Non si tratta solo di calcoli strategici, geopolitici o interessi economici. Dietro la guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran c’è anche una componente messianica e religiosa profonda, che influenza in modo significativo le motivazioni di una grossa fetta dell’élite al potere in Israele e negli Usa. Da decenni, in certi ambienti del sionismo religioso e tra figure vicine a Benjamin Netanyahu, il confronto con la Repubblica Islamica viene interpretato attraverso lenti escatologiche: l’Iran (o il suo regime) è stato paragonato più volte ad Amalek, l’archetipo biblico del nemico assoluto da estirpare senza pietà.
La “teocrazia americana” raccontata da Phillips
Negli Stati Uniti, parallelamente, frange significative del mondo evangelico e del sionismo cristiano – vedasi la discussa intervista di Tucker Carlson all’ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee – leggono il conflitto come tappa verso l’Armageddon e il ritorno di Cristo sulla Terra. Nel saggio del 2007 La teocrazia americana, Kevin Phillips, spiega infatti come molti evangelici americani aderiscano a una teologia millenarista, che interpreta la Bibbia in modo letterale, enfatizzando la profezia degli “ultimi tempi”. Tale visione vede il ritorno degli ebrei in Israele (e la fondazione dello Stato di Israele nel 1948) come un segno profetico per l’avvicinarsi della Seconda Venuta di Cristo.
“Una guerra di religione”, le parole di Graham
Questa visione messianica si ripropone anche in due notizie recenti. La prima è inerente una dichiarazione dell’influente senatore repubblicano Lindsey Graham, noto per le sue posizioni belliciste e neoconservatrici e molto vicino al presidente Donald J. Trump, tanto da fungere da vero e proprio consigliere del tycoon in tema di politica estera. Graham è battista, affiliato alla Southern Baptist Convention, la principale denominazione battista evangelica negli Usa. «Questa è una guerra di religione. […] determineremo il corso del Medio Oriente per mille anni» ha affermato Graham, che nelle scorse settimane aveva manifestato tutta la sua frustrazione per i (presunti) tentennamenti di Trump e per dei negoziati che, a suo dire, erano inutili.
Non solo. Secondo un’inchiesta pubblicata dal Guardian, comandanti militari statunitensi avrebbero utilizzato una retorica cristiana estremista, basata su concetti biblici dei “tempi finali” (end times), per giustificare il coinvolgimento delle forze armate americane nella guerra contro l’Iran. La Military Religious Freedom Foundation (Mrff), un’organizzazione di vigilanza che si occupa di tutelare la libertà religiosa nelle forze armate Usa, ha ricevuto più di 200 denunce da membri di tutti i rami delle forze armate, inclusi Marines, Air Force e Space Force. Le accuse riguardano superiori che avrebbero presentato il conflitto come parte di un “piano divino di Dio”, citando passaggi del Libro dell’Apocalisse relativi ad Armageddon e al ritorno imminente di Gesù Cristo.
La denuncia dei militari
In una denuncia specifica visionata dal Guardian, un sottufficiale (Nco) di un’unità potenzialmente schierabile “da un momento all’altro” contro l’Iran ha riferito che il proprio comandante avrebbe esortato a comunicare alle truppe che l’operazione era «tutto parte del piano divino di Dio». Il comandante avrebbe inoltre affermato che il presidente Donald Trump «è stato unto da Gesù per accendere il fuoco segnaletico in Iran al fine di causare Armaghedon e segnare il suo ritorno sulla Terra». La denuncia è stata presentata a nome di 15 militari, tra cui 11 cristiani, una persona musulmana e una ebraica, e condivisa inizialmente dalla Mrff con il giornalista indipendente Jonathan Larsen.
Mikey Weinstein, presidente della Mrff e veterano dell’Air Force, ha dichiarato al Guardian: «Ogni volta che Israele o gli Stati Uniti sono coinvolti in Medio Oriente, emergono queste storie sui nazionalisti cristiani che hanno preso il controllo del nostro governo, e certamente del nostro esercito statunitense». Weinstein ha sottolineato che i militari non possono facilmente opporsi, dato che «il tuo superiore militare non è il tuo responsabile di turno da Starbucks».
Ha inoltre descritto le denunce come indicazione di un aumento dell’estremismo cristiano (evangelico) nelle forze armate, con comandanti che mostrano «euforia senza restrizioni» nel percepire il conflitto come una guerra «sanzionata biblicamente» e segno dell’avvicinarsi dei «Tempi Finali» del cristianesimo fondamentalista.
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