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Importanti movimenti di aerei Usa tra le due sponde dell’Atlantico. In particolare, così come spiegato da AirForceTimes, per la prima volta Washington ha deciso di inviare nel Vecchio Continente i nuovi F35. Una squadra di 200 uomini della Guardia Aerea del Vermont è pronta a essere dislocata nel nord Europa, pronti a muovere almeno otto tra i nuovi jet consegnati appena due anni fa. La decisione del Pentagono è un ulteriore chiaro segnale dell’aumento della tensione lungo il fronte baltico e dell’Europa settentrionale. La missione degli F35 sarà quella di sorvegliare i confini della Nato da possibili intrusioni russe.

Gli spostamenti dal Vermont e da Aviano

La guardia nazionale del Vermont è stata la prima negli Usa a essere dotata degli F35, ossia dei caccia combattenti di quinta generazione operativi dal settembre del 2019. Ogni jet è costato 94 milioni di Dollari, ma complessivamente il programma volto al funzionamento dei nuovi velivoli potrebbe comportare una spesa di 1.5 trilioni di Dollari in 50 anni di sviluppo del progetto. Si tratta dell’investimento più oneroso mai avviato oltreoceano. I primi modelli sono entrati in fase operativa meno di tre anni fa e sono stati dati in dotazione alla Guardia Aerea del Vermont. Mai però fino ad oggi sono stati schierati in scenari esterni ai confini statunitensi.

Nei prossimi giorni il Vecchio Continente sarà il primo contesto fuori dal nord America in cui i nuovi jet verranno utilizzati. Le procedure per il trasferimento di otto F35 dal Vermont sono già iniziate. Fonti del Pentagono hanno rivelato ai media locali di ipotizzare una loro messa in funzione in Europa nel giro di poche settimane. La squadra chiamata dal Vermont dovrebbe essere composta per l’appunto da 200 tra militari e piloti. La dislocazione sarà nelle aree settentrionali dell’Europa. “Non siamo in Europa per attaccare o iniziare qualcosa. Siamo lì per assumere una posizione in difesa della Nato e sostenere i nostri alleati”, ha dichiarato su Abc il tenente colonnello John “Rocky” MacRae, comandante dello squadrone che a breve arriverà nel Vecchio Continente. Operazioni di “polizia”, come le ha chiamate lo stesso tenente colonnello, volto alla sorveglianza dei confini orientali e settentrionali dell’Alleanza.

Un altro importante movimento sta riguardando aerei già stanziati in Europa. In particolare, almeno sei jet F16 sono decollati dalla base di Aviano per raggiungere le basi Nato in Romania. L’Alleanza Atlantica sta quindi provando a blindare i confini orientali dell’Europa. Evidenti i timori di possibili sconfinamenti russi o vere e proprie escalation nei cieli del Vecchio Continente.

L’allerta Nato del 29 aprile

Un allarme, quello dell’Alleanza Atlantica, nato soprattutto dagli ultimi sconfinamenti da parte russa denunciati da alcuni Paesi dell’Europa settentrionale. Come quello che ha riguardato a fine aprile la Danimarca e la Svezia. Non è un caso che lo scorso 29 aprile la Nato ha diramato un’allerta per i confini orientali e settentrionali del Vecchio Continente: “I caccia Nato si sono alzati in volo più volte negli ultimi quattro giorni per intercettare gli aerei russi sul Mar Baltico e sul Mar Nero”, si legge nella nota con cui è stata diramata l’allerta.

All’aumentare degli episodi che vedono impegnati aerei dell’Alleanza in possibili manovre di sconfinamento da parte russa, da parte degli Usa in primis si è quindi deciso di rispondere con un maggiore stanziamento di uomini e mezzi lungo le frontiere più delicate. L’arrivo dei nuovi F35 sotto il profilo politico rappresenta un segnale molto importante. Washington ha deciso cioè di inviare i suoi jet più moderni in Europa, andando quindi a confermare un elevato livello di allerta per le prossime settimane.

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