La geopolitica della corsa allo spazio
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Compromesso è il termine più usato in queste ore a Washington. Almeno per quel che riguarda il possibile invio di nuove armi in Ucraina. Nei giorni scorsi il presidente Joe Biden è stato categorico: niente forniture militari in grado di dare a Kiev la possibilità di colpire il territorio russo. Una linea rossa invalicabile, oltre la quale ci sarebbe lo spettro di uno scontro diretto con Mosca. Da qui il possibile compromesso: inviare sì dei missili, ma con una gittata limitata. Un piano che da un lato permetterebbe a Washington di continuare il supporto all’Ucraina, dall’altro di evitare possibili nuovi screzi con il Cremlino.

Le rivelazioni del Wall Street Journal

Ad anticipare quello che nei prossimi giorni dovrebbe già essere messo nero su bianco, è stato il Wall Street Journal. Il quotidiano statunitense, in particolare, citando delle fonti militari del Pentagono ha parlato del possibile invio da parte degli Usa di missili dalla gittata di 100 km. Si tratterebbe di un ulteriore potenziamento delle forniture militari che da oltreoceano sono destinate verso i fronti più caldi della guerra in Ucraina. Fino a oggi infatti la Difesa statunitense ha fatto avere all’esercito di Kiev i lanciarazzi obici M777, la cui gittata è “limitata” ai 50 km. Diversi modelli si troverebbero già sui campi di battaglia. Nei giorni scorsi un video pubblicato sul canale Twitter di TpyxaNews ha mostrato le operazioni di carico dei lanciarazzi in una base militare della California: “Queste armi arriveranno a breve in Ucraina”, si legge nella didascalia.

Dal canto suo il ministero della Difesa ucraino ha dichiarato di aver già usato gli M777, colpendo ad esempio un convoglio russo grazie al un tiro di artiglieria partito da una distanza di 20 km. Armi quindi importanti, in grado di rallentare l’avanzata russa nel Donbass, regione in cui Mosca oramai ha iniziato a mettere piede in modo inesorabile. La prossima caduta di Severodonetsk, data per imminente, e l’arrivo delle truppe russe in un’area non lontana da Slovjansk e Kramatorsk, avrebbero indotto Biden a fornire armi più pesanti, ma senza oltrepassare la linea rossa data dall’invio di missili potenzialmente in grado di colpire il territorio della federazione russa.

Secondo il Wsj, il compromesso è rappresentato dall’invio dei Sistemi lancia razzi multipli guidati, ossia i Gmlrs. Missili per l’appunto da una gittata non superiore ai 100 km. “I Gmlrs dovrebbero arrivare a destinazione nelle prossime settimane – si legge sul Wsj – e hanno gittata decisamente inferiore rispetto ai Sistemi di missili tattici dell’esercito che l’amministrazione Biden ha deciso di non includere nell’ultimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina”.

Una chiara scelta politica

I Gmlrs potrebbero essere potenzialmente usati tra circa tre settimane. Un lasso di tempo breve in condizioni normali, ma che con l’offensiva russa nel Donbass potrebbe apparire in realtà anche molto lungo. Da qui alla metà di giugno le truppe di Mosca potrebbero già avere in mano Severodonetsk per stanziarsi poi non lontano da altre località considerate strategiche dal Cremlino. Occorrono però precisi tempi tecnici, sia per l’invio che per l’addestramento. Secondo il Wall Street Journal, per imparare ad usare i Gmlrs i soldati ucraini avrebbero bisogno di non meno di dieci giorni di addestramento.

Ad ogni modo, appare chiara la linea politica della Casa Bianca. Continuare cioè con l’invio di armi, potenziando l’arsenale a disposizione di Kiev, senza però arrivare a un passo dallo scontro aperto con Mosca. Adesso la priorità di Washington è quella di fare il più in fretta possibile. Sempre sul Wsj infatti, l’annuncio riguardante l’invio delle nuove armi potrebbe arrivare entro e non oltre questa settimana.

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