Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY
Guerra /

Dopo quasi una settimana di combattimenti, che si sono fatti sempre più aspri col passare del tempo, sembra delinearsi, se non la controffensiva vera e propria, lo sforzo principale del contrattacco ucraino.

A tal proposito si possono individuare due direttrici principali di attacco lungo il fronte meridionale, quello che va grossomodo da Donetsk sino a sud della città di Zaporizhzia: la prima si sta sviluppando nella regione della cittadina di Orikhiv, la seconda più a oriente, nell’area di Velyka Novoselivka, che si trova vicino alla ben nota Vuhledar ovvero a una 70ina di chilometri in linea d’aria a sudovest di Donetsk.

Azioni vengono fatte un po’ lungo tutta la linea di contatto: sono stati segnalati attacchi con droni, lanciarazzi multipli Himars (e altri) che però sembrano concentrarsi nella parte più occidentale, ovvero nella regione a sud di Orikhiv e sulla sponda sinistra del fiume Dnepr, qualcosa che è coerente con quanto visto nei giorni scorsi. Nell’area di Velyka Novoselivka sembra però, da quanto possiamo osservare tramite fonti open source di intelligence, che i contrattacchi ucraini siano stati più efficaci: dopo l’ingresso delle truppe di Kiev nella cittadina, si è determinato un saliente che ha costretto i russi al ripiegamento per evitare di restare accerchiati.

Le ultime notizie – confermate anche da fonti russe – riferiscono che i soldati di Mosca hanno abbandonato il villaggio di Blahodatne, situato 5 chilometri a sud di Velyka Novoselivka, e di Neskuchne (posto tra i due insediamenti) nell’arco di 24 ore, a significare anche un’avanzata consistente. Poco più a occidente di quest’area, risulta – ma non ci sono ancora conferme – che i russi abbiano abbandonato anche il villaggio di Levadne, appunto perché si è determinato un cedimento della prima linea difensiva che consiglia di ripiegare verso le seconde e terze linee.

In linea generale, come detto, si sono determinate due direttrici di avanzamento: la prima, quella più occidentale (regione di Orikhiv) sembra puntare verso Melitopol, la seconda (regione di Velyka Novoselivka) verso Mariupol. Però solo nella seconda il contrattacco ucraino sta ottenendo risultati, trovando unità russe probabilmente meno organizzate o semplicemente impieganti la tattica di ripiegamento per affrontare le prossime avanzate con la forza data dall’ammassamento di uomini e mezzi. Questa potrebbe facilmente essere una tattica vincente considerando che lungo quasi tutto il fronte meridionale (eccezion fatta per la parte occidentale dell’oblast Kherson in mani russe), le fortificazioni russe si estendono per diversi chilometri (intorno a Melitopol esiste poi una quarta linea disposta circa ad anello) e permettono una difesa in profondità che potrebbe consumare lo slancio iniziale degli ucraini, sino ad arrivare al loro arresto, inchiodandoli e annientandoli coi reparti migliori (anche corazzati), con l’artiglieria e con lo strumento aereo.

Mappa di Alberto Bellotto

Proprio lo strumento aereo russo è tornato a farsi vivo in questi giorni: le Vks, le forze aerospaziali russe, sono state insolitamente attive sull’Ucraina meridionale, dove lo spazio aereo è più permissivo per la Russia che in altre parti del Paese. Tuttavia, non è chiaro se gli attacchi aerei tattici siano stati efficaci. Gli aerei di entrambe le parti sono impegnati in operazioni di combattimento ma l’attività dell’aeronautica militare russa e dell’aviazione dell’esercito russo, in particolare, dovrebbe intensificarsi nei prossimi giorni.

Tornando al fronte terrestre, il ripiegamento russo a Velyka Novoselivka ha innescato, com’era da aspettarsi, l’avanzata anche nella regione della ben nota cittadina di Vuhledar, dove gli ucraini hanno cominciato a spingere per cercare di sfruttare il momento di difficoltà russo (un ripiegamento strategico non è mai qualcosa di facile esecuzione) e magari cercare lo sfondamento.

Le perdite dell’esercito di Kiev, però, appaiono elevate: da più parti giungono immagini di diversi Aifv (Armoured Infantry Fighting Vehicle) tipo M-2 “Bradley” mortalmente colpiti e si è registrata la prima perdita ufficiale di un Mbt (Main Battle Tank) di fabbricazione tedesca Leopard 2A4, che sembra essere stato colpito da una loitering munition russia tipo “Lancet”, che si ritiene sia stata armata con testata bellica come quella degli Atgm (Anti Tank Guided Missile) in grado di perforare le corazze dei carri armati quindi tipo Heat (High Explosive Anti Tank) o a carica cava.

Mappa di Alberto Bellotto

Sebbene non possiamo sapere esattamente l’esito dei combattimenti lungo le due direttrici principali dell’assalto ucraino, possiamo osservare che l’esercito russo si limita ad azioni di contenimento, senza chiamare in causa i suoi reparti corazzati, e affidandosi, come già osservato, ad artiglieria e aviazione. Questo ci fa pensare che effettivamente i reparti migliori siano in attesa nella terza linea di difesa e che potrebbero intervenire in due casi: o perché gli ucraini arrivano a contatto, o perché l’avanzata ucraina si esaurisce prima del contatto diretto e allora potrebbero essere chiamati al contrattacco muovendosi in direzione della linea del fronte per cercare un eventuale sfondamento.

Facendo un paragone stiamo assistendo, a grandi linee, a quanto visto all’inizio di questa guerra ma a parti invertite: ora è l’esercito russo a essere generalmente ben organizzato (e trincerato), e nonostante il terreno perso dai russi, questo attacco, se non spinto con decisione e non supportato bene, potrebbe rivelarsi fallimentare per Kiev non solo dal punto di vista tattico, ma anche strategico, ovvero consumando reparti e mezzi che l’Ucraina difficilmente potrebbe ricostituire in tempi accettabili.

Stiamo continuando a parlare di contrattacchi ucraini e non di controffensiva per un motivo: le previsioni meteo danno piogge per almeno i prossimi 14 giorni, pertanto avviare una controffensiva in un terreno come quello ucraino sotto precipitazioni persistenti è altamente sconsigliabile (questione legata al fango), ecco perché si può pensare che siano dei contrattacchi in profondità effettuati per sondare le linee russe e costringere gli avversari sulla difensiva.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto