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Guerra

Guerra e controspionaggio: cosa hanno imparato i servizi russi dall’Ucraina

I servizi di sicurezza e di controspionaggio della Russia hanno ottenuto in Ucraina un successo maggiore rispetto al suo esercito, afferma il Rusi (Royal United Service Institute) un importante istituto di ricerca della difesa del Regno Unito. Nonostante le evidenti...

I servizi di sicurezza e di controspionaggio della Russia hanno ottenuto in Ucraina un successo maggiore rispetto al suo esercito, afferma il Rusi (Royal United Service Institute) un importante istituto di ricerca della difesa del Regno Unito.

Nonostante le evidenti lacune iniziali, che hanno sottostimato una serie di fattori rivelatisi determinanti nella condotta della guerra, Svr e Fsb, rispettivamente le agenzie di intelligence esterna e interna, stanno avendo un ruolo determinante nella stabilizzazione delle regioni ucraine occupate.

Nel rapporto di 39 pagine, intitolato “Lezioni preliminari dalle operazioni non convenzionali della Russia durante la guerra russo-ucraina” si afferma che il capo dell’Svr avrebbe detto al presidente russo Vladimir Putin che avevano bisogno di più tempo per prepararsi e ha chiesto di ritardare l’invasione, ma tale richiesta sarebbe stata respinta dal Cremlino.

Dove hanno sbagliato gli 007 russi

Effettivamente, guardando all’esito di un anno di conflitto, possiamo affermare che i servizi di sicurezza russi hanno commesso grossolani errori di valutazione: innanzitutto hanno ritenuto altamente improbabile che gli Stati Uniti fossero intenzionati a sostenere militarmente l’Ucraina, aspettandosi solo una risposta di tipo diplomatico/economica, secondariamente hanno sottostimato la capacità di resistenza dell’esercito ucraino e quella della popolazione, che veniva erroneamente ritenuta insofferente verso il governo di Kiev e simpatizzante della causa russa. Poi a operazioni in corso hanno sottovalutato l’effetto dei dati di intelligence forniti da Usa e Regno Unito all’esercito ucraino, che hanno avuto un effetto dirompente permettendo, ad esempio, di bloccare il tentativo di blitz con truppe elitrasportate sull’aeroporto di Hostomel nelle prime ore del conflitto.

Colpo di mano che avrebbe permesso all’esercito russo di avere una base avanzata per far affluire rapidamente equipaggiamento pesante per via aerea e così poter puntare sui palazzi governativi della capitale per rovesciare il governo Zelensky, mossa che, nei piani del Cremlino, avrebbe portato allo sfaldamento delle forze armate ucraine.

Secondo quanto affermato dal Rusi, le agenzie di sicurezza russe avrebbero cominciato a preparare il terreno dell’invasione già a giugno 2021, ma evidentemente il tempo non è stato sufficiente per favorire un’operazione militare sostanzialmente rapida e indolore per Mosca.

“È evidente”, afferma il rapporto, “che i servizi speciali russi sono riusciti a reclutare una vasta rete di agenti in Ucraina prima dell’invasione e che gran parte dell’apparato di supporto è rimasto vitale dopo l’invasione, fornendo un flusso costante di intelligence umana alle forze russe”. L’agenzia di controspionaggio della Russia, l’Fsb, è stata in grado di farlo formando gruppi operativi temporanei che si sono concentrati su città bersaglio, come Melitopol.

Man mano che le forze russe avanzavano, gli ufficiali del controspionaggio russo sequestravano i registri del governo ucraino dagli uffici pubblici locali e scaricavano gli hard disk dei computer per creare elenchi di chi lavorava per lo Stato conoscendone tutti i dati sensibili, come indirizzi e recapiti telefonici.

Le mosse dei servizi

Questo ha permesso di svolgere un’azione di rastrellamento e deportazione sistematica: le perquisizioni casa per casa si sono concluse con arresti e interrogatori, e risulta anche che si sia fatto ricorso alla tortura non tanto per estorcere informazioni quanto piuttosto a scopo intimidatorio, per scoraggiare la popolazione dal resistere all’occupazione. La Russia ha costantemente negato le accuse di violazione dei diritti umani in Ucraina, ma la liberazione dei territori occupati nelle controffensive estive ha permesso di venire a conoscenza dei brutali metodi usati dagli occupanti per estorcere informazioni o semplicemente per costringere gli abitanti legati a Kiev a scappare dalle proprie case. Il rapporto riferisce che almeno 800 funzionari ucraini sono stati cooptati per lavorare per l’Fsb, alcuni volontariamente, altri costretti.

Allo stesso tempo, le unità da guerra elettronica (Ew- Electronic Warfare) dell’esercito russo si sono attivate, seguendo l’avanzata, per bloccare i segnali televisivi, radio e internet provenienti dall’Ucraina, isolando la popolazione nelle aree occupate dal punto di vista “informativo”.

Secondo il rapporto, l’Fsb ha valutato che è necessario controllare solo l’8% della popolazione per sottomettere un’intera area e nel quadro della russificazione dei territori questa attività si è accompagnata al ritiro dei passaporti, all’introduzione del rublo, alla distruzione dei simboli dell’identità ucraina insieme alla formazione di un governo di occupazione, retto da funzionari ucraini filorussi.

Quest’attività, facente capo principalmente all’Fsb coadiuvato dalla Rosgvardia, la Guardia Nazionale della Federazione russa, è stata particolarmente efficace in alcune aree, ma non ha impedito sia l’insorgere di attività partigiana – soprattutto nell’area di Kharkiv e di Melitopol – sia la possibilità di infiltrazione da parte delle SoF (Special Operation Forces) ucraine che hanno dato il via ad attività di guerriglia dietro le linee con anche l’uccisione di funzionari collaborazionisti.

Il quadro generale, però, è che le agenzie di intelligence e di sicurezza russe abbiano ottenuto un maggior grado di successo in Ucraina rispetto all’esercito, che ha subito numerose battute d’arresto, ma va ricordato come nella catena gerarchica russa si tenda a non ammettere fallimenti o a nascondere situazioni sfavorevoli per compiacere i superiori: un fattore che è stato la chiave dell’insuccesso iniziale dell’operazione militare, nata per rovesciare il governo di Kiev e sfaldare la compagine delle sue forze armate, e che soprattutto nell’intelligence ha avuto effetti disastrosi, come già accennato. I servizi di controspionaggio russi hanno avuto, e stanno ancora avendo, un ruolo chiave nella de-ucrainizzazione dei territori occupati dalla Russia eliminando oppositori, controllando i media (e quindi avviando l’attività di propaganda pro russa) e fungendo da deterrente contro possibili reazioni dei civili con la loro stessa presenza permeata da metodi brutali.

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