Il presidente Donald Trump ha ordinato il dispiegamento della portaerei Uss Abraham Lincoln in Medio Oriente per inviare un messaggio “chiaro” all’Iran. Insieme alla portaerei e al suo Strike Group, una formazione di bombardieri strategici appartenenti all’Us Central Command è stata mobilitata e dislocata nel raggio d’azione “ridotto” per inviare quello che è stato definito un “messaggio inequivocabile al regime iraniano” nell’eventualità di un “qualsiasi attacco agli interessi americani”.

La Casa Bianca ha intenzione di rispondere con una “forza inarrestabile”, ha affermato il consigliere alla sicurezza nazionale John Bolton, precisando che gli Stati Uniti “non stanno cercando una guerra con il regime iraniano, ma sono pronti a rispondere a qualsiasi attacco” e che questo dispiegamento è solo una scelta preventiva da considerare come una risposta alle diverse “indicazioni e moniti preoccupanti” giunti dall’Iran in questi ultimi mesi. Non ultima una presunta missione di spionaggio – forse mai avvenuta – condotta con un drone militare nel Golfo Persico e le ripetute minacce di chiudere lo stretto di Hormuz.

La decisione è stata presa dopo un briefing condotto dai funzionari di più alto livello dell’amministrazione Trump, che hanno consultato gli ultimi rapporti d’intelligence consegnati dal Pentagono e hanno ricevuto il benestare del presidente che precedentemente aveva optato per un progressivo ritiro dall’area del Medio Oriente. Secondo la nuova dottrina promossa dal segretario della Difesa che continua a dichiarare la priorità “China first”. Il progressivo ritiro riguardava anche la forza aerea statunitense schierata nella regione. Per la priva volta dal 2001 infatti, l’Usaf aveva smobilitato i suoi bombardieri dalle basi del Qatar.

Secondo funzionari del Pentagono ora gli Stati Uniti si trovano davanti ad un’ennesima e preoccupante minaccia degli ayatollah, e un rafforzamento delle capacità militari per un’eventuale risposta o per sventare una minaccia preventiva è necessario. L’invio del Carrier strike group della portaerei Uss Abraham Lincoln, che comprende l’incrociatore missilistico guidato Uss Leyte Gulf, due cacciatorpediniere del secondo “Destroyer Squadron”, e probabilmente un sottomarino classe Los Angeles – tutti sotto il comando dell’Ammiraglio John Wade – è quindi stato pianificato e approvato dal vertice della Casa Bianca. Le navi erano già state avvistate nel Mediterraneo, destando l’interesse della stampa che non assisteva al dispiegamento di 2 portaerei con i rispettivi gruppi d’attacco nella regione dal 2016.

La portaerei Abraham Lincoln, quinto vascello della classe Nimitz, trasporta un gruppo imbarcato di oltre 90 velivoli ad ala fissa e ala rotante. Principalmente cacciabombardieri F/A -18 Hornet e Super Hornet e caccia per la guerra elettronica E/A-18 Growler. Il vettore incrocerà nel Golfo Persico, abbastanza vicino da poter lanciare in ogni momento i suoi caccia per raggiungere l’area più calda, considerata come nel passato lo stretto di Hormuz.

Secondo quanto riportato da Repubblica, il prescinde americano Donald Trump si starebbe apprestando ad annunciare nuove sanzioni contro l’Iran , e tale annuncio potrebbe pervenire proprio questa settimana, coincidendo con l’anniversario dell’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare con Teheran. Le sanzioni hanno sempre il medesimo obiettivo: quello di colpire duramente l’economia iraniana – basata sul commercio del petrolio – per spronare gli ayatollah ad abbandonare il programma nucleare

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