Fiamme sull’incrociatore portaerei Admiral Kuznetsov. La nave portaeromobili russo era ormeggiato nel porto di Murmansk per delle riparazioni, quando un incidente a bordo ha provocato lo scoppio di un incendio che ha coinvolto 10 uomini tra marinai e personale tecnico. Così il destino della “vecchia” portaerei del Cremlino si complica, e rimanda la data del suo ritorno alle operazioni.

Secondo quanto riportato dalla maggiori agenzie russe, l’incendio sarebbe divampato nel primo compartimento energetico durante un’operazione di saldatura. L’area coperta dalle fiamme ha raggiunto già i 120 metri quadrati. I servizi di emergenza sono intervenuti immediatamente per contenere il fuoco ed evitare danni più ingenti. Le immagini diffuse mostrano il vascello avvolto da denso fumo nero mentre è ormeggiato nel porto che affaccia sul mare di Barents. Inizialmente tutto il personale rimasto coinvolto nell’incendio che è stato raggiunto dai soccorritori non verteva in condizioni gravi, presentando sintomi di avvelenamento per aver inalato i fumi prodotti della combustione. Alcuni si considerano ancora “dispersi”.

La Kuznetsov ricoverata presso il 35esimo cantiere navale della Marina Russa, doveva ricevere una serie di lavori di manutenzione e aggiornamento; inclusa la sostituzione di componenti del principale generatore elettrico, la modernizzare del sistema che supporta l’energia elettrica, l’implementazione di sistemi di difesa aerea e armi elettroniche, l’installazione e modernizzazione di quelli che sono stati citati come “sistemi per il funzionamento degli aeromobili”. Secondo le informazioni riportate dalla stampa russa, il costo totale delle riparazioni erano stato stimato a quasi un milione di euro.

La Kuzenetsov, unico vettore portaeromobili della forza navale russa, era stata mandata in cantiere nel settembre 2018, dopo aver operato nel Mar Mediterraneo durante la crisi siriana. Da allora una serie di incidenti, compreso un piccolo “affondamento” e la caduta di una gru, che provocò un buco di svariati metri quadrati sul ponte, hanno complicato e prolungato il suo refit. Al momento dell’invio in cantiere della portaerei, fonti russe avevano stimato il ritorno in linea del vettore nel 2021.

La portaerei Kuznetsov

Considerato incrociatore pesante portaerei sviluppato dal 1143.5, la Kuznetsov è l’unico vettore nella sua classe nella Marina russa. In forza alla Flotta del Nord, prende il nome dall’ammiraglio della flotta dell’Unione Sovietica N. G. Kuznetsov ed è in forza alla Marina di Mosca dal 1995. Costruita presso il cantiere di Mykolaiv (oggi Ucraina) a metà degli anni ‘80, entrò in servizio con molto ritardo a causa degli ingenti tagli di bilancio applicati alla Difesa dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Per questo, secondo gli analisti, l’unità non può che essere ritenuta decisamente “antiquata”. Prima del suo ammodernamento poteva trasportare un massimo di 52 velivoli ad ala fissa e rotante. Il suo gruppo aereo imbarcato comprende caccia multiruolo imbarcati Su-33 ‘Flanker D’, caccia da superiorità aerea MiG-29K/KUB ed elicotteri Ka-27 e Ka-29.

Durante le operazioni svolte in Siria, in ausilio delle forze governative del presidente Bashar al Assad, l’unità ha ricevuto il battesimo del fuoco lanciando almeno 420 strike dal suo ponte, e distruggendo più di 1.252 obiettivi terroristici in territorio siriano. La sua missione si concluse il 6 gennaio 2017, rientrando in Russia il mese seguente. Durante le operazioni venne perso un solo velivolo: un Mig-29K schiantatosi in fase di appontaggio. Il pilota riuscì ad eiettarsi senza conseguenze. A causa della sua obsolescenza, e nonostante le lunghi lavori di ammodernamento concessi all’unità in questione, lo Stato Maggiore della Marina russa sta guadando a nuovi progetti per sostituire la Kuznetsov con un nuovo vettore a propulsione, si pensa, nucleare.

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