Spetsnaz è una parola composta da spetsial’noe naznacheniya, che significa “per scopi speciali” o “di designazione speciale”. Si tratta del celeberrimo reparto di forze speciali di Mosca che è classificato come uno dei migliori del mondo, e che la Russia utilizza in ogni conflitto o in operazioni legate alle misure attive di destabilizzazione, uccisioni mirate, spionaggio e disinformazione in territorio ostile.
Prima del conflitto in Ucraina, Mosca poteva contare su circa 17mila uomini appartenenti agli Spetsnaz, suddivisi in sette brigate indipendenti e su un reggimento da ricognizione associato alle forze aviostrasportate. I compiti degli Spetsnaz, durante una guerra, sono quelli di appoggio alle forze terrestri effettuando azioni di sabotaggio dietro le linee nemiche, la cattura di prigionieri o di obiettivi di alto valore, la ricognizione tattica e l’eliminazione di nuclei di resistenza nemici, anche composti da partigiani.
Storia delle Spetsnaz
Pertanto si sarebbe portati a pensare che gli Spetsnaz abbiano un organigramma che li mette alle dipendenze dello Stato maggiore dell’esercito, ma in realtà esistono alcuni reparti che prendono ordini direttamente dai servizi di intelligence russi, ovvero dall’FSB, dall’SVR e dal GRU.
Gli Spetsnaz GRU sono probabilmente il più famoso delle SoF (Special Operation Forces) russe: questa organizzazione è stata fondata nei primi anni ’50 e ha svolto un ruolo importante nella guerra russa in Afghanistan e in Cecenia. Di conseguenza, la maggior parte dell’esperienza operativa dell’organizzazione è stata fatta in qualità di fanteria leggera d’élite piuttosto che come forze speciali nell’attuale significato occidentale del termine. Pertanto gli Spetsnaz GRU potrebbero essere paragonati ai Rangers statunitensi più che alla Delta Force. Questo ruolo di supporto alle unità “convenzionali” dell’esercito è stato in una certa misura formalizzato dalla riforma “New Look Army” del 2008 di Anatoly Serdiukov, allora ministro della Difesa.
Nella nuova impostazione, la responsabilità degli Spetsnaz come fornitori di servizi agli altri rami dell’esercito è stata rafforzata a scapito della precedente posizione più indipendente. Parallelamente, è stato istituito un nuovo Comando Operazioni Speciali in modo da essere uno strumento militare più direttamente nelle mani della leadership politica.
I due volti delle unità speciali russe
Pertanto in una guerra, un’unità Spetsnaz del GRU o dell’FSB sarebbe incaricata di una missione a livello strategico, come eliminare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i suoi consiglieri, mentre un’unità Spetsnaz “regolare” sarebbe incaricata di una missione a livello tattico, come come catturare un aeroporto o guidare un assalto su Kiev.
Questa differenza, che sembra irrilevante, ha invece un peso molto importante se si considerano le perdite subite da queste unità d’élite, in considerazione dell’addestramento radicalmente diverso che ricevono, che può durare anche più di quattro anni in alcuni casi.
Le forze russe e le carte del Pentagono
Lo stato di salute delle unità russe è trapelato anche dai leak del Pentagono sottratti da Jack Teixeira. In particolare il Washington Post ha masso le mani su un faldone in cui i funzionari Usa affermano che la consistenza degli Spetsnaz è stata pesantemente ridotta da un anno di conflitto in Ucraina, con alcuni reparti che avrebbero perso sino al 90% degli effettivi.
Nei dossier si legge che le forti perdite tra gli Spetsnaz sono dovute all’eccessiva dipendenza dei comandanti russi dalle unità specializzate, che sono state utilizzate come parte delle formazioni di fanteria di prima linea. Secondo i funzionari statunitensi, quando Mosca ha lanciato la sua invasione su vasta scala l’anno scorso, i comandanti russi più anziani, desiderosi di approfittare dello slancio iniziale e scettici sull’abilità dei loro soldati, hanno deviato dal normale utilizzo delle forze speciali normalmente aggregate alle unità dell’esercito, ordinando loro di combattere direttamente, ovvero come semplice fanteria.
I rischi per le forze di Mosca
Il Wp procede affermando che nei documenti si legge come il rapido esaurimento delle unità di forze speciali russe abbia inciso sulla modalità della guerra fin dall’inizio, limitando gravemente la capacità di Mosca di impiegare tattiche clandestine a sostegno delle operazioni di combattimento convenzionali. I funzionari statunitensi ritengono che le incredibili perdite che queste unità hanno subito le renderanno meno efficaci, non solo in Ucraina ma anche in altre parti del mondo in cui operano le forze russe.
Le perdite elevate di queste unità sembrano essere evidente nelle immagini satellitari presenti tra i materiali trapelati. In particolare, due foto della base della 22esima Brigata Separata degli Spetsnaz riprese rispettivamente a novembre 2021 ed esattamente un anno dopo, mostrano che tutte tranne una delle cinque Brigate che sono tornate dalle operazioni di combattimento alla fine dell’estate 2022 hanno sofferto perdite significative. Secondo le stime degli analisti di intelligence statunitensi, tre brigate Spetsnaz hanno subito perdite stimate tra il 90 e il 95%.
La 22esima Brigata ha sede a Stepnoi, e rientra in quei reparti che fanno capo al GRU, quindi è ragionevole supporre che le valutazioni presentate dai funzionari statunitensi siano corrette e che i comandi russi sul campo abbiano utilizzato queste unità speciali come una normale fanteria, esattamente come avvenuto e come ancora sta accadendo per la fanteria di marina e i paracadutisti (le VDV – Vozdushno-Desantnye Voyska).
L’uso delle forze speciali in altri contesti
In effetti, tra le nostre valutazioni sull’impossibilità di uno sbarco anfibio russo per cercare di catturare Odessa o addirittura raggiungere la Transnistria, avevamo già affermato che sarebbe stato molto improbabile anche (ma non solo) perché la fanteria di marina russa è stata impiegata sin da subito in operazioni terrestri in diversi settori del fronte subendo gravi perdite che ne hanno assottigliato la forza.
Notizie simili ci sono giunte anche nel recente passato: a ottobre dello scorso anno siamo venuti a sapere che un’unità di intelligence militare russa d’élite, la Terza Brigata Spetsnaz basata a Togliatti, avrebbe perso fino a tre quarti della sua consistenza durante gli eventi bellici. In quella occasione si era affermato di aver trovato prove dirette e indirette da fonti pubblicamente disponibili sulla morte di 56 soldati del reparto, uccisi nei sette mesi successivi all’invasione russa dell’Ucraina.
Le conclusioni del rapporto statunitense potrebbero quindi essere facilmente verosimili, sebbene non venga fatta una chiara distinzione tra le perdite degli Spetsnaz “regolari” e quelli facenti capo al GRU/FSB, i quali rappresentano effettivamente la crème de la crème delle forze speciali russe e sono stati utilizzati, ad esempio, nel colpo di mano in Crimea nel 2014 e nella destabilizzazione del Donbass effettuata nello stesso anno.