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Guerra

Gli americani che combattono in Ucraina e che Trump definisce “una vergogna”: ecco le loro storie

Diverse migliaia di cittadini americani si sono recati a combattere con gli ucraini. Trump li considera "una vergogna". Ecco qualche storia.
usa

Nel corso della conferenza stampa seguita ai colloqui con Volodymyr Zelensky, a Mar-a-Lago, Donald Trump ha risposto a una domanda in un modo che in Europa è stato poco notato ma che negli Usa ha destato polemiche. Quando gli è stato chiesto che cosa pensasse dei volontari americani caduti combattendo in Ucraina, il presidente Usa ha risposto: “Ovviamente, è una vergogna. Sono morti in un altro Paese, per un altro Paese. Prossima domanda”. I media russi si sono accorti subito del “potenziale” di questa risposta e ne hanno prontamente approfittato. Quelli americani si sono alternati tra la perplessità è lo sdegno. Il Daily Beast, per fare un solo esempio, ha definito la risposta di Trump “da far cadere la mascella (noi diremmo “da far cadere le braccia”) alle famiglie dei caduti”.

Le inchieste del New York Times

Il tema dei volontari (o mercenari) americani che combattono contro i russi, peraltro, non è stato tra i più analizzati dalla stampa americana. Tra i grandi giornali, quello che se n’è occupato con maggiore continuità è di certo il New York Times, il cui atteggiamento è palesemente mutato nel tempo. La prima inchiesta è del marzo 2022, ovvero a invasione russa appena iniziata: il giornale parla di “veterani” delle forze armate Usa che dichiarano di non poter “far finta di niente” di fronte all’aggressione contro l’Ucraina, ma nello stesso tempo ammette di non poter fare nomi né dare notizie precise di questi volontari. L’inchiesta successiva arriva un anno esatto dopo, e il tono è cambiato: i volontari vengono descritti come “persone in lotta con se stesse”, che spesso sono state truffate o hanno a loro volta rubato. La terza inchiesta è di un paio di mesi fa: viene recuperato il tema della solidarietà con l’Ucraina dicendo però che ora si tratta soprattutto di persone “qualunque”, più che di veterani delle forze armate o di persone con una qualche esperienza militare. David Guttenfelder, autore di un bel documentario tra i volontari americani, non manca comunque di sottolineare che spesso si tratta di persone che, combattendo in Ucraina, hanno ridato un senso a vite sbandate o incompiute. O hanno realizzato precedenti vocazioni, come “Baby Doc”, dottoressa della marina militare Usa prima di cominciare a lavorare in un ospedale da campo in Ucraina.

Le storie dei caduti

Il numero preciso degli americani che hanno scelto di andare al fronte in Ucraina non è mai stato determinato con precisione. Si parla di diverse migliaia di uomini (soprattutto) e donne. E sempre secondo il New York Times i caduti sono stati finora almeno un centinaio. Paradossalmente ma non troppo, le loro storie vengono più spesso raccontate dai russi (che raccolgono al fronte i documenti dei caduti, anche per poter documentare, ai fini della comunicazione e della propaganda, le intromissioni occidentali) che non dai media occidentali. L’altra fonte sono i giornali locali Usa, che ne scrivono quando i corpi dei caduti vengono rimpatriati. Eccone alcune di queste storie.

Thomas Gray Harris, ex marine.

Jonathan Andrew Pabley. Ex marine, già impegnato nella campagna americana in Iraq, in Ucraina impiegato come mitragliere nell’unità GUR “Delta Knights” del ministero della Difesa ucraino. 

Thomas Riley Hamburger. Soldato di 21 anni dell’82ª divisione aerotrasportata. Era di stanza in Polonia ma aveva disertato per unirsi all’esercito ucraino. Ucciso il 22 luglio 2025 nella regione di Kharkiv. 

Benjamin Joseph Dettore, nome di battaglia Nap, nato il 12 ottobre 2003 a Livonia (Michigan). Ex marine, ucciso durante un tentativo di sabotaggio nella regione russa di Bryansk. Dettore combatteva con le forze armate ucraine dal 2024. 

Corey John Navrocki. Ex marine, come Dettore ucciso durante un tentativo di infiltrazione nella regione di Bryansk. Fino al giugno 2021 aveva prestato servizio nella marina statunitense in Iraq. 

Thomas Gray Harris. Ex marine, 33 anni, originario della California, secondo alcune informazioni era un medico o un paramedico. 

Jerico Sky Magallon. Caduto durante la battaglia a Petropavlovka (regione di Dnipro), nel 2024.

Jerico Sky Magallon.

Nicholas Duane Maymer. Ex membro dei Berretti Verdi. Ucciso dagli uomini del Gruppo Wagner durante la battaglia per Bakhmut, nel 2023. In precedenza aveva prestato servizio nel gruppo mercenario Mozart e poi era diventato istruttore.

Pete Reid. Anche lui ucciso a Bakhmut. Aveva alle spalle combattimenti in Iraq e Afghanistan, oltre a missioni in Yemen e Siria, il che corrisponde più al background di un membro (o ex membro) delle forze speciali che a quello di un semplice volontario. . 

Daniel Swift. Caduto a Bakhmut. Ex membro dell’unità d’élite delle forze speciali Navy Seals della Marina Usa (foto di apertura). 

Willie Joseph Kansel. Ha attraversato il confine polacco-ucraino con un gruppo di mercenari di altri Paesi stranieri. In passato aveva prestato servizio nella marina statunitense, e al momento della firma del contratto in Ucraina lavorava come guardia penitenziaria nel Tennessee. 

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