Nuova offensiva dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Tel Aviv ha annunciato di aver ampliato la sua offensiva terrestre nella parte meridionale dell’enclave, in particolare sul quartiere di al-Jneina a Rafah. Secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e riportato dal Times of Israel, l’operazione mira a “espandere una zona cuscinetto” lungo i confini della Striscia. Durante l’avanzata, i militari hanno dichiarato di aver “demolito infrastrutture di Hamas presenti nell’area”. Parallelamente, l’aviazione israeliana ha compiuto decine di attacchi aerei.
Proposta di tregua e controfferta israeliana
Sul fronte diplomatico, Israele ha confermato di aver ricevuto una nuova proposta di cessate il fuoco e rilascio di ostaggi da parte deiPpaesi mediatori, avanzando una controfferta. L’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il premier ha risposto con una proposta elaborata “in pieno coordinamento con gli Stati Uniti”.
La notizia giunge dopo che, secondo fonti egiziane riportate dal quotidiano qatariota New Arab, Hamas avrebbe accettato una proposta egiziana per il rilascio di cinque ostaggi vivi in cambio di un cessate il fuoco di 50 giorni a Gaza, con l’inizio della tregua previsto per la festività musulmana di Eid al-Fitr, tra domenica e lunedì. Un funzionario israeliano, citato anonimo dal portale Walla, ha confermato che Hamas sembra aver dato il via libera all’accordo.
Nella Striscia, nel frattempo, si rischia di morire di fame. Dal 2 marzo scorso, infatti, Israele ha chiuso i confini, bloccando l’ingresso di aiuti umanitari, cibo e beni, portando l’enclave sull’orlo della carestia. Secondo l’OCHA, il divieto israeliano sugli aiuti dura da quasi un mese, con tutte le richieste di accesso umanitario respinte. Dal 18 marzo, gli attacchi israeliani hanno ucciso otto operatori umanitari, portando il totale a 399.

