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Per la prima volta in oltre cento anni la crescita militare della Germania viene vista con sollievo dalle altre potenze.Leader economico, principale attrice politica dell’Unione Europea e adesso anche guardiana della frontiera a est. Dopo le sbornie di potenza del Kaiser e del Fuhrer la Germania si scopre l’asso della manica della Nato.Le cose cambiano, magari non velocemente, ma si evolvono. Per la prima volta da venticinque anni la Germania espande la sua potenza militare, senza che nessuno abbia da obbiettare.[Best_Wordpress_Gallery id=”206″ gal_title=”Esercitazione Nato”]Alla caduta del Muro, Francia e Inghilterra avevano cominciato ad andare in fibrillazione, per la paura che un colosso di proporzioni gigantesche potesse riprendere le politiche di espansione bellicosa interrotte nel 1945. Invece ora la situazione è cambiata radicalmente: il desiderio tedesco di ampliare le file delle proprie forze armate di oltre settemila unità entro il 2023 e l’annuncio di un investimento di centotrenta miliardi di Euro è stato accolto con un sospiro di sollievo da parte degli alleati nella Nato.Per approfondire: La Germania si apre al mondo multipolareOra che la Germania viene vista come il Paese di punta europeo anche gli esperti del ramo “difesa”, e in primis gli Usa, auspicano che la grande nazione del nord si attivi maggiormente per la sicurezza esterna europea e allarghi l’area dei suoi impieghi all’estero.

In passato, il presidente Barack Obama si era riferito agli alleati europei e del Golfo Persico chiamandoli “Free riders” ovvero “scrocconi”, e il candidato alla presidenza, Donald Trump ha minacciato di far uscire gli Usa dalla Nato se eletto.Due sono i pericoli che corre l’Europa in questo momento: una Russia iperattiva e minacciosa e l’Isis che si muove fra attentati terroristici e l’espansione del suo territorio. Gli alleati dell’est, Polonia e Repubbliche Baltiche hanno chiesto una maggiore presenza della Nato sul loro territorio, e la risposta della Germania è stata rapidissima: a breve prenderà il comando di una brigata multinazionale a componente britannica e statunitense. In questa direzione anche la collaborazione con l’Esercito Olandese, in modo da ottimizzare le risorse, la catena logistica e diminuire le spese generali di acquartieramento, movimentazione e gestione delle forze.[Best_Wordpress_Gallery id=”207″ gal_title=”Esercitazione Nato 2″]Nel nostro continente, però la promessa di un esercito comune continua a non essere mantenuta: l’European External Action Service, una sorta di armata multinazionale in grado di essere impiegata in caso di crisi, vuoi bellica come in caso di catastrofi, è ancora un’ opera incompiuta. La celeberrima brigata Franco-Germanica è poco più che un struttura che esiste sulla carta, manca ancora il quarto per il poker che si giocherà al confine russo, con Gran Bretagna e Francia, che ricordiamo ai lettori essere potenze nucleari, che continuano a gestire in completa autonomia le proprie priorità nell’ambito della Difesa.La Germania sta però uscendo da una sorta di “empasse” pacifista imposto dalla politica e da un vago senso di colpa dei propri cittadini, iniziato nel 1945, e da una tendenza a ridurre l’impegno strategico dal tempo della caduta del Muro.Per approfondire: Nato-Russia: uno scontro inevitabile?La Germania ha risposto a questa nuova tendenza aiutando a creare una Forza di reazione Rapida, “NRDC” Nato Rapid Deployment Force, nell’Europa dell’Est, ha condotto in prima persona i negoziati in Ucraina e ha addirittura addestrato i Peshmerga curdi che combattono l’Isis in Siria e Iraq. Ma se l’opinione pubblica tedesca è ancora scettica sull’espansione della spesa militare che per accordi Nato deve essere pari al 2% del PIL, un altro pericolo è rappresentato dai movimenti di estrema destra per i quali la Nato è Satana.Un altro problema è creato dall’economia in piena espansione che allontana la prospettiva nei giovani di un arruolamento nelle forze armate.Per analizzare le varie criticità l’esercito tedesco ha assunto un esperto proveniente da una società di gestione strategica statunitense. In una recente intervista alla radio, il Generale Manfred Hoffmann, ha affermato: “Il dialogo con la Russia non è stato interrotto”, si tratta, insomma di una specie di pace armata.Il Gen. Hoffmann, infatti, è alla testa di un comando di reazione rapida Multinational Corps Northeast.basato nella celeberrima Stettino, città-porto polacca al confine tedesco, contesa nella II GM, composto da quattrocento persone, provenienti da ventun nazioni, in grado di gestire un esercito multinazionale se si dovesse venire a creare una crisi coi vicini russi. Insomma uno scenario in continua evoluzione, una sfida per la Nato, la Germania e l’Europa.