Il mondo si sta svegliando dal lungo oblio e inizia a sentirsi a disagio di fronte alla carestia che sta uccidendo i sopravvissuti di Gaza. Potenti e cittadini d’Occidente finora indifferenti e silenti, a parte lodevoli eccezioni, come anche alcuni difensori della causa israeliana, hanno preso atto dell’orrore e chiedono di porvi fine.
Un risveglio benvenuto, nonostante sia tragicamente tardivo. Di questo scrive Caitlin Johnstone sul sito del Ron Paul Institute, e annota: “Chi ha assistito fin dall’inizio a questo genocidio si è chiesto per tutto il tempo: […] Cosa ci vorrà perché la nostra società si desti dal sonnambulismo […] e inizi a opporsi all’olocausto dei nostri giorni?”. E, di seguito, elenca gli indicibili orrori di Gaza, che pure non sono bastati a turbare il lungo oblio.
Non è stato sufficiente che siano stati fatti piovere esplosivi su un gigantesco campo di concentramento [la Striscia di Gaza ndr] pieno di bambini.
Non è stato sufficiente i bambini siano stati bruciati vivi.
Non è stato sufficiente che sia stata stata sistematicamente distrutta l’intera infrastruttura sanitaria di Gaza, arrivando persino a entrare negli ospedali attaccati e a distruggerne a uno a uno i singoli macchinari.
Non è stato sufficiente che si siano uccisi più giornalisti di quanti ne siano stati uccisi in entrambe le guerre mondiali, la guerra civile americana, la guerra coreana, la guerra del Vietnam, le guerre jugoslave, la guerra in Afghanistan e la guerra in corso in Ucraina messe assieme.
Non sono stati sufficienti gli stupri e la tortura sistematica dei prigionieri.
Non è stato sufficiente il fatto che i soldati dell’IDF condividessero regolarmente foto e video di se stessi che indossavano in modo ironico gli abiti delle donne palestinesi morte e sfollate e giocavano con i giocattoli dei bambini palestinesi morti e sfollati.
Non è stato sufficiente che i funzionari israeliani esprimessero apertamente un intento genocida nei confronti della popolazione di Gaza.
Non è stato sufficiente che il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro israeliano abbiano dichiarato apertamente il loro obiettivo di una completa pulizia etnica del territorio palestinese.
Non è stato sufficiente che sia siano testate sul campo nuove armi da guerra, con i palestinesi ridotti a cavie di laboratorio.
Non è stato sufficiente che si siano lasciati soffocare lentamente o morire di disidratazione innumerevoli civili, intrappolati sotto le macerie degli edifici bombardati [in realtà, c’è di più… da 972 Magazine: “Un’inchiesta rivela che, dopo i bombardamenti, l’esercito israeliano spara sistematicamente contro i soccorritori palestinesi, i paramedici e altri civili per impedire loro di salvare i feriti” ndr.].
Non è stato sufficiente l’uso di un sistema di intelligenza artificiale creato per bombardare i presunti miliziani di Hamas quando erano a casa con i figli e chiamare tale sistema automatizzato “Dov’è papà?”.
Non è stato sufficiente che i palestinesi siano stati usati come scudi umani.
Non è stato sufficiente che fossero seppelliti con i bulldozer, ancora vivi, i civili feriti.
Non è stato sufficiente che le IDF abbiano ammesso di aver gestito un popolare canale Telegram chiamato “72 Virgins” sul quale venivano trasmessi snuff movie estremamente cruenti e sadici di persone a Gaza massacrate dalle forze armate israeliane.
Non è bastato che i cecchini delle IDF sparassero sistematicamente ai bambini alla testa e al petto in tutta la Striscia di Gaza.
Non è bastato che si siano fatti volare di notte droni dell’IDF che riproducevano il pianto dei bambini per attirare i civili nascosti e ucciderli.
Non è stato sufficiente che le truppe dell’IDF comunicassero alla stampa israeliana che avevano ricevuto l’ordine di massacrare i civili affamati in cerca di cibo presso i centri di soccorso.
Non è stato sufficiente che, in giorni prestabiliti, i cecchini israeliani prendessero di mira diverse parti del corpo dei civili affamati (giorno delle gambe, giorno della testa, giorno dei genitali, ecc.).
Non è stato sufficiente che cittadini israeliani di estrema destra istituissero posti di blocco per impedire ai camion degli aiuti umanitari di entrare a Gaza mentre essi festeggiavano e allestivano barbecue nelle vicinanze.
Non è stato sufficiente che Israele sia ricorso alle menzogne e alla propaganda per smantellare il sistema di aiuti che portava cibo e beni di prima necessità a Gaza sostituendolo con un’operazione USA/Israele dove ogni singolo giorno vengono massacrati quanti vi si accostano per ricevere aiuto.
Non è stato sufficiente che Tel Aviv sia ricorso a un assedio per affamare deliberatamente Gaza per 22 mesi.
Ma ora che la fame ha raggiunto un punto critico e i decessi per malnutrizione stanno aumentando vertiginosamente, ora che le immagini dei bambini scheletrici morti riempiono i nostri schermi, ora che i danni agli organi e al cervello causati dalla fame sono ormai per molti di essi irreversibili, solo ora basta.
La Johnstone si interroga sull’oblio precedente e scrive che è necessario capire come sia stato possibile per guarire una società e una politica evidentemente malate. Ma per queste riflessioni rimandiamo al suo articolo. Resta che ancora nulla si è mosso, nonostante le condanne.
Né aiuta a sperare l’annuncio della Casa Bianca su un piano per affrontare la carestia. Finora i piani made in Usa, dal pontile umanitario alle casse di aiuti paracadutate dagli aerei fino alla famigerata Gaza Humanitarian Foundation, si sono rivelati inutili o controproducenti. Peraltro, se si tratta di qualcosa da realizzare, si perderebbe tempo prezioso a costo di altre vite.
C’è un solo modo per affrontare con tempestività ed efficacia la carestia: costringere Israele a far rientrare nella Striscia gli aiuti Onu e il suo personale, che ha esperienza da vendere su come si affrontano le criticità di Gaza.
A margine, riportiamo una notizia di interesse per gli sviluppi del genocidio: Yedioth ahronoth ha riferito che, durante un summit del Consiglio di Sicurezza israeliano, il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir ha dichiarato che l’occupazione militare di Gaza è impraticabile, parole che hanno suscitato l’ira funesta del messianico ministro delle Finanze Bezalel Smotrich…
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