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Gli Stati Uniti hanno evidentemente alzato il tiro nella loro operazione contro il Venezuela di Nicolas Maduro: nella notte di Caracas, capitale del Paese sudamericano, sono state identificate molteplici esplosioni riconducibili a raid aerei contro obiettivi sensibili.

Dense colonne di fumo e incendi riconducibili a un attacco aereo di precisione sono chiaramente identificabili presso la Base Aerea La Carlota, la principale della capitale, che custodisce parte delle difese aeree del Paese latinoamericano, e nel complesso militare di Fort Tiuna.

Tutto questo dà l’idea di un’operazione su più larga scala rispetto al dichiarato, primo attacco condotto dagli Usa su ordine del presidente Donald Trump contro un’installazione portuale sul finire di dicembre, che non è stato confermato né smentito da evidenze basate su fonti aperte, e rischia di trasformare una crisi regionale già calda per i raid americani contro il narcotraffico nei Caraibi in una guerra su larga scala. Inoltre, diversi video mostrano anche il volo di elicotteri Chinook sui cieli di Caracas, segno di una superiorità aerea

Anche il porto di La Guaira è stato colpito e appare in fiamme dopo un’esplosione , mentre analogamente sono stati registrati attacchi alla Base El Libertador, sede dell’Aeronautica venezuelana, a Maracay, nel cuore della Repubblica bolivariana, nell’aeroporto di Miranda e contro diverse centrali elettriche

Nei giorni scorsi il consolidato sistema di presenza militare americana nei Caraibi si era ulteriormente rafforzato. I caccia F-22 Raptor da superiorità aerea si erano aggiunti ai già presenti F-35 presumibilmente utilizzati per i raid contro Caracas e da tempo schierati a Portorico. Inoltre, imponenti assetti aeronavali stazionavano nel “cortile di casa” degli Usa, mentre gli attacchi ai presunti narcotrafficanti non cessavano e i morti, da settembre a oggi, arrivavano in tripla cifra. Il possibile uso di missili Tomahawk contro gli obiettivi lascia pensare a un ruolo della United States Navy a sostegno dell’aviazione.

Alcuni video circolanti sui social network mostrano, infine, il volo di elicotteri Chinook nei cieli di Caracas. Segno di una superiorità aerea totale e, soprattutto, della possibile aggiunta di operazioni coperte e d’intelligence o di raid mirati in preparazione contro il regime venezuelano. Trump ha giocato le sue carte e nel Mar dei Caraibi è guerra vera: il futuro del Venezuela è ora in un territorio inesplorato.

Articolo in aggiornamento

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