Le forze armate americane rimpiazzeranno il famigerato missile anticarro Hellfire – l’armamento convenzionale più impiegato nella guerra contro l’Isis – con il nuovo missileJoint Air Ground Jamg. Già messo in produzione. Sarà lanciabile dagli elicotteri d’attacco Ah-64 “Apache”, ma probabilmente anche dai droni Reaper come il suo predecessore, garantendo efficacia su ogni genere di bersaglio terrestre.

Schierato nei primi anni ’80, l’Agm-114 “Hellfire” (Fuoco Infernale ndr) venne progettato appositamente per essere il missile “killer” di carri armati sovietici sull’ipotetico campo di battaglia dell’Europa occidentale. Lungo poco più di mezzo metro, laser-guidato con una carica di esplosivo ad alto potenziale Heat di 8 chili,  l‘HELicopter Launched FIre and foRgEt missile garantiva la distruzione di un mezzo corazzata da una distanza di 7 chilometri. Gli elicotteri d’attacco “Apache” dell’Us Army e dei Marines possono trasportarne fino a 16; lo stesso armamento è impiegato sugli elicotteri imbarcati Mh-60 “Romeo” dell’Us Navy come missile antinave. Guidato sul bersaglio da un designatore laser, e nella versione successiva “L” attraverso la guida radar a onde millimetriche, l’Hellfire è stato largamente impiegato nella Guerra del Golfo del 1991, nell’invasione dell’Iraq del 2003, nella guerra in Afghanistan, e in quella nel Siraq: soprattutto contro obiettivi fortificati quali rifugi, bunker e postazioni antiaeree. Spesso lanciato dai droni Mq-9 “Reaper”. 

Il nuovo missile Jagm combinerà entrambi i sistemi per aumentare la precisione del missile, inquadrando il bersaglio attraverso il designatore laser al lancio, e proseguendo nel suo percorso sul “target” tramite la capacità “fire and forget” (spara e dimentica ndr) consentita dal sensore d’onda millimetrico. Ciò aumenterà la capacità di sopravvivenza della piattaforma di lancio, che potrebbe essere bersagliata durante l’ingaggio. Il Jagm per molti aspetti è estremamente simile all’ Hellfire: stessa testata, stesso motore e sistemi di controllo di volo dell’Agm-114 “R”.La testata ad alto potenziale, come riporta la Marina degli Stati Uniti, “Fornisce effetti letali contro una serie di tipologie di bersagli che spaziano dai veicoli corazzati e blindati, alle imbarcazioni come piccoli pattugliatori, o fortificazioni terrestri“. Come l’Hellfire il nuovo missile potrà essere dotato di una testata a detonazione ritardata programmabile per consentirgli di penetrare bunker o bersagli similari quali fortificazioni terrestri, per esplodere all’interno e  massimizzare le sue capacità distruttive. La portata del Jamg sarà probabilmente identica a quella del “Fuoco Infernale”. Che è tutto ciò che si può chiedere ad un missile elitrasportato air-to-ground.

Il Pentagono non ha rivelato molte altre informazioni riguardo al nuovo missile, ma sembrerebbe che la necessità di aggiornare questo tipo di armamenti derivi dal bisogno di aumentare la capacità “fire and forget”, disimpegnando il vettore di lancio dal puntamento laser sul bersaglio. Nel caso un elicottero Ah-64 si trovi, ad esempio, a impacciare uno dei suv corazzati del Califfato, spesso dotati di mitragliatrici di calibro elevato sufficienti anche ad abbattere un elicottero, l’operatore alle armi dovrebbe mantenere il laser allineato sul bersaglio fino all’impatto del missile: manovra che secondo quanto riportato registra solo il 35% di successo; esponendo tra l’altro l’elicottero a un rischio sensibile. Il tutto è molto diverso quando il missile “Hellfire” viene sganciato sul bersaglio da un drone che incrocia a oltre 4.000 piedi d’altitudine da bersaglio.