Si è conclusa la missione italiana Bulgarian Horse che si è svolta nell’ambito dell’operazione Enhanced Air Policing della NATO sui cieli della Bulgaria. I quattro Eurofighter schierati presso la base aerea di Graf Ignatievo in Bulgaria, sede della Task Force Air, hanno già raggiunto l’Italia. Dal primo luglio scorso quattro Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare con relativi piloti, tecnici e specialisti (in tutto circa 110 militari del 4° stormo di Grosseto, del 36° stormo di Gioia del Colle e del 37° stormo di Trapani, con il contributo di altri Reparti di Forza Armata ed Interforze) hanno integrato la difesa dello spazio aereo della Repubblica bulgara e, quindi, della NATO. Inoltre, sono stati distaccati controllori della Difesa Aerea italiani presso il Centro di Riporto e Controllo (CRC) bulgaro di Sofia, al fine di fornire, assistenza e supervisione ai colleghi bulgari. In quattro mesi di attività, la Task Force Air italiana ha svolto in totale circa 550 ore di volo, con oltre 85 Scramble simulati per l’addestramento alla prontezza operativa e diverse missioni addestrative per il mantenimento della piena operatività della TFA e degli operatori del CRC di Sofia. Molte di queste missioni sono state svolte congiuntamente ai piloti bulgari al fine di standardizzare le procedure dei due paesi NATO e migliorare la flessibilità degli assetti dell’Alleanza aumentando le capacità degli equipaggi.
La TFA 4° stormo in Bulgaria ha interagito molto anche con la comunità locale, con frequenti e ripetute relazioni con le autorità nazionali e locali, ricevendo visite di autorità, delegazioni e scolaresche, che hanno contribuito a creare e rafforzare quel rapporto di reciproca fiducia e stima, caratteristica del “comprehensive approach” italiano nelle Operazioni militari Fuori dai Confini Nazionali (OFCN). Con la sua adesione nel 2004, lo spazio aereo della Bulgaria è entrato a far parte dello spazio aereo dell’Alleanza. I MiG-29 della Bulgarian Air Force sono stati integrati nell’Air and Missile Defence System della Nato, NATINAMDS. Graf Ignatievo, nel cuore della Bulgaria meridionale, è la terza base aerea della Forza aerea di Sofia.
La forza aerea della Bulgaria
La Bulgaria continua ad operare con una manciata di MiG-29 sovietici, costantemente a rischio di messa a terra a causa dei costi necessari per la manutenzione ordinaria. La Bulgaria ha identificato nel Gripen C / D della Saab il sostituto ideale per la nuova forza aerea da caccia. I negoziati tra la Svezia e la Bulgaria dovrebbero aprirsi a breve. Saab ha già comunicato che consegnerà il primo aereo entro 18 mesi dalla firma del contratto. Secondo il piano di riarmo approvato dal parlamento per “ridurre il disavanzo delle capacità delle forze armate della Bulgaria e garantire l’interoperabilità con gli eserciti degli altri Stati membri della Nato e dell’UE in operazioni congiunte”, Sofia investirà nella spesa militare 1,8 miliardi fino al 2029. Il Comando dell’Alleanza di Ramstein, in Germania, sovrintende a questa missione collettiva con i suoi due Centri Operativi (CAOC, Combined Air Operations Centres) di Uedem, in Germania e Torrejon, in Spagna. Gli alleati forniscono le loro reti nazionali di sorveglianza aerea e le rispettive piattaforme per salvaguardare lo spazio aereo della Nato in tempo di pace. L’Italia, come tutti gli altri membri dell’Alleanza, partecipa alla NATO Air Policing garantendo la sorveglianza dei cieli dei paesi che non dispongono di componenti pilotate di difesa aerea. L’Enanched Air Policing, concordato dagli Alleati in occasione del vertice del Galles avvenuto nel 2014, integra con asset di ultima generazione l’attività di difesa aerea degli alleati lungo il fianco orientale della Nato.
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