La Russia sta avendo difficoltà in Ucraina e questo è un dato di fatto. Ma il Cremlino non sta rinunciando all’idea di attaccare Kiev e le altre grandi città del Paese. La resistenza ucraina ha forse fatto rallentare i piani originari, tuttavia secondo alcuni rapporti di intelligence la morsa sulla capitale è pronta. E mancherebbe soltanto il via libera definitivo da Mosca.
Londra: “Il convoglio russo alle porte di Kiev si è disperso”
C’è un segnale in particolar modo che sembrerebbe indicare l’imminenza della battaglia finale. Si tratta del famoso convoglio di oltre 60 km composto da mezzi russi che per giorni ha stazionato a nord di Kiev. Le ultime immagini satellitari avrebbero mostrato come di fatto il convoglio adesso non c’è più. O, per meglio dire, si è riposizionato nelle foreste comprese tra il confine e la capitale. A rivelare questo scenario sono state fonti dell’intelligence della Gran Bretagna. Per come adesso sono posizionati i mezzi inviati da Mosca, secondo le spie di Sua Maestà, è probabile che il via libera finale per l’assalto a Kiev sia prossimo. A confermare questa evoluzione sono stati anche esperti militari sentiti dall’Associated Press: “Le foto satellitari – spiegano – indicano chiaramente come il convoglio russo si sia largamente disperso”.
In particolare, i mezzi si sono adesso riuniti in diversi gruppi nella foresta: “Questo non è un buon segnale”, hanno sottolineato gli esperti. Adesso infatti per sparare dovrebbero aspettare soltanto il segnale di via. I cannoni sarebbero già posizionati verso gli obiettivi. Per Kiev verrebbe a significare un’autentica pioggia di ordigni. La maggior parte delle forze russe si troverebbero attestate non lontano dalle foreste attorno a Lubyanka, località a pochi passi dalle sponde occidentali del Dnepr e soprattutto a una manciata di chilometri dai sobborghi a nord ovest della capitale. Lì dove da giorni scorre la principale direttrice di attacco russo contro la città. Subito dopo le foreste di Lubyanka infatti ci sono le località di Gostomel, Bucha, Irpin, autentiche teste di ponte di Mosca alle porte di Kiev. Qui le avanguardie russe sono ben presenti anche se devono affrontare la strenua resistenza ucraina che non ha per ora permesso loro di avanzare.
"The Convoy" and some artillery firing positions NW of Kiyv, in Nove Zalissya https://t.co/D7Nr2R5HmP https://t.co/rrf0B8b8Af pic.twitter.com/VQ5iO71rnJ
— Samir (@obretix) March 11, 2022
La lentezza nell’applicazione dei piani di attacco russi non deve però, secondo i vertici della Difesa britannica, essere scambiata per arrendevolezza: “Le forze di terra russe continuano ad avanzare lentamente a causa di problemi logistici persistenti e della strenua resistenza ucraina” hanno spiegato ai media inglesi funzionari del ministero della Difesa. Con i bombardamenti dell’artiglieria l’avanzata potrebbe riprendere slancio e Mosca vorrebbe andare avanti fino all’obiettivo finale.
Kiev città fantasma
A confermare l’ipotesi di un imminente bombardamento sulla capitale è anche il fatto che la città oramai è quasi del tutto svuotata. Dei circa tre milioni di abitanti prima della guerra, adesso all’interno del suo perimetro ne sarebbero rimasti “solo” 1.5 milioni. Secondo il sindaco Vitalij Klicko, un abitante su due ha lasciato Kiev. Altri lo faranno nelle prossime ore.
La capitale ucraina ha avuto un vantaggio non indifferente rispetto a Kharkiv, Sumy, Mariupol e le altre grandi città sotto attacco. La ferrovia infatti ha continuato a funzionare, ogni giorno i treni hanno fatto la spola con Leopoli e le regioni occidentali dell’Ucraina. Non è stato quindi necessario attivare alcun corridoio umanitario per l’evacuazione dei civili, chi ha potuto (e voluto) andar via ha dovuto semplicemente prendere uno dei tanti convogli in partenza dalla stazione centrale. Inoltre gli stessi russi, già nei primi giorni di guerra, hanno più volte rimarcato come le arterie che scorrono verso sud e in particolare verso Vasylkiv sono libere. Un modo per indicare che i cittadini in grado di uscire dalla città con mezzi propri potevano farlo senza problemi.
Se da un lato il massiccio e costante deflusso da Kiev è positivo per la sicurezza di migliaia di civili, dall’altro però indica come oramai tutti si aspettano un attacco sulla capitale. Con la metropoli quasi del tutto svuotata dei suoi abitanti, i russi potranno avere meno remore nel cannoneggiare gli obiettivi principali. In tal modo la resistenza ucraina potrebbe avere non pochi problemi nel continuare nella sua opera di difesa di Kiev. La sensazione è che si sta entrando nella fase decisiva del conflitto. Con i russi che avanzano a sud assediando Mariupol e che, nell’est del Paese, stanno circondando Kharkiv e Sumy, è possibile aspettarsi il via libera definitivo dal Cremlino per l’attacco a Kiev. L’obiettivo sarebbe lo scioglimento dell’intero apparato statale ucraino.