Per oltre settant’anni, le allieve donne del corpo dei Marines che arrivano nei campi di reclutamento venivano separate dagli allievi uomini per tutta la durata dell’addestramento. Imparavano a sparate con i fucili d’assalto, a terminare i percorsi di guerra tra filo spinato e ostacoli e, solo una volta terminato il corso con successo, venivano integrate con i loro commilitoni di sesso maschile. Adesso però i Marines hanno deciso di rompere questo tabù, integrando fin dall’inizio del percorso di addestramento un intero plotone di donne pronte a fare la loro parte nel più glorioso corpo armato degli Stati Uniti. 

Per decisione dello Stato Maggiore, un plotone di 50 donne assegnato al campo reclute di Parris Island nella Carolina del Sud, si addestrerà insieme agli uomini per gran parte delle missioni di maggior entità, mentre parte degli esercizi più basici proseguiranno ad essere comunque svolti separatamente (probabilmente quelli più legati allo sforzo fisico ndr).

A riportare la notizia è stato il New York Times, che descrive la decisione rivoluzionaria un come piccolo passo, ma allo stesso tempo un notevole progresso nell’integrazione per il corpo dei Marines, che tutt’ora mantiene il record per la percentuale più bassa di donne – in ogni specializzazione- e per molto tempo ha resistito agli sforzi d’integrazione rivolti alla componente femminile che desiderava entrare nelle forze armate. 

Le altre forze armate, come l’Esercito ad esempio, hanno già abbracciato questo processo di integrazione nel contesto del primo addestramento, unendo nelle missioni di combattimento che si protraggono per tempi più ampi formazioni miste. Nelle simulazioni di guerra che si svolgono nei boschi ad esempio, dove non esiste alcun genere di suddivisione. I Marines, al contrario, continuato a ritenere la mescolanza un scelta avventata, che nella fase di reclutamento potrebbe distrarre o intimidire le Marines donne e anche gli uomini.   

Per adesso, queste donne integrate in un battaglione maschile, in addestramento continueranno ad avere le loro istruttrici e abiteranno un piano a loro riservato nelle caserme. Si uniranno però al resto del battaglione senza alcuna “suddivisione di genere” in diverse parti delle sessione, incluso il test di resistenza finale noto come il “Crogiolo” ( the Crucible): una prova di 54 ore che mira a dimostrare la propria tempra prima della consegna del distintivo. In un comunicato stampa, il Corpo dei Marines ha affermato che la separazione dei plotoni in virtù del genere “consente un adeguato adattamento all’ambiente formativo, lo sviluppo delle relazioni con istruttori esperti e la corretta attenzione durante la trasformazione di giovani donne e uomini nei Marines statunitensi”. 

Secondo una fonte anonima dei Marines, questa decisione non sarebbe parte di uno sforzo voluto per procedere sulla via dell’integrazione e della maggiore uguaglianza , ma una semplice scelta d’efficenza e praticità dovuta al basso numero di reclute femmine, che ha portato al completare un battaglione (che comprende 5/6 plotoni) con un plotone di sole donne.

La discussione all’interno del corpo continua ad avere due posizioni contrastanti. La prima, sostenuta da diversi ufficiali, sopratutto donne, ritiene che integrare uomini e donne fin dall’inizio delle loro carriera dei Marines è fondamentale: “È qui che abbiamo la possibilità di modellare percezioni o stereotipi. È dove possiamo insegnare il rispetto per le donne e le loro realizzazioni”. Molti ufficiali uomini invece si dicono preoccupati riguardo un numero crescente di donne tra i ranghi, temendo un abbassamento degli standard fisici che potrebbe finire col minare una delle più preziose qualità vantate dal Marine: la “letalità”.

Secondo l’ex ufficiale dell’Usmc Kate Giordano, l’esiguo numero di donne nei Marines è strettamente collegato alle quote “basse” contemplate da un corpo con una cultura ancora molto “conservatrice”. Poche donne si arruolano dell’Usmc e poca è la spinta per l’integrazione. Il centro di reclutamento di San Diego per esempio è ancora riservato ai soli uomini. I funzionari del centro di reclutamento di Parris Island e del Pentagono non hanno risposto a diverse domande poste per avere un quadro più chiaro su decisione “rivoluzionaria”, che, a prescindere dalla sua natura pratica o integrativa, entra a far parte del percorso per raggiungere la completa uguaglianza di genere nelle Forze Armate degli Stati Uniti. Che ovunque, dai piloti donna di F-35 dell’Aeronautica, ai primi ufficiali donna nell’Esercito fino alle cadette nelle forze speciali, sembra proseguire senza arrestarsi.