Nella Striscia di Gaza torna la calma, dopo la tregua siglata da Hamas e Israele con la mediazione dell’Egitto. I bombardamenti di ieri dell’aviazione israeliana, avvenuti come rappresaglia per l’uccisione di un soldato delle Israel defense forces da parte di un cecchino palestinese, sono stati i più intensi degli ultimi anni.

La morte di un soldato di Israele, la prima dopo quattro anni al confine con Gaza, è stato un colpo durissimo. Hamas aveva ricevuto in questi ultimi giorni un ultimatum molto chiaro da parte del governo dello Stato ebraico. O si fermava il lancio di razzi, ordigni e violenze dalla Striscia verso il territorio israeliano, o la risposta sarebbe stata durissima.

Così è stato. La conta dei morti si è fermata a quattro nelle fila dei palestinesi. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, due palestinesi sono morti nei pressi di Khan Younis durante i raid contro un posto di osservazione di Hamas. Un terzo palestinese, invece, sempre secondo il ministero, è morto in un raid svolto su Rafah. Il quarto morto ci cui si ha notizia, è stato ucciso invece da colpi di arma da fuoco israeliani al confine di Gaza est.

Ma i bombardamenti sono stati intensi con 120 feriti in tutta la Striscia. e si è temuto che Gaza fosse di nuovo sull’orlo di una guerra. Paura confermata anche dai recenti movimenti delle truppe israeliane che, impegnate in imponenti esercitazioni militari in tutto il Paese, hanno simulato anche l’occupazione di Gaza City. Ed è quello che temevano tutti.

L’inviato speciale delle Nazioni unite per il Medio Oriente, Nickolay Mladenov, aveva lanciato un immediato appello a Israele e Hamas per “allontanarsi dall’orlo del precipizio”. E per adesso, grazie alla mediazione del Cairo, sembra che il precipizio si sia di poco allontanato. Ma le parole dei maggiori attori di questa guerra non lasciano troppe speranze sul fatto che la tregua possa diventare qualcosa di più consistente che in un fragilissimo cessate-il-fuoco.

Il ministro della Difesa, Avigdor Lieberman, aveva accusato la dirigenza di Hamas di aver condotto l’esercito israeliano a un’unica soluzione. “Avremo bisogno di portare a termine una dolorosa operazione militare su vasta scala”, aveva avvertito. Da parte palestinese invece, le brigate Ezzedin al-Qassam, avevano annunciato che Israele pagherà “un alto prezzo” per i raid nella Striscia.

Ma almeno per adesso, l’accordo raggiunto nella notte regge. Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha annunciato su Twitter che l’accordo con “gli occupanti” è stato raggiunto con l’aiuto dell’Egitto e delle Nazioni Unite. E un portavoce dell’esercito israeliano ha detto di non poter commentare questioni politiche inerenti Gaza, ma che al momento Israele non stava conducendo attacchi. Situazione confermata anche da un altro annuncio delle forze armate israeliane in cui si dichiara: “Al termine di una valutazione da parte del comando meridionale questa mattina è stato deciso di mantenere una completa routine civile nelle comunità vicine alla striscia di Gaza”.