Un documento ufficiale dai toni bellicisti e da “radiose giornate di maggio” che, di fatto, dà quasi per scontata l’entrata in guerra dell’Europa contro la Federazione Russa entro il 2030. Parigi, infatti, ha appena pubblicato la sua nuova Revue Nationale Stratégique, un documento commissionato dal presidente Emmanuel Macron per delineare gli obiettivi strategici e le sfide del Paese fino al 2030. Il rapporto identifica la Russia come la “minaccia più diretta” agli interessi francesi e alla stabilità del continente europeo, sottolineando il rischio concreto di un conflitto aperto nel cuore dell’Europa entro il 2030.
La Russia come principale minaccia
Il documento descrive la Russia come un attore che utilizza “tutti i mezzi a sua disposizione per indebolire il sostegno all’Ucraina e sfidare l’ordine internazionale a proprio vantaggio”. In particolare, Parigi accusa Mosca di intensificare attacchi informatici, sabotaggi e attività di spionaggio contro la Francia e i suoi alleati, mentre continua a condurre una “guerra di aggressione senza freni” in Ucraina, che ha causato “quasi un milione di morti e feriti”.
La Russia, con buona pace di quelli che affermavano che avrebbe terminato i proiettili a marzo 2022, starebbe anche “rafforzando le sue capacità militari”, con un piano per “incrementare il proprio esercito di 300.000 soldati, 3.000 carri armati e 300 aerei da combattimento entro il 2030, destinando quasi il 40% del suo bilancio alla spesa militare”. Inoltre, il Cremlino starebbe “consolidando alleanze con Cina, Iran e Corea del Nord”, mentre cerca di scoraggiare gli alleati dell’Ucraina dall’aumentare il loro supporto militare.Il rischio di una guerra in Europa.
“Una guerra nel cuore dell’Europa”
Con un tono fatalista e quasi rassegnato – tipico di chi ha rinunciato a ogni via diplomatica seria – il rapporto afferma che, nei prossimi anni, ed “entro il 2030”, la “principale minaccia per la Francia e gli europei è il rischio di una guerra aperta nel cuore dell’Europa”. Questo scenario, che coinvolgerebbe la Francia e i suoi alleati, potrebbe essere accompagnato da “azioni ibride massicce” contro il territorio nazionale. Il generale Thierry Burkhard, capo dell’esercito francese, ha recentemente definito la Russia come il “principale nemico della Francia in Europa”, evidenziando la percezione di Parigi di essere un obiettivo primario di Mosca.
Dinanzi a questo scenario, Parigi sottolinea “l’urgenza di prepararsi a un possibile conflitto ad alta intensità”. Il documento invita a una “trasformazione delle capacità delle nostre forze armate e della nostra base industriale tecnologica di difesa, che deve essere completata, sia a livello nazionale che europeo”. L’Europa, secondo il rapporto, deve assumersi una maggiore responsabilità per la propria sicurezza, rafforzando il pilastro europeo all’interno della NATO e aumentando le spese militari.
Un maxi-riarmo che, come ha sottolineato Andrea Muratore su InsideOver, avverrà sfruttando i piani Nato che prevedono l’aumento al 3,5% del Pil della spesa militare diretta nel prossimo decennio e le regole di flessibilità di bilancio del piano Readiness 2030 dell’Unione Europea. Macron, infatti, intende superare ogni vincolo ad oggi legato al debito pubblico e alle problematiche di sfida dello Stato francese e mettere in campo la corsa all’aumento fino a 100 miliardi di euro l’anno della spesa militare di Parigi nel 2035.
Una nuova era di sfide globali
Non solo Mosca. Il documento evidenzia come il “deterioramento dell’ambiente di sicurezza globale” si sia accelerato a causa della “simultaneità, moltiplicazione e convergenza dei conflitti” in regioni come Ucraina, Medio Oriente, Asia e Africa, insieme all’aumento delle minacce transnazionali come terrorismo e criminalità organizzata.
Inoltre, il rapporto denuncia un’offensiva ideologica contro il modello europeo di democrazia liberale, condotta non solo dalla Russia, ma anche da altri attori come l’Iran, che secondo la Francia continuano a destabilizzare il Medio Oriente, e la Cina, che mira a diventare la prima potenza mondiale entro il 2050.
Per affrontare queste sfide, la Francia sottolinea la necessità di una mobilitazione nazionale, che coinvolga non solo le forze armate, ma l’intera società. Il documento, in un passaggio piuttosto sinistro, parla di un “vero e proprio riarmo morale della popolazione, in particolare dei giovani” e di un rafforzamento della” resilienza nazionale” per prepararsi alle possibili ripercussioni di un conflitto sul territorio francese. Della serie: la guerra è inevitabile, che vi piaccia o meno.
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