Questa mattina la notizia dell’abbattimento di un cacciabombardiere F-15E Strike Eagle, precipitato in Kuwait dopo essere stato colpito nei cieli di Kuwait City, precisamente nella zona ai margini dell’area di Al Jahra, ha infiammato i canali d’informazione, che hanno subito pensato al primo abbattimento conseguito dall’Iran, che sta rispondendo agli attacchi sferrati da Stati Uniti e Israele e ha prontamente rivendicato la vittoria. L’equipaggio, composto da pilota e navigatore, si è eiettato con successo, ed è stato recuperato poco più tardi, data la vicinanza ai centri abitati, ma in seguito è stato reso noto che gli F-15 Strike Eagle persi dagli americani erano addirittura tre. Tutti apparentemente abbattuti “per errore” da fuoco amico.


Stando a quanto dichiarato dal Comando Centrale degli Stati Uniti, Centcom, i tre cacciabombardieri schierati in Kuwait come supporto all’Operazione Epic Fury sono stati agganciati e abbattuti per errore dai sistemi di difesa antiaerea delle Kuwait Armed Forces, che sono riuscite in ciò che l’Iran sembrerebbe non aver saputo fare con la medesima efficenza: abbattere tre caccia americani del valore di 100 milioni di dollari; mettendo in serio pericolo e difficoltà i tre equipaggi, composti da un pilota e dal navigatore/operatore di sistemi che si sono dovuti lanciare da un’altitudine relativamente bassa, mentre i loro aerei cadevano a vite verso il suolo.


Nel comunicato ufficiale diffuso dagli americani, redatto dal centro di comando che si trova a Tampa, in Florida, si può leggere: “Alle 11:03 ET del 1° marzo tre F-15E Strike Eagle statunitensi in volo a supporto dell’Operazione Epic Fury sono precipitati in Kuwait a causa di un apparente incidente di fuoco amico. Durante il combattimento attivo, che includeva attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni, i caccia dell’Aeronautica Militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalle difese aeree kuwaitiane. Tutti e sei i membri dell’equipaggio si sono eiettati in sicurezza, sono stati recuperati in sicurezza e sono in condizioni stabili. Il Kuwait ha riconosciuto l’incidente e ringrazia le forze di difesa kuwaitiane per gli sforzi e il supporto in questa operazione in corso. La causa dell’incidente è in fase di accertamento. Ulteriori informazioni saranno pubblicate non appena disponibili“.

Le immagini degli aviatori americani, spossati, raccolti dagli automobilisti kuwaitiani che hanno prestato loro soccorso, e in un caso anche immortalati in una posizione di “resa” – si dice perché scambiati per piloti iraniani – hanno già fatto il giro del mondo. Ma ciò che è ancora oggetto di riflessione è come sia stato possibile per le difese aeree del Kuwait abbattere non un singolo caccia “per errore“, ma tre. In base alle prime ricostruzioni, uno dei tre cacciabombardieri biposto stava volando livellato, quando si è verificata un’esplosione nella sezione posteriore, secondo alcuni causata dall’impatto da un missile a guida infrarossa lanciato da un sistemi di difesa aerea a corto raggio, SHORAD.

Per Weapons and Strategy parte del problema potrebbe essere attribuito o “all’uso sconsiderato delle sue difese aeree da parte del Kuwait” o dai problemi associati ai sistemi IFF, acronimo di Identification Friend or Foe, un transponder che trasmette un “segnale criptato che i radar terrestri dotati di IFF possono leggere“, distinguendo l’amico dal nemico. Stephen Bryen ricorda come un F-15 non può essere confuso con un drone, data la sua velocità, che lo rende “considerevolmente più lento dei missili, persino dei missili in fase terminale“, ma sottolinea che anche senza il sistema IFF, gli operatori della difesa aerea kuwaitiana avrebbero dovuto “essere in grado di distinguere i tipi di bersagli in base alla loro traccia radar e al profilo operativo“. Per questo va tenuta in considerazione l’ipotesi che i sistemi IFF abbiano avuto un problema.

Secondo quando riporta il sito specializzato The Avionist, gli F-15E Strike Eagle, aerei da combattimento di 4ª generazione non sono dotati di sensori di allarme per missili a guida infrarossa, ma solo quelli per missili a guida radar, per questo l’equipaggio non avrebbe ricevuto l’avviso di essere tracciato dal missile che stava volando verso di loro. Si ritiene inoltre che l’aereo mostrato nei video, privo di serbatoi di carburante aggiuntivi, stesse prendendo parte a operazioni difese contro missili e droni iraniani lanciati contro il Kuwait.

Come sappiamo, l’Iran e i suoi proxies stanno prendendo di mira tutte le basi che ospitano asset militari statunitensi, e i loro alleati. Missili e droni sono stati lanciati contro le basi di Kuwait, Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, mettendo tra gli obiettivi anche una base navale francese, l’Implantation militaire française aux Émirats arabes unis  di Port Zayed, e la base aerea inglese di Akrotiri, a Cipro. Nelle concitate operazioni di difesa antiaerea è “possibile” sbagliare bersaglio e abbattere per sbaglio un velivolo amico. Tuttavia riuscire ad abbatterne 3 in una sola mattina, è certamente un caso raro, ragione per cui si attendono ulteriori indagini.

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