I prezzi partono da duemila sterline. Dipende poi dal modello e, ovviamente, dalle sue specifiche. Gli agenti del servizio segreto di Sua Maestà ed unità dello Special Boat Service schierati in Libia, hanno avviato da settimane delle trattative per acquistare i missili terra aria entrati a far parte dell’arsenale delle forze locali.La maggior parte delle armi disponibili provengono da alcuni ordini effettuati dal regime di Gheddafi tra il 1985 ed il 1992. I sistemi più recenti sono stati acquistati tra il 2003 ed il 2011. È ritenuta l’ultima strategia inglese per preparare il campo alle forze che a breve giungeranno nel paese per addestrare le truppe lealiste. Decine di soldati inglesi, con negoziatori gli ufficiali dell’esercito libico, stanno acquistando con denaro contante i missili in svariati “punti raccolta” improvvisati allestiti a Tripoli, Bengasi, Sabratha così come nelle zone di Zawia e Sabha. I sistemi d’arma fino ad oggi acquistati dagli inglesi sono in prevalenza di produzione russa e cinese. I MANPADS (acronimo per Man-portable air-defense systems) presenti in Libia, sono ritenuti in grado di colpire aerei di linea commerciali, aerei ed elicotteri militari fino quindicimila piedi. Restando sigillati, i missili sono ritenuti operativi per un massimo di dieci anni.Per approfondire: Londra è pronta a inviare 1000 soldati in LibiaSarebbero oltre 20mila i missili trafugati in Libia dai depositi dell’ex presidente Gheddafi ed immessi sul mercato nero. A migliaia sono stati venduti in Ciad, Libano, Mali, Gaza e Tunisia. Da un mercato interno praticamente inesistente, la rivoluzione e le sue conseguenze hanno aperto la strada ad un vasto commercio illecito di armi.”Gli ufficiali dell’esercito libico – hanno confermato da una fonte della Difesa inglese al Mirror – sono in trattativa con i rappresentanti delle varie milizie attive per acquistare i loro missili”. “Dobbiamo assolutamente ottenere queste armi ed evitare il rischio, molto alto, che alcuni estremisti possano attaccare i nostri elicotteri o peggio, un aereo civile”.Non è ben chiaro quali fazioni siano inserite nel contenitore verbale “milizie attive”. Non si conosce poi, lo stoccaggio finale dei missili acquistati. Quest’ultimo punto potrebbe essere un problema per allettanti ed evidenti implicazioni logistiche. Gli inglesi temono che proprio il ponte aereo che trasporterà in Libia la forza di stabilizzazione per aiutare a ricostruire il paese, possa essere obiettivo di un attacco missilistico. Già nel 2013, una società di sicurezza del Sud Africa, dietro finanziamento della Cia, era stata incaricata di “ripulire” i MANPADS dal terreno, acquistandoli da “chiunque” li possedesse. Quel programma si chiuse con soltanto 1500 missili acquistati. La Cia continua a mantenere alcune “antenne” in Libia per monitorare il traffico dei missili.Per approfondire: Libia, il ruolo delle forze speciali americaneFin del 2013 è possibile acquistare con relativa facilità, grazie a specifici gruppi su Facebook, quasi ogni tipo di arma proveniente dall’arsenale di Gheddafi, stimato in 30 miliardi di dollari. Il commercio delle armi sotto il regime di Gheddafi era strettamente regolamentato. Dopo la sua morte, nel 2011, le armi del dittatore acquistate in 40 anni di regno sono finite sul mercato ideale, internet.Ad oggi sono stati identificati i missili terra-aria Strela-2 in due diversi lotti (serie 9P58 con produzione nel 1981). La maggior parte delle armi provengono dai paesi che facevano parte del Patto di Varsavia. Figurano anche il Belgio e la Cina. Oltre ai missili, gli inglesi acquistano anche razzi RPG-7, batterie termiche per il funzionamento dei missili Strela ed i sistemi con testata termo-barica di provenienza cinese WPF89-2.