Le forze americane si muovono su diversi fronti. Le esercitazioni dei comandi africani ed europei si intersecano in una fitta trama di collegamenti da cui è impossibile discernere il confine delle singole aree di azione. Per gli Stati Uniti, Africa ed Europa formano un blocco unico, tanto che hanno ormai consolidato i due campi in unico comando dello Us Army. Il periodo è quello più adatto per mettere in atto le manovre militare su vasta scala e inviare un segnale di unità di intenti tra alleati e per rivolgersi soprattutto contro il nemico sistemico: la Cina. In Africa settentrionale va in scena l’esercitazione African Lion, una vasta operazione che vede coinvolte le forze americane in Marocco, Senegal e Tunisia e nei mari circostanti. Per gli Usa uno strumento utile per inviare diversi messaggi. Innanzitutto serve a rafforzare la capacità di azione insieme ai partner locali, spesso considerati estranei rispetto alla strategia americana nel quadrante euro-africano. In più le manovre vengono svolte in larga parte nel Sahara occidentale: una decisione che implica per il Marocco il riconoscimento definitivo di quel territorio come parte integrante della propria nazione. Infine, le manovre African Lion vengono svolte in concomitanza – e collegate a esse – con le altre manovre Defender Europe 2021 che sono realizzate nel quadrante europeo. Una mossa che unita alle esercitazioni aeronavali che si svolgono nel Mar Tirreno e sul Golfo Tirreno – e che vedono coinvolti anche gli F-35 israeliani insieme all’aviazione Usa, italiana e britannica e il gruppo della Queen Elizabeth – indica che esiste un intero settore strategico dall’Africa occidentale all’Europa centrale in fermento e in piena sinergia operativa.

La questione è particolarmente importante perché unisce due fronti che gli Stati Uniti evidentemente considerano unitari. La sinergia, consolidata anche a livello di comandi congiunti, tra Africa ed Europa indica che a Washington pensano a un settore strategico che non divide il blocco euro-africano, concependo pertanto un raggio d’azione che definisce lo stesso piano d’azione per due continente che a questo punto diventano un’unica grande cerniera tra i due poli opposto del mondo. Del resto gli avversari sono gli stessi: gli Stati Uniti hanno compreso che Cina e Russia hanno una forte penetrazione sia infrastrutturale che militare in Africa e un coinvolgimento indiretto in molte logiche politiche ed economiche in tutto il continente europeo sia nel campo energetico che in quello commerciale e infrastrutturale. La logica della Nato è in via di ristrutturazione – soprattutto per la volontà dell’amministrazione americana di convertire i riottosi partner europei a impegnarsi non solo sul proprio continente, ma anche altri fronti di guerra, in particolare l’Indo-Pacifico. Ma per fare questo, Washington ha bisogno di mostrare unità di intenti e sinergia in diversi scacchieri, cementando un raggio d’azione che non vede più distaccati Europa, Africa e Medio Oriente ma tutti quanti come parte di un unico blocco per fermare l’avanzata cinese e le mosse militari russe.

L’Italia, che da tempo chiede un maggiore interesse americano e della Nato nell’area, guarda con attenzione a quanto avviene in Africa e nel Mediterraneo. I cieli italiani sono attualmente teatro di un’imponente esercitazione con circa 50 velivoli tra F-35 in versione A e B, aerei da trasporto e da rifornimento in volo, la Falcon Strike 2021. Nel frattempo, le esercitazioni di African Lion 2021 si svolgono in un settore di particolare interesse per Roma, sempre più proiettata verso la regione del Sahel anche per il via libera francese a un maggiore impegno militare italiano in un’area spesso considerata territorio esclusivamente “parigino”. E questo rinnovato interesse Usa verso l’area, oltre a comportare un chiaro avvertimento americano ai partner regionali (Italia e Francia in primis), aiuta anche i piani di chi chiede un interesse più incisivo della Nato in una sfera quale quella euro-africana che troppo spesso è stata dimenticata per far fronte alla questione orientale.

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