Dopo l’abbattimento dell’elicottero russo nella provincia di Idlib, ecco che arrivano le richieste per la restituzione dei corpi dei militari russi da parte del Coordinamento affari dei prigionieri, organizzazione attiva in Siria che ha il compito di trattare lo scambio di caduti e prigionieri tra le fazioni dei ribelli e l’asse Russia, Siria e Iran.I corpi sono stati consegnati all’organizzazione direttamente dai ribelli. Quegli stessi corpi che i miliziani anti-Assad avevano oltraggiato, trascinandoli nel deserto e saltandoci sopra.Nel documento diffuso dal Coordinamento si legge che Vladimir Putin vuol fare della Siria un nuovo Afghanistan e di Aleppo una nuova Grozny, “aumentando i suoi metodi brutali contro i civili e i bambini e usando le più moderne macchine da guerra russe”.Il coordinamento chiede il rilascio dei ribelli imprigionati in Siria e in Libano, la rimozione degli assedi dell’Esercito siriano e di aprire corridoi umanitari in tutte le città, comprese quelle controllate dai ribelli.Richieste difficili da assecondare, se non impossibili, per i russi. Del resto, Putin sembra essere intenzionato a risolvere la faccenda in altri modi: ha infatti inviato un gran numero di spetsnaz per recuperare i corpi dei militari caduti in Siria.SOSTIENI IL REPORTAGE SUI CRISTIANI SOTTO TIRO
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