Gli Stati Uniti incrementano la presenza navale nel Mar Mediterraneo, schierando una seconda portaerei in una esibizione muscolare che non si vedeva da tempo nelle acque del Mare Nostrum.A fianco della UssHarry Truman verrà schierata infatti anche la Uss Dwight Eisenhower: un’unità varata nel 1996 in grado di trasportare novanta velivoli fra arei ed elicotteri. La Eisenhower dovrebbe operare come base di partenza per i caccia impegnati nei raid su obiettivi dell’Isis in Iraq e Siria: è dal 2003, all’epoca della seconda guerra del Golfo, che in Mediterraneo non si registrava una presenza navale Usa così massiccia.Secondo fonti di stampa Usa si tratterebbe di una mossa per controbilanciare l’accresciuta potenza della Russia nella regione. Il gruppo da battaglia dell’Eisenhower comprende, oltre all’unità principale, tre gruppi d’aviazione, gli incrociatori Uss San Jacinto e Uss Monterey e al Destroyer Squadron (DESPRON) con altre unità minori.”Il gruppo da battaglia della Eisenhower – ha spiegato il vice-ammiraglio James Foggo III, comandante della sesta flotta – sta entrando nella sesta flotta come parte dell’impegno della Marina degli Stati Uniti per l’iniziativa, della durata di un anno, della ‘Grande flotta verde‘ (i gruppi da battaglia che utilizzano carburante alterntivo, ndr). Il risparmio energetico rappresenta un punto fondamentale per incrementare la nostra autonomia e resilienza. Un gruppo da battaglia rappresenta un enorme potenziale marittimo da dispiegare dovunque ve ne sia la necessità, in qualsiasi momento. Per questo, con la sesta flotta e la Marina tutta, siamo impegnati a cooperare con i nostri alleati e ad assicurare la sicurezza regionale”.Da registrare come appena ieri a Palazzo Marina sia stato presentato il piano di cooperazione fra Us Navy e Marina Militare per il primo rifornimento in mare di combustibile verde: giovedì 16 giugno la nostra nave Etna e i cacciatorpedinieri Mason e Andrea Doria.Le nuove tecnologie, che sfruttano diesel verde prodotto negli stabilimenti della bioraffineria Eni di Venezia, consentiranno di risparmiare centinaia di tonnellate di carburante ogni anno, riducendo le emissioni inquinanti in ottemperanza alle convenzioni internazionali sull’ambiente.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.



