Gideon Levy su Haaretz: “L’uccisione di Nasrallah non salverà Israele”

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Mentre Israele bombardava Beirut Sud, provocando centinaia di vittime civili, evidentemente ritenute sacrificabili pur di raggiungere il fine prefissato, ovvero l’uccisione di Hassan Nasrallah, un giornalista di Channel 13 News distribuiva cioccolatini in diretta televisiva. Come sia possibile che un giornalista, il cui lavoro dovrebbe essere quello di informare, possa, tra uno stand up e l’altro, distribuire leccornie per festeggiare un omicidio studiato a tavolino e la conseguente morte di altre trecento persone, rimane un mistero che desta non poche perplessità. 

Tuttavia, Paz Robinson, il reporter in questione, non è stato il solo a smettere di informare per adottare una condotta da fanatico. Channel 14, infatti, ha aperto le trasmissioni con un canto guidato dal suo presentatore, mentre Ben Caspit, noto giornalista israeliano, brindava, con tanto di calice, alla morte del leader di Hezbollah in diretta su Channel 12, nel programma Meet the Press.

Questi riportati sono solo alcuni dei fatti, i più recenti, che hanno drammaticamente riempito i palinsesti televisivi dei principali canali di Tel Aviv. Ebbene, quando anche l’informazione si trasforma in tifo da stadio, il problema che affligge uno Stato, che ha già sulla coscienza oltre 41 mila morti, si fa, se possibile, ancora più serio.

“L’informazione israeliana è alla deriva”

Fortunatamente per la stampa israeliana, c’è ancora chi resiste e tenta di sollevare le coscienze di chi non ha ceduto il passo a queste derive. Gideon Levy, nota firma di Haaretz, ha analizzato le reazioni dei suoi colleghi in un lapidario e lucidissimo editoriale. Altro che informazione, per Levy, quello dei succitati giornalisti è solo “patriottismo barbarico”. “Mai prima d’ora era stato distribuito del cioccolato in diretta durante un omicidio mirato. Mai prima d’ora eravamo caduti così in basso”. 

E ancora, Levy analizza le parole utilizzate da Ben Caspit, che definisce un “esponente del falso centro moderato”. Il giornalista ha scritto su X: “[Il leader di Hezbollah Hassan] Nasrallah è stato schiacciato nel suo rifugio ed è morto come una lucertola… una fine adeguata”. Ma le parole portano con sé un enorme potere, e andrebbero calibrate con attenzione, soprattutto da chi ci ha costruito su un mestiere. Ed è per questo che Gideon Levy fa notare come “i nazisti chiamavano gli ebrei ‘ratti’, così come gli israeliani definiscono Nasrallah una lucertola da schiacciare”. Tuttavia, nessuno, sottolinea il giornalista di Haaretz, contrasterà questa “pericolosa deriva in cui è scivolata l’informazione del Paese”.

Israele continuerà a distribuire cioccolatini”

Di certo non avranno nulla da obiettare i “i fascisti più estremi”, così li definisce Levy, che durante l’uccisione di Hassan Nasrallah, e dei 300 civili immolati per ucciderlo, “se ne stavano rintanati nelle loro sinagoghe, aspettando l’ora del tramonto per vomitare la loro gioia malata”. Il riferimento è ai leader politici Itmar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, che hanno puntualmente sostenuto, anzi ardentemente voluto, l’ennesima mattanza di Israele.

E così, la politica, l’esercito, gran parte della società e, a questo punto, anche l’informazione mainstream, sono uniti e compatti nello sposare l’unica lingua parlata da Israele, quella della “guerra sfrenata e della forza”.

Ma attenzione, avverte Haaretz: “L’uccisione di Nasrallah non salverà Israele. La Cisgiordania è sull’orlo dell’esplosione; il Paese è bloccato in una Gaza distrutta senza una via d’uscita, così come gli ostaggi; Moody’s [l’agenzia di rating statunitense] ha declassato l’economia al livello più basso; la carneficina di massa iniziata a Gaza si sta spostando in Libano. Mezzo milione di persone sono state sfollate dalle loro case”. Per non menzionare poi, la posizione internazionale di Israele, per quella “sono bastate le contestazioni all’Assemblea generale delle Nazioni Unite durante il discorso di Benjamin Netanyahu di venerdì”, con la sala abbandonata da quasi tutti i presenti durante il suo intervento.

Gideon Levy chiude il suo articolo sostenendo che Israele, per quanto possa essere appoggiato dagli Stati Uniti, non potrà continuare in questo modo. Tuttavia, fin quando tale condotta resterà impunita, “Israele continuerà ad uccidere e a distribuire cioccolatini ai passanti”. Articolo profetico, si può aggiungere, dato quanto avvenuto martedì scorso.