La Francia ha riconfermato il suo supporto alla Nigeria nella lotta alla setta islamista Boko Haram. Giovedì infatti, i due Paesi hanno firmato un accordo di cooperazione militare per sconfiggere i terroristi di Shekau che, tra l’altro, stando all’ultimo report pubblicato dall’Ong britannica Action on Armed Violence, nel 2015 hanno triplicato il numero delle vittime dei loro attacchi rispetto al 2014. Il paese transalpino, come è noto, è al fianco del governo di Abuja e fornisce all’esecutivo di Buhari immagini satellitari del lago Ciad; ottenute grazie ai caccia Rafale che sorvolano quotidianamente la regione infestata dai guerriglieri jihadisti, ma non solo. L’esercito transalpino elargisce anche informazioni e istruzioni ad alcuni reparti militari di Abuja. Il ruolo di Parigi poi è quanto mai prezioso da un punto di vista geopolitico dal momento che svolge il ruolo di tramite tra i Paesi francofoni della coalizione anti Boko Haram e la Nigeria appunto.

Gli stati dell’area che si sono impegnati a combattere i terroristi e che hanno unito le proprie truppe all’interno del contingente internazionale, hanno dimostrato notevoli difficoltà. E a riprova di ciò ci sono anche i successi che gli insorti sono riusciti a conseguire nell’ultimo anno. Ulteriore obiettivo quindi dei francesi è quello di coordinare le forze della coalizione (8000 uomini), cercando di far superare le discrepanze interne a vantaggio di un obiettivo comune.

Ma se la Francia si impegna con un coinvolgimento così diretto è perché ha un proprio interesse nel farlo. Innanzitutto, l’Eliseo sta dimostrando di voler combattere tutte le forme di jihadismo africano dal Mali alla Nigeria. Poi è evidente che c’è anche un guadagno economico perché già è stato reso noto che Abuja dovrà consultare i transalpini per quel che concerne l’acquisto di materiale bellico, ed è legittimo supporre quindi che eventuali acquisti interesseranno aziende militari francesi.

”Ci sono due questioni principali alla base dell’impegno che abbiamo preso: innanzitutto un combattimento comune contro Boko Haram, poi la lotta contro l’insicurezza marittima nel Golfo di Guinea”, questo sono state parole del Ministro della Difesa Francese JeanYves Le Drian al momento della firma dell’accordo. Dichiarazioni a cui hanno fatto seguito quelle dell’omologo nigeriano Mansour Dan Ali che ha ringraziato per l’impegno e si è augurato un gran successo da parte della coalizione.

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