Sembra un’operazione di rebranding di successo quella del leader dei cosiddetti “ribelli” islamisti in Siria. Dopo la caduta del regime di Assad, infatti, gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di cancellare la taglia di 10 milioni di dollari su Ahmed Husayn al-Sharaa, meglio noto come Abu Muhammad Al Julani, leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), evoluzione di Jabhat al-Nusrah, o “Fronte al-Nusra,” l’ex ramo di al-Qaida in Siria. La notizia arriva da un alto funzionario arabo informato dagli americani, come riportato da Middle East Eye.
Al Julani, 42 anni, ha celebrato la vittoria dei ribelli islamisti nella storica Moschea degli Omayyadi a Damasco domenica, consolidando il suo ruolo di figura chiave nella transizione della Siria dopo 54 anni di dominio della famiglia Assad. “Oggi, la Siria viene purificata,” ha dichiarato davanti a una folla di sostenitori aggiungendo: “Questa vittoria nasce dal popolo che ha sofferto nelle prigioni e dai mujahideen (combattenti) che hanno spezzato le loro catene”.
Washington cambia linea sul leader dei ribelli jihadisti
Per gli Usa, Julani è un terrorista non da oggi, ma dal 2013 mentre l’organizzazione islamista da cui capeggiata, HTS, è stata dichiarata organizzazione terroristica dall’amministrazione Trump nel 2018. Per anni, HTS ha tentato di ottenere la rimozione della sua classificazione terroristica, ma senza successo, essendo rimasta confinata a governare una piccola area nel Nord-Ovest della Siria. Tuttavia, la recente avanzata fulminea dei miliziani jihadisti, che ha posto fine al regime di Assad, starebbe convincendo Washington a rivalutare il modo in cui interagire con HTS.
Da notare, come ammette anche il governo degli Stati Uniti, che Al Julani non si è dissociato da al-Qaeda per motivi religiosi o ideologici, perché HTS rimane un gruppo estremista salafita, quanto per “disaccordi strategici”, ovvero sulla strategia da perseguire per arrivare al potere e rovesciare Bashar al-Assad. Nel 2017, il Fronte al-Nusra si è unito ad altri gruppi di opposizione nel Nord-Ovest della Siria formando HTS. Successivamente, HTS ha istituito il “Governo di Salvezza Siriano,” con 10 ministeri per amministrare il territorio sotto il suo controllo. E dal 2021, dopo scontri tra le fazioni ribelli, è diventata la sigla islamista in Siria più radicata e potente.
“Colpevole di attacchi contro civili”
Gli stessi Usa parlano di un curriculum di “violenza e terrorismo”. Sotto la sua guida, infatti, al-Nusra ha condotto numerosi attacchi terroristici in Siria, colpendo spesso i civili. Tra gli episodi più noti: il rapimento di circa 300 civili curdi presso un checkpoint e la rivendicazione del massacro di 20 residenti nel villaggio druso di Qalb Lawzeh, nella provincia di Idlib. “La figura di Al Julani rimane centrale nel panorama del terrorismo jihadista in Siria. Gli attacchi perpetrati dal Fronte al-Nusra sotto il suo comando e il suo ruolo di leader nell’affiliazione ad al-Qaida lo rendono uno degli obiettivi principali della lotta contro il terrorismo”, sottolinea il programma Reward for Justice.
Con la caduta di Assad, l’operazione di rebranding attuata da Al Julani e iniziata anni fa con il divorzio da al-Qaeda in Siria e proseguita anche con un nuovo look – da jihadista radicale a rivoluzionario, come notato dalla Cnn – potrebbe finire con la rimozione della taglia che pende sulla sua testa. Il che porterebbe, per l’ex miliziano dell’ISIS, al tanto agognato riconoscimento ufficiale. Non più nemico pubblico ma interlocutore. Per quanto riguarda i massacri di civili e il curriculum sanguinario, quello nessuno potrà mai cancellarlo. Nemmeno un repentino cambio di look.