La guerra scoppiata il 7 ottobre scorso con i massacri di Hamas in Israele si è trasformata in un conflitto a tutto campo in cui la spropositata reazione di Tel Aviv si è sommata a incertezze, mire e timori delle potenze della regione creando un contesto magmatico che rende Gaza il crocevia del Medio Oriente. Dei suoi equilibri strategici, politici e anche socio-culturali. Perché la grande guerra mediorientale, tra assedi alle basi di Hamas, bombardamenti sui civili, incertezze israeliane e tensioni regionali, perturba un ordine globale sempre più caotico e imprevedibile.
Il Medio Oriente, in quest’ottica, in ossequio con la sua tradizione, ritorna ad assumere un ruolo strategico e centrale. O forse si conferma in tale ruolo, dettato dalla natura di crocevia mondiale di culture, religioni e identità, nonché dal suo ruolo di nodo economico e commerciale tra tre continenti, il Mediterraneo e l’Oceano Indiano. Questa importanza è resa ancora più evidente dai problemi riguardanti la libertà di navigazione, evidenziati dall’attivismo degli Houthi iracheni, sostenuti dall’Iran in passato nella guerra civile in Yemen, con obiettivi anti-sauditi. Il Medio Oriente è crocevia del pianeta, e il crocevia del Medio Oriente oggi si chiama Gaza.
La guerra di Gaza è, complici i suoi notevoli spillover, una guerra regionale. I suoi effetti sull’equilibrio di una regione già tesa, su cui le grandi potenze pongono molta attenzione, sono innegabili. In questo contesto, il caos nel Medio Oriente rafforza la prospettiva di una “Terza guerra mondiale a pezzi”, come definita da Papa Francesco. Un mondo instabile che genera crisi sovrapposte, aggiungendo combustibile al grande disordine globale che, dall’Ucraina all’Africa della “cintura dei golpe”, ha visto un aumento delle destabilizzazioni negli ultimi due anni, dopo lo shock del Covid-19. E ogni mese porta con sé nuove sfide e instabilità. Di queste instabilità, il dramma umano e politico di Gaza è un epicentro. E cercare di capire le prospettive per la guerra in atto, come fa il nuovo dossier di InsideOver dedicato alla centralità globale di Gaza, è vitale per capire come le potenze possano invertire questa corsa al baratro.