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Guerra

Forze israeliane e Usa si esercitano in un finto villaggio del Medio Oriente

L’esercito israeliano e i marines statunitensi sono stati coinvolti in esercitazioni congiunte in Israele che hanno simulato i combattimenti in un teatro operativo urbano. La simulazione ha avuto come luogo delle operazioni un modello di un tipico villaggio mediorientale. Case...

L’esercito israeliano e i marines statunitensi sono stati coinvolti in esercitazioni congiunte in Israele che hanno simulato i combattimenti in un teatro operativo urbano. La simulazione ha avuto come luogo delle operazioni un modello di un tipico villaggio mediorientale. Case basse, colori caldi,  terreno arido e polvere. Sono state anche ricostruite una finta moschea e dei muri con graffiti in lingua araba. In mezzo al paesino ricreato per le manovre, i soldati delle forze armate americane e delle Israel Defense Forces (Idf), impegnati in un conflitto casa per casa.

“Siamo disposti a lavorare e addestrarci insieme, e se Dio lo vorrà, se mai avremo bisogno di stare fianco a fianco, allora lo faremo”, ha detto a Reuters il tenente colonnello Marcus Mainz della 26a unità di spedizione dei marine durante l’esercitazione nella base israeliana di Tze’elim.





Le truppe del tenente colonnello Mainz si sono unite ai nuclei operativi delle forze speciali israeliane per migliorare la sinergia fra le forze. In particolare, secondo quanto riportato dall’agenzia, le truppe si sono esercitate sulla formazione da utilizzare sul campo di battaglia, studiando anche le tattiche in caso di dispiegamento di elicotteri e durante le evacuazioni mediche dal villaggio-prototipo.

Le manovre di questa settimana sono parte di un più ampio esercizio biennale di difesa congiunta noto come Juniper Cobra, che quest’anno si è svolto in un periodo estremamente delicato, con l’intensificarsi della preoccupazione israeliana e statunitense riguardo all’arsenale missilistico dei guerriglieri di Hezbollah e con le azioni israeliane in Siria per distruggere qualsiasi base essi ritengano un avamposto delle forze iraniane.

Per Mainz le esercitazioni sono state particolarmente utili. L’ufficiale americano ha detto che le sue truppe hanno appreso dalle esperienze degli israeliani nella lotta contro i guerriglieri di Hamas a Gaza, le tattiche per operare in particolare teatri di guerra, mentre i marines, a loro volta, hanno condiviso il loro know-how appreso nei fronti in cui sono impegnati.

“Gli israeliani hanno insegnato cosa osservare quando sono nella Striscia di Gaza o da qualche altra parte sul campo di battaglia, per noi in Afghanistan e in Iraq, e insegnano a quel giovane soldato cosa cercare”, ha detto. “E quello che succede è che i ragazzi iniziano ad esaltarsi e stanno parlando di ‘qui ho imparato questo'”.

Le esercitazioni congiunte sono sempre un momento importante per le forze armate degli Stati alleati. Si saldano i rapporti, si consolidano le sinergie in caso di conflitto, ma soprattutto si testano le rispettive capacità nell’ottica di un futuro scontro. Israele e Stati Uniti svolgono queste esercitazioni periodicamente, ma adesso la situazione in Medio Oriente è divenuta incandescente, soprattutto al confine con Israele.

Il fronte libanese è estremamente teso e le forze armate israeliane hanno condotto numerose esercitazioni nel nord del Paese proprio per simulare un possibile scontro con Hezbollah. Nelle alture del Golan, i rapporti con la Siria sono sull’orlo di una nuova guerra. Il governo israeliano continua a minacciare ritorsioni contro l’Iran a causa del suo ingresso in Siria a sostegno dell’alleato di Damasco. E sono molti, fra i vertici israeliani, a credere che sia imminente una guerra.

Gli Stati Uniti, soprattutto sotto l’amministrazione di Donald Trump, hanno costruito con Israele un rapporto di solida alleanza. L’amministrazione Usa ha sposato una linea molto rigida nei confronti dell’Iran e, in questo senso, la sostituzione di Rex Tillerson con Mike Pompeo non induce all’ottimismo. L’ex capo della Cia è sempre stato un fermo sostenitore della fine dell’accordo sul nucleare iraniano e un fiero oppositore alle linea della distensione con Teheran. E intanto, nel Palazzo di Vetro, Nikki Haley continua a perseguire la linea dura contro l’influenza iraniana in Medio Oriente.

L’incontro di Benjamin Netanyahu con il presidente americano ha manifestato, nonostante l’uscita di scena di Jared Kushner, che l’asse Washington- Tel Aviv non è stata scalfita. In quei giorni, il vice, Mike Pence, fu chiarissimo: l’amministrazione americana sosterrà sempre Israele. E Gerusalemme capitale è solo uno degli esempi di questa alleanza.

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