Gli elicotteri d’attacco dell’Esercito statunitense AH-64 Apache, supportati dagli MH-60 Seahawk della Marina, sempre pronti nel settore di Hormuz, sono entrati in azione affondando sei imbarcazioni iraniane che “minacciavano” le navi mercantili a ridosso dello Stretto di Hormuz, soggetto al “doppio blocco” imposto da Iran e Stati Uniti.
Secondo quanto riportato dal Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti che ha diretto le operazioni militari di Epic Fury e che ora potrebbe assumere il controllo dell’operazione difensiva temporanea che il Pentagono si appresta a lanciare in Medio Oriente, denominata Project Freedom, le navi commerciali e le navi da guerra americane che incrociano a ridosso dello stretto strategico che collega il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman sono oggetto di attacchi da parte dell’Iran. Ciò avviene in seguito all’entrata in vigore di un nuovo piano di protezione marittima statunitense che avrebbe aperto “un passaggio sicuro nello Stretto per garantire il libero transito”.
Secondo quanto riportato dagli osservatori internazionali, dopo l’annuncio della Casa Bianca, decine di mercantili, petroliere e gassiere si sono avvicinate allo stretto per imboccare il “corridoio” che dovrebbe essere garantito dal dispositivo militare statunitense. La Marina iraniana ha sparato colpi di avvertimento vicino a cacciatorpediniere statunitensi che attraversavano lo stretto, mentre i barchini della cosiddetta Mosquito Fleet della componente navale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC-N) sono stati ingaggiati dagli elicotteri d’attacco AH-64 Apache.
“Disponiamo di un’enorme capacità e potenza di fuoco concentrate nello Stretto e nelle aree circostanti, inclusi gli elicotteri AH-64 Apache e MH-60 Seahawk, utilizzati proprio stamattina per neutralizzare sei piccole imbarcazioni iraniane che minacciavano il traffico marittimo commerciale. Stiamo quindi dando seguito all’impegno con i fatti”, ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, all’inviato di The War Zone, elencando le capacità militari pronte a garantire la sicurezza del corridoio. L’ammiraglio ha elencato tutte le piattaforme aeree schierate in Medio Oriente, oltre alle “numerose navi da guerra statunitensi, tra cui cacciatorpediniere, due gruppi d’attacco di portaerei, un gruppo di prontezza anfibia e un’unità di spedizione dei Marines”. “Ci siamo difesi e, in linea con il nostro impegno, abbiamo difeso tutte quelle navi mercantili”, ha dichiarato l’ammiraglio Cooper, che ha ordinato l’affondamento di sei piccole imbarcazioni armate dirette contro le navi mercantili per interferire con il piano americano.
Come scritto in precedenza, gli elicotteri AH-64 Apache, armati dei nuovi razzi a guida laser Advanced Precision Kill Weapon System II, o APKWS, sono stati schierati proprio per ingaggiare sciami di piccole imbarcazioni, con equipaggio o dronizzate, che rappresentano la principale minaccia per le navi a ridosso dello Stretto di Hormuz. A loro fianco operano anche gli aerei d’attacco al suolo A-10 Warthog e gli elicotteri imbarcati sulle unità di superficie della US Navy, gli MH-60 Seahawk, equipaggiati per la lotta antisommergibile e per operazioni di sicurezza marittima.
Le piccole imbarcazioni cariche di esplosivo della Mosquito Fleet rappresentano la principale minaccia che l’Iran può scatenare nello Stretto di Hormuz, ma non l’unica. In un briefing, il comandante del Centcom ha sottolineato come le forze iraniane possano lanciare attacchi con missili da crociera e droni suicidi contro tutte le navi all’interno del Golfo Persico e a ridosso dello stretto strategico. Teheran potrebbe “trasformare la via d’acqua in una zona di scontro con armi di alto livello”, in cui entrerebbero in campo anche le difese aeree e i missili terra-aria portatili, che potrebbero insidiare gli aerei e gli elicotteri inviati a proteggere i mercantili. Il piano Project Freedom potrebbe includere missioni di scorta e/o di convoglio, anche se attualmente tali missioni non sarebbero contemplate, e può contare sulle “cacciatorpediniere statunitensi in grado di difendersi dai missili balistici, oltre 100 velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota multidominio – ovvero sottomarine, navali e aeree – e 15.000 militari per estendere questo ombrello difensivo attraverso lo Stretto di Hormuz”. Secondo quanto riferito dal Comando Centrale degli Stati Uniti, il piano ha una doppia funzione: far transitare le navi commerciali in entrambe le direzioni, verso il Golfo Persico e verso il Golfo dell’Oman, per accedere al Mar Arabico e, di lì, a qualsiasi rotta intendano seguire, lontano dalle minacce aeree e navali di Teheran.