Timidi ma importanti tentativi di approccio respinti sul fronte di Odessa. Vladislav Nazarov, ufficiale del comando sud dell’esercito ucraino, ha sintetizzato così la situazione nella città che ospita il più importante porto ucraino sul Mar Nero. Una città che per il momento non ha subito gli effetti più nefasti del conflitto, ma che da giorni vive con lo spettro di uno sbarco russo lungo le proprie coste. Trincee in spiaggia, difese erette attorno al porto e posti di blocco in pieno centro caratterizzano oramai da un mese lo scenario di Odessa e delle cittadine limitrofe.
Lo sbarco tentato sabato mattina
Quando in Ucraina erano quasi le 13:00 sono rimbalzate voci circa un primo tentativo di sbarco da parte delle forze russe. Si è appreso in seguito che mezzi navali di Mosca hanno tentato un primo approccio, ma senza usare tutta la propria potenza di fuoco. In un video pubblicato su Twitter, l’ufficiale del comando delle operazioni Sud dell’esercito di Kiev, ha chiarito la situazione: “Tramite un motoscafo militare – ha dichiarato Vladislav Nazarov – sabotatori russi e membri dell’intelligence hanno provato un approccio lungo le coste di Odessa”. A detta dello stesso Nazarov, il tentativo però è fallito: “C’è stata – ha spiegato ancora – una reazione da parte delle nostre unità e del nostro esercito schierato lungo la costa di Odessa”. I mezzi militari russi hanno quindi fatto marcia indietro.
Оперативна обстановка на Одещині станом на ранок 26.03.2022 від представника оперативного командування "Південь" pic.twitter.com/9PCFNm8O4L
— Inside the Armed Forces of Ukraine (@Inside_the_AFU) March 26, 2022
Stando a questa ricostruzione, è possibile ipotizzare un’operazione di Mosca volta non tanto a realizzare un vero e proprio sbarco anfibio, quanto a sondare il terreno e a verificare la capacità di risposta avversaria. Un modo cioè per capire meglio come sono posizionate le difese e come nella zona l’esercito ucraino sta disponendo i propri uomini. Anche perché da giorni i media ucraini mostrano continui lavori sulle coste e nei punti più sensibili della costa di Odessa. Militari, assieme a comuni cittadini, hanno scavato durante questo primo mese di guerra trincee e fossati, creando diverse barriere volte a frenare un eventuale sbarco russo.
“La situazione è tranquilla e stabile – ha concluso Nazarov – Odessa è nel pieno controllo delle forze ucraine e non ci sono significative novità da questo fronte”. La città, in poche parole, è saldamente in mano a Kiev. Anzi, le notizie che sono arrivate dalla vicina Mykolaiv sembrano rassicurare la popolazione, visto che qui gli ucraini stanno resistendo agli attacchi russi e avrebbero iniziato un contrattacco spingendo i soldati di Mosca verso la periferia di Kherson, città dove le bandiere russe sventolano già dal 3 marzo.
L’importanza di Odessa
Si è iniziato a parlare di sbarco anfibio russo da queste parti già nelle prime ore del mattino del 24 febbraio, cioè dalle prime ore di guerra. Dopo il discorso con il quale Vladimir Putin ha dichiarato l’inizio dell’offensiva, diverse fonti riportavano la presenza di russi sulle coste. Ma non era vero. Forse una fuga di notizia motivata dal fatto che Mosca ha una flotta di almeno 14 navi militari a largo di Odessa. In alcune giornate i cittadini riescono a vedere i mezzi russi, in altre invece la flotta è sembrata tornare più a largo. Un tira e molla che ha dato spesso la percezione anche alle autorità militari locali di dover prima o poi fronteggiare uno sbarco anfibio. Il porto è chiuso, molte navi commerciali sono rimaste bloccate e l’export di grano ucraino, svolto in gran parte dallo scalo di Odessa, si è di fatto interrotto. C’è quindi un vero assetto di guerra a largo della città, ma l’invasione non è al momento scattata. L’incursione odierna costituisce però un altro elemento capace di far pensare a possibili tentativi di sbarco nei prossimi giorni.
Per Mosca Odessa potrebbe rivelarsi fondamentale. Presa Mariupol, oramai tecnicamente caduta in mano russa nonostante le sacche di resistenza all’interno della città, Odessa rimarrebbe l’unico grande porto a disposizione di Kiev. Se lo scalo dovesse essere conquistato, l’Ucraina non avrà più sbocchi in mare. In tal modo la Russia si troverebbe un’arma negoziale importante e potrebbe avanzare le sue richieste in sede di trattative. Prendere Odessa però non è affatto semplice. Il contesto urbano è molto delicato, il suo centro storico è famoso in tutto il mondo e pensare a anche per questo al Cremlino non si pensa a un combattimento casa per casa come a Mariupol. L’unica vera speranza arriverebbe da un’avanzata via terra da Kherson in grado di fare manforte a un eventuale sbarco anfibio. Ma, come detto, le truppe russe rimangono ferme a Mykolaiv.