Nuovi attacchi israeliani contro i giornalisti a Gaza. Un raid di Tel Aviv ha colpito una tenda che ospitava alcuni reporter nei pressi dell’ospedale Nasser a Khan Younis, come riportato da Al Jazeera Arabic. L’attacco ha causato la morte di almeno due persone e il ferimento di diversi altri, tra cui il fotoreporter di Al Jazeera Mahmoud Awad.
La Quds News Network ha confermato che una delle vittime è il giornalista Helmi al-Faqawi, mentre un altro collega, Ahmed Mansour, ha subito gravi ferite e ustioni. Nell’assalto sono stati feriti almeno altri sette giornalisti: Ahmad Mansour, Hassan Eslaih, Ahmad Al-Agha, Mohammad Fayek, Abdallah Al-Attar, Ihab Al-Bardini e Mahmoud Awad, secondo quanto riferito da fonti palestinesi.
La guerra è anche contro i giornalisti e la stampa
La guerra tra Israele e Gaza ha avuto un impatto senza precedenti sui giornalisti gazawi da quando Israele ha dichiarato guerra ad Hamas in seguito all’attacco del 7 ottobre 2023. Secondo il Committee to Protect Journalists di New York, almeno 173 tra giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi tra le decine di migliaia di vittime a Gaza, in Cisgiordania, Israele e Libano dall’inizio del conflitto, rendendo questo il periodo più letale per i giornalisti da quando il CPJ ha iniziato a raccogliere dati nel 1992.
I giornalisti a Gaza affrontano rischi elevatissimi nel tentativo di documentare il conflitto, tra devastanti bombardamenti israeliani, carestie, lo sfollamento del 90% della popolazione e la distruzione dell’80% degli edifici. Il CPJ sta indagando su oltre 130 ulteriori casi di potenziali uccisioni, arresti e ferimenti, difficili da documentare in queste condizioni estreme. “Dall’inizio della guerra a Gaza, i giornalisti pagano il prezzo più alto – le loro vite – per il loro lavoro. Senza protezione, equipaggiamento, presenza internazionale, comunicazioni o cibo e acqua, continuano a svolgere il loro compito cruciale di raccontare la verità al mondo”, ha dichiarato Carlos Martinez de la Serna, direttore del programma CPJ a New York. “Ogni volta che un giornalista viene ucciso, ferito, arrestato o costretto all’esilio, perdiamo frammenti di verità. I responsabili di queste perdite affrontano un doppio giudizio: uno secondo il diritto internazionale e un altro davanti allo sguardo implacabile della storia”.
Lowenstein: “Record di giornalisti uccisi”
Secondo il giornalista Antony Lowenstein, a Gaza è record di giornalisti uccisi. Basandosi su studi che monitorano il numero di operatori dei media uccisi nei conflitti, il noto giornalista d’inchiesta ha spiegato, intervistato da Al Jazeera: “Il numero di giornalisti uccisi a Gaza supera quello di tutti i conflitti degli ultimi 100 anni messi insieme“, ha affermato, citando uno studio del progetto Cost of War della Brown University.
Ha aggiunto che questi dati suggeriscono un “targeting deliberato dei giornalisti”. Lowenstein ha inoltre sottolineato che nei paesi occidentali “c’è molto più interesse se Cina, Russia o Iran colpiscono i giornalisti, ma molto meno se lo fa Israele”. “La mancanza di indignazione internazionale dice molto su come improvvisamente la stampa abbia una gerarchia di chi è importante, e i palestinesi non sono in cima a quella lista”, ha concluso.

