La geopolitica della corsa allo spazio
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Una brusca virata per la politica americana, finora preoccupata di salvaguardare le relazioni con la Turchia attraverso proposte e negoziazioni. Da oggi, gli Stati Uniti hanno bloccato la consegna degli aerei F-35 all’alleato Nato.

Secondo quanto riferito a Reuters da funzionari americani che hanno chiesto di rimanere anonimi, la Turchia non riceverà più neppure gli strumenti necessari – in questa fase soprattutto manuali e componentistica – in vista dell’arrivo degli F-35.

Dichiarazioni, queste, confermate ufficialmente dal Pentagono: “In attesa di un’inequivocabile decisione da parte della Turchia di rinunciare alla consegna degli S-400” – ha chiarito il tenente colonnello Mike Andrews, uno dei portavoce del Dipartimento della Difesa Usa – “vengono sospese le spedizioni e le attività associate allo sviluppo delle capacità operative turche per gli F-35”.

Ankara sospesa tra F-35 e S-400

Washington teme che l’acquisto da parte della Turchia di un sistema missilistico da Mosca possa creare una breccia nella sicurezza del programma F-35, causando il passaggio alla Russia di dati riservati inerenti alle caratteristiche del velivolo.

La decisione americana giunge al termine della scadenza imposta alla Turchia nel gennaio scorso. Entro la fine di marzo, Ankara avrebbe dovuto decidere se accettare o meno l’offerta degli Stati Uniti inerente la vendita di sistemi Patriot per il valore di 3,5 miliardi di dollari. Secondo il piano americano, il consenso turco avrebbe comportato in automatico la rinuncia all’acquisto degli S-400 dalla Russia.

Già nel febbraio scorso, tuttavia, Erdogan si era dimostrato fermo nelle sue intenzioni, dichiarando che l’acquisto del sistema americano non sarebbe stato alternativo a quello del sistema russo. Garantendo però agli Usa che avrebbe preso tutte le precauzioni necessarie affinché l’adozione dell’S-400 non impattasse su qualsiasi altro dispositivo Nato. Evidentemente, le rassicurazioni non hanno convinto il Pentagono.

Tra Nato e Russia

La conclusione dell’accordo per l’acquisto del sistema S-400 dalla Russia era stata annunciata nel settembre 2017, destando immediatamente preoccupazioni negli Stati Uniti.

La Turchia avrebbe optato per l’acquisto del sistema S-400 dopo aver tentato di acquistare una migliore tecnologia di difesa aerea dagli alleati Nato per anni, senza alcun successo. Proprio la crescente frustrazione nei confronti dei partner atlantici, unita all’esigenza di intraprendere una politica estera più aggressiva, avrebbe dunque portato Ankara a rivolgersi altrove, in particolare alla Russia.

Gli Stati Uniti avrebbero cercato invano di correre ai ripari, decidendosi – dopo ammonimenti e negoziazioni – a sospendere la consegna degli F-35.

La strategia americana

L’esclusione della Turchia dal programma F-35 comporta alcune difficoltà per Washington. Ankara infatti non rappresenta soltanto un acquirente, ma anche un partner industriale, producendo circa 800 componenti degli F-35 – in particolare, parti della fusoliera, carrelli di atterraggio e display delle cabine di pilotaggio -.

Di conseguenza – come afferma Andrew Hunter, ricercatore del Center for Strategic and International Studies -, “bloccare la consegna di questi sistemi ad Ankara rischia di imporre ingenti costi a entrambe le parti”. Delle centinaia di componenti prodotte dalla Turchia, tuttavia, poche sarebbero “sole source”: l’esclusione della Turchia dal programma avrebbe come unica conseguenza un rallentamento della loro produzione e consegna di circa 3 mesi.

Pochi giorni prima della dichiarazione del Pentagono, fonti americane hanno riferito che Washington avrebbe già trovato un modo per sostituire il ruolo svolto dalla Turchia, proseguendo così nella realizzazione del programma F-35.

Un segnale netto lanciato ad Ankara, ma che non sembra suscitare ripensamenti. Anzi, pochi giorni prima della decisione di Washington, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha ribadito l’interesse nei confronti degli S-400. Sull’accordo tra Russia e Turchia sembrerebbero rimasti da definire solo gli ultimi punti inerenti ai tempi di consegna del sistema.

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