La guerra moderna non è fatta solo di forza, ma anche di iniezioni di terrore portate attraverso il sabotaggio e la guerra psicologica affidata all’informazione. Per questo l’intelligence ucraina potrebbe aver deciso di “svelare” i dettagli di una delle più delicate e sofisticate operazioni condotte fino ad ora: nascondere esplosivi nei visori usati dai russi per guidare i droni in battaglia. La delicata azione di sabotaggio sembra essere ispirata un’altra recente operazione che resterà senza dubbio nella storia dello spionaggio, quella del Mossad, il servizio segreto israeliano che ha sabotato i beeper e i walkie-talkie degli Hezbollah libanesi.
Secondo una dichiarazione dell’intelligence militare di Kiev, degli agenti del GUR avrebbero inserito con successo dei piccoli esplosivi in un “lotto di visori per droni destinati all’esercito russo” provocando “decine di feriti” tra le fila nemiche. Circa 80 occhiali per il pilotaggio di droni FPV, un acronimo in inglese per first person view, ovvero visuale in prima persona, sono stati sabotati con un “meccanismo di detonazione a distanza” e inviati come contribuito al conflitto per essere distribuiti alle unità che impiegano droni commerciali modificati per il combattimento. L’operazione – che rientra subdolamente nelle strategie di guerra irregolare – è stata descritta dagli ucraini come una “meritata punizione”.
La vendetta di Roman
Secondo le dichiarazioni delle spie ucraine, l’operazione è iniziata a gennaio e sarebbe “ancora in corso“. Ciò avrebbe diffuso il panico tra le unità russe che impiegano droni in prima linea. Secondo quanto riportato da alcuni blogger russi pro-guerra sono almeno otto gli operatori di droni che hanno subito lesioni gravi, inclusa la cecità temporanea o permanente, a causa delle detonazioni avvenute al momento dell’accensione. Un portavoce della Npp, azienda russa produttrice di equipaggiamenti militari, ha confermato all’agenzia stampa russa Tass la presenza di esplosivi all’interno di un lotto di occhiali consegnata di un uomo indicato con il nome “Roman“. Il lotto di occhiali in questione era del tipo Skyzone Cobra X V4 FPV. In diversi casi i visori sono “esplosi sulla testa dei piloti” schierati nella regione di Kursk, nel Donetsk e Lugansk.
“Sfortunatamente, i russi non li usano molto” spiegano gli agenti ucraini; ed è probabile che dopo questa “rivelazione” li useranno sempre meno. Aumentando i controlli in ogni sistema elettronico donato da fonti che potrebbero essere state “violate”. Un dispendio di energie da manuale per gli esperti di sabotaggio e operazioni sotto copertura.
Secondo il GUR l’operazione in questione va considerata come “tecnologicamente più complicata” rispetto a quella condotta dagli israeliani. Ma l’impegno nel portarla avanti ci mostra ancora una volta come molte delle operazioni di maggiore successo condotte dalle forze ucraine si svolgono in scenari paralleli, seguendo le sofisticate e micidiali strategie che i servizi segreti armati hanno sviluppato e perfezionato nel corso del secondo conflitto mondiale e della Guerra fredda.
Nonostante l’operazione non abbia portato implicazioni strategiche – a differenza di quella condotta dal Mossad in Libano – è importante notare come l’uso di tecniche di guerra psicologica e sabotaggio possano decisamente influire sul nemico pur non mutando l’andamento del conflitto.