla penisola sul Mar Nero o l’avanzata russa, ma anche il valore simbolico di scalfire quello che è l’immagine della fusione tra la regione annessa e la madepatria.

Altri droni vengono lanciati contro le navi di Mosca, sottoponendo così il traffico marittimo di Vladimir Putin a una pressione in grado di ledere la capacità di trasporto in uno specchio d’acqua che si ritiene – o si riteneva – sostanzialmente controllato dalla Flotta del Mar Nero. Infine, non va dimenticato l’attacco ucraino alla Crimea, anche in questo caso con mezzi a pilotaggio remoto in grado di penetrare lo spazio aereo del bastione russo, ritenuto la base strategica della guerra scatenata a febbraio del 2022.

Mappa di Alberto Bellotto.

Per Kiev, questo tipo di attacchi ha una valenza strategica duplice. Da una parte serve a mantenere su Putin e sui suoi comandi militari una pressione interna che non dia la sensazione di sicurezza al Paese. E questo viene percepito soprattutto riguardo gli attacchi interni alla Russia. Fare in modo che la guerra arrivi “nelle case dei russi” è un elemento psicologico da non sottovalutare. Si punta quindi sul fattore interno, e sull’ambizione di scalfire un sostegno al conflitto che, dopo 500 giorni e più di invasione, appare in ogni caso non così minimo in ampi strali dell’opinione pubblica russa. Indebolita, preoccupata, in parte anche impoverita, ma almeno apparentemente non così distante dalla sua leadership.

Il peso degli attacchi chirurgici

Un secondo elemento è quello di fare in modo che gli attacchi chirurgici facciano più danni della guerra di attrito. L’esercito ucraino è impegnato in una controffensiva che al momento non sembra dare i risultati sperati sul fronte orientale né su quello meridionale.

A detta di molti analisti occidentali, ma anche di molte fonti della Difesa statunitense, l’avanzata di Kiev appare lenta e molto difficoltosa, bloccata tra fortificazioni russe, campi minati e tattiche di difesa che reggono l’onda d’urto dei battaglioni ucraini. Inoltre, i missili russi continuano a piovere sia nelle retrovie e nelle città che in prima linea, rendendo estremamente difficile mantenere la copertura area al fronte e avanzare. In assenza di risultati concreti sul campo e con il rischio di dovere impiegare a breve i battaglioni di riserva per evitare che la controffensiva perda efficacia nella finestra temporale estiva, l’Ucraina cerca così di colpire in profondità le forze nemiche, con colpi mirati ma dall’alto valore sia di immagine che strategico, ledendo sia la logistica russa sia alcune postazioni-chiave o di comando. Una forma di guerra asimmetrica in cui si evidenziano due approcci completamente diversi all’interno delle stesse forze armate di Kiev. Da un lato la guerra di attrito su modello russo-sovietico fatta di trincee, carri armati e movimenti per conquistare i villaggi persi nei mesi precedenti. Dall’altro lato raid chirurgici con tecnologie e tattiche molto più vicine ai sistemi occidentali.

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