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Secondo quanto riportato dalla Cnn, gli Stati Uniti stanno seriamente valutando la possibilità di approvare il trasferimento di munizioni a grappolo in Ucraina. Un funzionario del governo statunitense ha affermato al media che la decisione finale della Casa Bianca in merito all’invio di questo tipo particolare di armamento è attesa presto, e se approvato le munizioni a grappolo potrebbero essere incluse nel nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina del mese prossimo.

Le indiscrezioni trovano conferma nelle parole del capo di Stato maggiore della Difesa Usa generale Mark Milley, che ha riferito in un intervento al National Press Club che le discussioni stanno continuando. “Gli ucraini lo hanno chiesto, altri Paesi europei ne hanno fornito alcune, i russi le stanno usando”, ha detto Milley, concludendo che “c’è un processo decisionale in corso”.

L’Ucraina, riferisce ancora la Cnn, ha cercato sin dallo scorso anno di ottenere le munizioni a grappolo dagli Stati Uniti, ma la Casa Bianca è sempre stata riluttante a fornirle a causa del rischio che potevano rappresentare per i civili e perché alcuni alleati chiave degli Stati Uniti, tra cui Regno Unito, Francia e Germania, hanno firmato un divieto sulle munizioni a grappolo.

Si tratta di un particolare tipo di armamento che disperde piccoli ordigni esplosivi su una vasta area dopo che si separano da un contenitore (dispenser), che può essere rappresentato da una bomba d’aereo, un proiettile d’artiglieria o un razzo. Le bombe a grappolo, o cluster bombs, sono particolarmente efficaci contro mezzi non protetti, personale e anche – se di tipo particolare – per distruggere o danneggiare gravemente piste di atterraggio o mezzi corazzati.

Questi ordigni, però, portano con sé un problema rappresentato dal fatto che, a volte, non esplodono all’impatto e pertanto restano sul terreno innescate diventando esattamente come una mina antiuomo. Si è cercato di ovviare a questo inconveniente dotando le submunizioni (così possono anche essere chiamate le piccole bombe) di una seconda spoletta a tempo, in modo che esplodano passato un certo intervallo temporale, ma anche così si è stimato che comunque tra il 3 e il 5% di tutte le submunizioni delle bombe a grappolo resti inesploso.

Il primo segnale della volontà degli Stati Uniti di fornire questi particolari ordigni all’Ucraina, sempre secondo la Cnn, è arrivato la scorsa settimana, quando un alto funzionario del Pentagono ha dichiarato durante un’udienza pubblica della sottocommissione per gli affari esteri della Camera che il dipartimento ritiene che le munizioni sarebbero “utili” sul campo di battaglia.

“I nostri analisti militari hanno confermato che i Dpicm (Dual-Purpose Improved Conventional Munition n.d.r.) sarebbero utili, specialmente contro le posizioni russe trincerate sul campo di battaglia”, ha detto Laura Cooper, vice assistente segretario alla difesa per Russia, Ucraina ed Eurasia.

Gli ucraini, nella fattispecie, hanno chiesto all’amministrazione statunitense munizioni a grappolo compatibili sia con i lanciarazzi Himars sia con gli obici da 155 millimetri, e hanno sostenuto che le munizioni consentirebbero alle truppe ucraine di attaccare in modo più efficace obiettivi più grandi e più dispersi come le concentrazioni di soldati e di veicoli.

La vice assistente Cooper ha dichiarato la scorsa settimana che gli Stati Uniti non hanno ancora fornito le munizioni a grappolo sia a causa delle “esistenti restrizioni del Congresso sulla fornitura di Dpicm sia delle preoccupazioni sull’unità degli alleati”. Gli Usa e l’Ucraina non hanno firmato il divieto sulle munizioni a grappolo, però Washington ha iniziato a eliminare gradualmente l’uso di questi ordigni nel 2016 proprio perché, a causa della possibilità che alcuni di essi restino inesplosi, rappresentano un pericolo per i civili.

Il Congresso statunitense ha anche imposto restrizioni legali alla possibilità degli Stati Uniti di trasferire munizioni a grappolo che hanno un tasso di ordigni inesplosi superiore all’uno per cento, ma il presidente Joe Biden potrebbe ignorare tale restrizione, come hanno detto i funzionari Usa alla Cnn. Anche il Congresso, nella sua interezza, ha espresso sostegno negli ultimi mesi per l’invio degli ordigni a grappolo.

Le cluster bombs sono state utilizzate durante i conflitti armati in 40 Paesi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dal Sudest Asiatico, all’Europa Sudorientale, passando per il Caucaso, il Medio Oriente e l’Africa. Ordigni di questo tipo sono stati usati durante il conflitto nelle Isole Falkland, sganciate dagli Harrier britannici per distruggere le infrastrutture aeroportuali, i velivoli, e i concentramenti di truppe argentine, e anche in Afghanistan dai sovietici. Le munizioni a grappolo sono comparse per la prima volta durante la Seconda Guerra Mondiale e da allora più di 50 Paesi le hanno introdotte nei loro arsenali.

Attualmente i Paesi che hanno il maggior numero di bombe a grappolo sono Stati Uniti e Russia. I primi posseggono svariati tipi tra cui, quelli ancora presenti nei depositi o in servizio, sono le bombe d’aereo Cbu-87, 97 e 107 e la Cbu-100 “Rockeye II”. La Russia utilizza le bombe Rbk-500, Rbk-500U, quest’ultima con guida satellitare, nonché le Spbe Rbk-500D single cluster bomb che hanno 15 submunizioni anticarro guidate dotate di coordinatori a infrarossi dual-mode. La Spbe Rbk-500D è progettata per distruggere carri armati moderni e altri veicoli corazzati e si crede possa ingaggiare sino a sei tank se ragionevolmente vicini gli uni agli altri. Le submunizioni Spbe-D sono l’ulteriore sviluppo della munizione Spbe utilizzata anche nei sistemi di missili a lancio multiplo (Mlrs) “Smerch” e nella bomba a grappolo Rbk-500 Spbe.

La decisione di inviare munizionamento a grappolo all’Ucraina potrebbe causare qualche malumore tra gli alleati degli Stati Uniti, ma dubitiamo che il sostegno alla causa di Kiev di Germania, Regno Unito o Francia possa vacillare anche al netto di eventuali proteste dell’opinione pubblica. Sul campo di battaglia, come già detto nel corso della trattazione, un munizionamento di questo tipo per i razzi degli Himars o per i proiettili degli obici da 155 millimetri potrebbe essere molto utile per colpire il personale russo nelle trincee avversarie o concentramenti di mezzi nelle retrovie, e se in numero adeguato potrebbero essere un mezzo per cercare di superare l’inerzia di questa fase del conflitto.

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