Skip to content
Guerra

Fuga di notizie a Mosca: cosa c’è dietro il giro di vite dell’Fsb

In Russia è stata scoperta una fuga di notizie che ha coinvolti agenti di polizia che vendevano informazioni agli ucraini

Anche in Russia stanno destando scalpore le notizie relative a possibile fughe di notizie. Dopo i leak del Pentagono quindi, i problemi con le talpe interne stanno coinvolgendo il Cremlino. In questi giorni, sono partite indagini per scoprire chi ha tirato fuori da alcuni archivi della polizia di Mosca notizie molto riservate. Si tratta di file importanti, contenenti indagini e informazioni delle forze di sicurezza russe. Ciò che più sta inquietando i servizi segreti del Cremlino, è il fatto che molti documenti sono stati girati a cittadini ucraini. Il tutto in cambio di compensi.

Le indagini trapelate dai media russi

Le inchieste a Mosca sono iniziate a primavera inoltrata. Dunque poche settimane fa. Se ne è avuta notizia non per indiscrezioni da parte dei servizi segreti Usa o di Kiev. Al contrario, a parlarne sono gli stessi media russi. A partire dall’agenzia Tass, secondo cui l’Fsb sta operando per individuare responsabilità e autori delle fughe di notizie. L’Fsb per intenderci è l’erede del Kgb. Dunque, le indagini sono arrivate a un punto talmente cruciale da coinvolgere i servizi segreti. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Direzione degli Affari Interni del Distretto amministrativo centrale e sui dipartimenti distrettuali della polizia di Mosca.

Qui si nasconderebbero le talpe che hanno avuto accesso, tramite le password ottenute da altri funzionari corrotti, ad atti delicati e rivenduti sul web. Tra i clienti, figurerebbero soprattutto cittadini ucraini. I file trafugati riguarderebbero dati delicati di agenti di sicurezza. Ma anche piani e documenti elaborati dai servizi segreti. Qualcuno, tra le fila dell’Fsb, se n’è accorto. E così, sotto la supervisione del Cremlino, ha dato incarico a un team di verificare l’accaduto.

Sul sito Baza è apparsa un’ulteriore ricostruzione dell’inchiesta. Alcuni funzionari dei servizi segreti hanno effettivamente notato la presenza di annunci nel dark web in cui venivano offerte, in cambio di soldi, informazioni delicate provenienti dagli uffici della sicurezza russa. I funzionari in questione, hanno finto di essere potenziali clienti e hanno chiesto dati sull’ufficio del pubblico ministero di Mosca. Nel giro di pochi giorni, i funzionari finti clienti hanno effettivamente ottenuto le informazioni richieste.

Il 19 aprile, sempre sulla Tass, è stato reso noto che l’Fsb e l’Mvd (ossia la direzione principale del servizio di sicurezza del Ministero degli affari interni) hanno avviato controlli di massa estesi a tutti gli uffici del dipartimento distrettuale centrale della polizia. I file trafugati infatti potevano passare principalmente da lì. Qualche testa è già saltata. Baza riferisce dell’arresto di tre della stazione di polizia del distretto di Tagansky, così come delle dimissioni di almeno due funzionari di alto grado delle stazioni del distretto moscovita di Arbat. Ma potrebbe essere solo l’inizio, come sottolineato il 20 aprile dall’Isw (Institute for the Study of War).

Un problema non indifferente per Mosca

Il Cremlino appare preoccupato per la fuga di notizie. Non soltanto per il loro contenuto, ma anche per la modalità con cui tutto è avvenuto. Ad emergere è infatti una profonda e radicata corruzione dentro una parte degli apparati di sicurezza. Ci sono stati poliziotti che hanno venduto informazioni agli ucraini, ma anche funzionari che prima ancora hanno favorito il passaggio di file delicati agli agenti. La corruzione non è una novità in Russia, ma in tempi di guerra appare ancora più problematica.

E qui si arriva a un altro grave grattacapo per le autorità centrali russe. Un grattacapo di natura politica. Perché infatti nemmeno la retorica bellica e la chiamata all’unità per mandare in porto le operazioni nel Donbass hanno fermato la corruzione. A Mosca, all’ombra di un Cremlino che dal febbraio 2022 predica valori patriottici per creare un nuovo ordine mondiale, alcuni funzionari hanno tranquillamente fatto affari con gli ucraini. Segno di come non tutti gli apparati statali hanno seguito le linee delle autorità politiche.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.