Le immagini degli aerei per la guerra elettronica EA-18 Growler dell’US Navy impegnati nelle missioni previste dall’operazione nei cieli dell’Iran sono state oggetto di particolare interesse per gli analisti militari, che hanno osservato un mix di pod, contromisure elettroniche e carichi di missili anti-radiazione, segno di un ruolo essenziale nel corso dell’operazione Epic Fury.
I Growler con carico misto di pod di disturbo di vecchia e nuova generazione decollati dal ponte della portaerei USS Abraham Lincoln, e un singolo caccia che è stato fotografato mentre lasciava il ponte di una portaerei americana con quattro missili anti-radiazione AGM-88, gli High-Speed Anti-Radiation Missile progettati per agganciare e distruggere i sistemi radar delle batterie anti-aeree, nell’ambito delle cosiddette missioni SEAD, ossia per la soppressione delle difese aeree nemiche, hanno dimostrato ancora una volta l’importanza della loro missione: accecare gli apparati radar del nemico.
Componente chiave dell’operazione Absolute Resolve che si è svolta nei cieli del Venezuela e ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, questa piattaforma per la guerra elettronica non poteva che giocare un ruolo da protagonista nel corso dell’operazione Epic Fury, ancora in pieno svolgimento.
Protagonisti della guerra elettronica
Gli EA-18G Growler, velivoli biposto sviluppati sulla cellula dell’F-18 Super Hornet noti per fornire un supporto essenziale di guerra elettronica indipendentemente dalla configurazione dei pod che trasportano, sono essenziali per supportare il lancio di attacchi a distanza nelle fasi iniziali di una campagna militare per garantire un vantaggio alla forza attaccante, specialmente in missioni che prevedono una penetrazione profonda in uno spazio aereo ostile e ben difeso.
Le immagini diffuse dal Centcom degli EA-18G Growler impegnati nelle operazioni contro l’Iran hanno mostrato diverse configurazioni di questo aereo per la guerra elettronica; in particolare un interessante “carico misto” dove sono visibili pod per la guerra elettronica di due generazioni – una coppia di nuovi pod ALQ-249 Next Generation Jammer-Mid Band o di vecchi pod ALQ-99 sotto le ali – oltre ai serbatoi ausiliari e una configurazione per la soppressione delle difese aeree iraniane che contava ben quattro missili antiradiazioni AGM-88 HARM e due missili aria-aria a medio raggio AIM-120 AMRAAM, oltre a serbatoi di carburante esterni e un singolo pod per il sistema di disturbo tattico ALQ-99.
Le diverse configurazioni
La prima configurazione considera una combinazione di pod per la guerra elettronica convenzionale e cognitiva di nuova generazione che offrono copertura a banda alta e bassa per colpire radar di difesa aerea e altri bersagli per attacchi di guerra elettronica che “non operano tutti nelle stesse gamme di frequenza“, spiega The War Zone, indicando come “alcuni siano in grado di modulare ampiamente i propri segnali in uscita proprio per ridurre la vulnerabilità alle interferenze“. Una gamma di frequenza più ampia, spiegano gli esperti, potrebbe essere utile anche per contrastare sistemi di minaccia noti che vengono utilizzati in modi non convenzionali.
La Marina statunitense ha deciso di “ampliare le capacità” dei suoi pod di nuova generazione per “estendere il limite superiore di copertura in frequenza al fine di contrastare le minacce moderne e adattive” e “migliorare la sopravvivenza della piattaforma e delle entità protette contro le minacce emergenti” che si sommano a quelle garantite dai sistemi integrati nella fusoliera e in pod fissi che sono presenti alle estremità alari, dove gli F-18 portano due missili aria-aria a corto raggio a guida infrarossa.
Diversa, e anche più interessante, la configurazione mostrata da un’immagine condivisa proprio dal Comando Centrale degli Stati Uniti, che ha rivelato un EA-18G Growler armato per la soppressione delle difese aeree nemiche in una sortita incentrata contro obiettivi iraniani, dove il jet imbarcato sulla portaerei Lincoln mostra un carico “decisamente orientato al combattimento” e lascia notare un solo pod esterno per disturbo tattico ALQ-99 e ben quattro missili anti-radiazioni, suggerendo una complessa e delicata missione incentrata non solo sul disturbo, ma sulla soppressione, distruzione e neutralizzazione delle comunicazioni (SEAD/DEAD) piuttosto che su un attacco elettronico a distanza.
Secondo gli analisti si trattava di un Growler “ottimizzato per muoversi con o davanti ai gruppi d’attacco, rilevare le sorgenti di emissione nemiche, disturbarle e distruggerle se emettono radiazioni“. Le prime missioni affidate ai cacciabombardieri nell’operazione Epic Fury devono aver pianificato attacchi contro le capacità di difesa aerea iraniane, i sistemi integrati di difesa aerea, le comunicazioni militari e le infrastrutture missilistiche antinave, e ai Growler, accompagnati e supportati dalle Wild Weasel dell’Usaf, è toccato eliminare i radar con i loro missili HARM: armi anti-radiazione progettate per colpire le sorgenti radar e aprire corridoi attraverso lo spazio aereo difeso.
Elemento chiave per il dominio aereo
La presenza di quattro missili è “significativa” perché avrebbe consentito al Growler di colpire più bersagli contemporaneamente, tra cui diversi emettitori, in una singola sortita, permettendogli di ingaggiare radar di ricerca, radar di controllo del tiro e nodi di difesa aerea a comparsa senza dover immediatamente affidare il compito a un’altra piattaforma. Mentre al singolo pod ALQ-99, sistema di disturbo elettronico esterno aviotrasportato, è spettato il compito di mantenere la capacità di disturbo attivo.
L’EA-18G si è dimostrato, ancora una volta, un elemento chiave per il dominio aereo americano. Un jet imbarcato completo, capace di disturbare e colpire nella stessa sortita, offrendo efficienza, flessibilità e precisione.
Come sappiamo, gli attacchi americani e israeliani hanno “sostanzialmente indebolito le difese aeree e altre capacità militari iraniane”, ma questo non deve essere confuso con il dominio aereo totale, soprattutto sulla parte nord-orientale della Repubblica Islamica dell’Iran. In caso di attacchi a distanza, il supporto fornito dai Growler può contribuire a garantire che le munizioni raggiungano i loro obiettivi, oltre a ridurre i rischi per le piattaforme di lancio.
Per questo la sua missione non è terminata, nonostante l’allontanamento delle portaerei. Il supporto fornito dagli aerei da guerra elettronica continua quindi a “mitigare eventuali rischi residui di difesa aerea“, destinando il Growler alla sua missione di supporto essenziale, indipendentemente dalla configurazione dei pod che trasporta sotto le sue ali di brontolone ringhiante.