Un’incursione via terra dell’Idf nella Striscia di Gaza (Gaza City), accompagnata da pesanti bombardamenti dell’aviazione, ha provocato, nella giornata di martedì 1° settembre, la morte di almeno quattro palestinesi, tra cui due bambini, secondo quanto confermato dall’agenzia stampa internazionale Reuters. L’episodio rappresenta l’ennesima palese violazione dell’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore nell’ottobre 2025 da parte di Tel Aviv, e conferma come le operazioni militari israeliane nell’enclave non si siano mai fermate.
L’operazione a Gaza rivendicata da Netanyahu
Nelle prime ore successive al raid, alcune fonti in lingua araba avevano attribuito l’azione a una milizia anti-Hamas sostenuta da Israele. Tuttavia, il quadro è stato poi chiarito in prima persona dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che in una nota ufficiale ha attribuito l’operazione allo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna di Tel Aviv, e all’esercito (Idf). Netanyahu ha elogiato le forze coinvolte in quella che ha definito «un’operazione audace», condotta nei pressi dell’abitazione dell’obiettivo a Gaza City.
Il bersaglio del raid, secondo la ricostruzione di Bibi, sarebbe il capo dell’apparato di sicurezza interna di Hamas, identificato con il nome di Muein al-Arabid. Netanyahu ha sostenuto che l’uomo fosse responsabile del sequestro e trasferimento degli ostaggi israeliani, oltre che della protezione di esponenti di vertice del movimento palestinesi.
Bombardamenti su un’area affollata di sfollati
La dinamica non è ancora chiarissima. Secondo quanto affermato dal capo dell’ufficio media del governo della Striscia, un reparto speciale israeliano avrebbe tentato di condurre un’incursione via terra ma sarebbe stato scoperto sul posto, come peraltro riportato da Reuters e ripreso da Antiwar.com.
Secondo quanto ricostruito da al-Thawabta, una volta individuata la presenza delle forze israeliane, l’aviazione di Tel Aviv avrebeb risposto con una serie di attacchi aerei di appoggio all’operazione. Testimoni citati da Reuters hanno riferito che circa dodici missili hanno colpito un’area a Ovest di Gaza City, densamente popolata da famiglie sfollate, distruggendo almeno due veicoli. Ulteriori raid nel centro della Striscia hanno causato la morte di un altro bambino, portando il bilancio complessivo della giornata di martedì ad almeno cinque vittime. Un’altra giornata nera macchiata dal sangue di civili innocenti e di bambini.
Nella nota congiunta di Idf e Shin Bet, citata anche dal Times of Israel, si precisa che durante l’operazione dell’aviazione ha colpito «diversi obiettivi militari nell’area» al fine di «eliminare le minacce» alle truppe impegnate a terra, e che nessun soldato israeliano è rimasto ferito. Anche se non si capisce di quali «obiettivi militari» si possa parlare.
Un cessate il fuoco sempre più sulla carta
È ormai evidente che nella Striscia di Gaza vige un cessate il fuoco che esiste solo negli annunci roboanti di Donald Trump e di Isrele. Il 17 agosto scorso, secondo quanto ricostruito da Antiwar.com, il presidente Usa avrebbe chiesto a Israele di sospendere i bombardamenti sulla Striscia, dopo che Hamas aveva accettato, almeno a suo dire – nell’ambito di un’intesa mediata dal cosiddetto Board of Peace – di consegnare le armi. Lo stesso giorno, tuttavia, un incontro tra Netanyahu e Jared Kushner si sarebbe concluso con un’intesa per la prosecuzione delle operazioni militari dell’Idf nella Striscia. Le opzioni sono due, a questo punto: o il vero comandante in capo è Jared Kushner, genero del presidente americano, oppure quest’ultimo sta ancora una volta «bluffando».
Sta di fatto che gli attacchi di Israele a Gaza non si sono mai – davvero – interrotti. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute di Gaza, menzionati da Antiwar.com, dalla firma dell’accordo di cessate il fuoco nell’ottobre 2025 gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 1.326 palestinesi e ne hanno feriti 4.398, un bilancio che smentisce nei fatti la tenuta della tregua. Barbarie che proseguono nel silenzio tristemente imbarazzante dell’occidente che a Gaza affronta la sua capitolazione morale.
Fonti:
Nidal al-Mughrabi, «Israeli Special Forces Capture Hamas Official in Raid on Gaza City», Reuters, 1 settembre 2026, https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-fire-kills-four-people-including-three-children-gaza-medics-say-2026-09-01/.
Dave DeCamp, «Israeli Strikes Kill Four Palestinians, Including Two Children, During Ground Raid in Gaza City», Antiwar.com, 1 settembre 2026, https://news.antiwar.com/2026/09/01/israeli-strikes-kill-four-palestinians-including-two-children-during-ground-raid-in-gaza-city/.
Emanuel Fabian, “Israel Confirms Capturing Hamas Internal Security Chief in Gaza City Raid,” The Times of Israel, 1 settembre 2026, https://www.timesofisrael.com/israel-confirms-capturing-hamas-internal-security-chief-in-gaza-city-raid/.
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