Guerra /

Con gli attacchi ucraini che si spingono sempre più in profondità nelle linee avversarie nella zona a sud di Velyka Novoselivka e di Vuhledar, mentre più a occidente l’avanzata procede più a rilento, arrivano le prime perdite confermate di mezzi ucraini, in particolare quelli forniti recentemente dall’Occidente.

Prima di elencarle, è bene dare un quadro generale delle operazioni: gli attacchi nella parte orientale del fronte meridionale intorno a Velyka Novoselivka hanno potuto penetrare per diversi chilometri (circa 10) in quanto i russi, a fronte dello sfondamento iniziale, hanno preferito ripiegare sulle linee difensive più arretrate per evitare l’accerchiamento, a volte anche in modo disordinato per cui alcune unità si sono ritrovate comunque isolate/accerchiate. Risulta interessante notare che gli attacchi ucraini stanno avendo successo anche intorno a Vuhledar, come abbiamo potuto osservare utilizzando strumenti Osint (Open Source Intelligence) ma al momento non ci sono ancora conferme visive né diffusione di notizie sui canali non ufficiali russi o ucraini: questo potrebbe essere un segnale indicante come questa parte del fronte si particolarmente importante per l’una e l’altra sponda.

Abbiamo già avuto modo di sottolineare come la decisione di arretrare, da parte russa, sia funzionale alla ricerca di una maggiore densità per arrestare l’avanzata ucraina, anche col supporto aereo che, un po’ a sorpresa (ma nemmeno troppo) ha ricominciato a farsi vedere. Le Vks (le forze aerospaziali russe) e l’aviazione dell’esercito, infatti, risultano siano attive un po’ ovunque lungo il fronte: questo è stato possibile anche grazie alle difficoltà delle difese aeree ucraine, come abbiamo già rilevato, che sono carenti soprattutto di sistemi altamente mobili da difesa di punto o a raggio intermedio con cui affiancare i reparti meccanizzati/corazzati avanzanti. Pertanto i mezzi corazzati ucraini si sono ritrovati sotto il fuoco incrociato dell’artiglieria e delle loitering muntions russe.

Veniamo ora all’elenco dei mezzi persi dagli ucraini durante questa serie di attacchi diffusi e concertati, facendo una doppia precisazione: innanzitutto si tratta di perdite di cui è stato possibile avere un qualche tipo di conferma visiva, quindi il numero è solo indicativo e i mezzi persi quasi sicuramente sono di più; in secondo luogo, la data che si riporta si riferisce esclusivamente al momento in cui è stata effettuata la verifica e non a quello della perdita.

L’8 giugno è arrivata conferma della distruzione del primo Mbt (Main Battle Tank) di fabbricazione occidentale: si tratta di un Leopard 2A4, colpito nella zona di Novopokrovka (regione di Zaporizhzhia). In quella stessa data altri due Mbt di cui non è stato possibile stabilire il modello (per via delle immagini termiche di scarsa qualità) sono andati sicuramente distrutti in località sconosciuta. L’11 giugno due Leopard 2A6 sono stati perduti dall’esercito ucraino, uno di essi sicuramente distrutto (l’altro abbandonato), e anche in questo caso non è nota la localizzazione lungo la linea del fronte e parimenti non lo sarà nemmeno per le prossime perdite, che andiamo a elencare.

Kiev ha perso almeno due Amx-10RC abbandonati il 7 giugno: si tratta di un Afv (Armoured Infantry Vehicle) di fabbricazione francese armato con un pezzo in torretta da 105 millimetri. Un altro Afv non identificabile è stato distrutto il 9 giugno.

Le perdite più pesanti riguardano gli Aifv (Armoured Infantry Fighting Vehicle) di fabbricazione statunitense M-2A2 “Bradley”: tra il 9 e l’11 giugno l’esercito ucraino ne ha persi 16 tra distrutti e abbandonati a seguito di gravi danni di combattimento. Sempre restando tra gli Aifv è andato perduto anche un Vab (Véhicule de l’Avant Blindé) francese il 9 giugno.

Un tributo abbastanza pesante è stato pagato anche dai veicoli per lo sminamento: del resto per poter attaccare gli ucraini hanno dovuto aprirsi la strada tra i campi minati che sono stati disseminati dai russo lungo tutta la linea del fronte. Ecco quindi che un carro T-64 mine-clearing è andato perso il 9 giugno mentre tre Leopard 2R l’11 insieme a un veicolo del genio Wisent-1 di fabbricazione tedesca (basato sullo scafo del carro Leopard 1).

Tra il 7 e il 9 giugno è stata registrata la perdita di sette Mrap (Mine-Resistant Ambush Protected): quattro britannici “Mastiff”, abbandonati il 7, e tre statunitensi M-Atv (dove M sta per Mrap e Atv All Terrain Vehicle). Sempre nello stesso periodo è arrivata conferma visiva della perdita di un veicolo leggero di fabbricazione ucraina tipo Triton-1, ma è chiaro che le perdite di questa tipologia di veicoli possano essere di molto superiori, osservando i video in cui si vedono altri (tipo Humvee) impegnati in combattimento. Un video ripreso da un drone (o una loitering muntions) mostra anche il danneggiamento del radar Trml-4D del sistema Iris-T il 7 giugno. L’Iris-T Slm (Surface-Launched Missile) è un complesso da difesa aerea a medio raggio che è stato fornito all’Ucraina dalla Germania.

Come detto gli attacchi sono ancora in corso, e non è ancora possibile avere un’idea delle perdite ucraine: le conferme visive sono ancora scarse e la nebbia di guerra è particolarmente densa, se pensiamo al silenzio che è calato sulle operazioni a Vuhledar. Possiamo però osservare che il tributo più pesante è stato pagato dai “Bradley” e questo apre a considerazioni di ordine tattico che esulano da questa trattazione.

Cogliamo però l’occasione per ribadire due concetti: le perdite ucraine saranno, molto probabilmente, maggiori, e riteniamo che non si possa ancora parlare di controffensiva ma di attacchi di “fissaggio” in quanto le condizioni meteo dei prossimi giorni sono instabili. Resta la possibilità, come affermato quando ci sono giunte le prime vere prove di attacchi in forze, che in caso di cedimento del fronte l’esercito ucraino possa approfittarne immediatamente gettando nella mischia le unità che tiene in riserva, quindi gli attacchi potrebbero svilupparsi in una vera e propria controffensiva in grande stile.