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Dopo un valzer durato più di un anno, la Turchia ha ricevuto i primi componenti del sistema missilistico da difesa aerea russo S-400, che sono stati scaricati da un Antonov An-124 dell’Aeronautica Russa in un aeroporto vicino Ankara. La Turchia diventa così il quarto Paese della Nato, dopo Grecia, Bulgaria e Repubblica Slovacca, ad adoperare un sistema missilistico fabbricato in Russia.

A nulla è valso l’aut aut di Washington che aveva già sospeso Ankara dal programma F-35, di cui era partner minore, e parallelamente le offerte per una fornitura di missili Patriot è stata rispedita al mittente. La Casa Bianca, infatti, su pressione del Congresso che l’anno scorso aveva sollevato fortissime critiche alla decisione di dotare la Turchia del nuovo caccia di quinta generazione, aveva provato ad offrire il proprio sistema missilistico Patriot Pac-3.

L’offerta prevedeva 80 missili MIM-104E a guida migliorata, 60 missili Pac-3 (Patriot Advanced Capability), quattro set di radar AN/MPQ-65, 20 lanciatori M903, cinque generatori e 10 Amg (Antenna Mast Group). Gli Stati Uniti avrebbero fornito anche assistenza e tutto l’equipaggiamento tecnico necessario all’addestramento, supporto logistico e manutenzione dei sistemi missilistici da difesa aerea, il tutto per la cifra di 3,5 miliardi di dollari.

A questo punto, quindi, è utile raffrontare i due sistemi per capire meglio, al di là delle considerazioni politiche, la scelta di Ankara, per capire quali siano le differenze, i pregi e i difetti dei due sistemi missilistici che, lo ricordiamo prima di addentrarci nella descrizione, non sono intercambiabili.

Gli S-400 Triumf

L’S-400 (Sa-21 Growler in codice Nato) è un sistema missilistico da difesa aerea mobile che discende dalla lunga tradizione che la Russia ha in questo campo. Diretto discendente dei missili Sam (Surface-to-air Missile) S-75 Dvinà (Sa-2 Guideline in codice Nato) è l’evoluzione – sebbene non l’ultima rappresentata dal sistema S-500 attualmente in fase di sviluppo – del ben noto sistema S-300 (Sa-10 Grumble in codice Nato) diventato operativo in quella che era l’Unione Sovietica nel 1978.

Entrato in servizio in Russia a partire dal 2007, affonda le radici del suo progetto verso la fine degli anni ’80 e deriva direttamente dal sistema S-300PMU-2 Favorit, ben conosciuto in Occidente essendo stato dato anche alla Grecia sebbene in una versione leggermente diversa.

Il sistema è mobile o semimobile e può essere rapidamente dispiegato – i tempi di dispiegamento di una batteria minima sono di 5 minuti mentre per quella completa si aggirano tra i 20 e i 40 minuti – e un battaglione completo è composto da almeno 8 veicoli lanciatori con 32 missili (quattro per ogni Tel) ed un veicolo comando. Tutti i missili del sistema S-400 vengono lanciati verticalmente con sistema di lancio Vls (Vertical Launch System) a freddo.

Il missile a lunga portata ed in grado di fornire all’S-400 parziali capacità Abm (Anti Ballistic Missile) è il 40N6 che è efficace sino a una distanza di 400 chilometri ed ha una quota operativa massima di 185 chilometri. Il limite massimo di velocità del bersaglio per l’intercettazione è posto 4,8 km/s (circa 17mila chilometri orari o Mach 14) con una probabilità di successo pari all’83% per un singolo Rv (Reentry Vehicle).

Anche il missile 48N6DM (48N6E3 per l’export) è in grado di intercettare veicoli di rientro di missili balistici a medio raggio ed ha una portata massima di 230/250 chilometri (a seconda delle fonti) e hanno una velocità massima di Mach 5,9.

I missili per l’ingaggio a più breve raggio sono rispettivamente i 9M96E ed i 9M96E2. Entrambi sono del tipo a impatto diretto e designati per fornire difesa di punto da attacchi di precisione e contri sistemi di soppressione delle difese.

Il 9M96E ha una portata massima di 40 chilometri e può raggiungere una quota di 20. La sua velocità si aggira intorno ai 900 m/s (Mach 2,6). Il 9M96E2 ha una portata massima di 120 chilometri e può raggiungere una quota di 30. La sua velocità è di 1000 km/s (Mach 2,9).

Il sistema S-400 è dotato di vari radar con portate diverse. A titolo d’esempio ricordiamo quello da acquisizione e gestione del campo di battaglia, il 91N6E “Big Bird” totalmente digitale che gli permette di ingaggiare bersagli sino a 600 chilometri e di seguire sino a 300 tracce contemporaneamente. La portata per un velivolo stealth si riduce a 150 chilometri mentre per un bersaglio in traiettoria balistica con una Rcs (Radar Cross Section) di 0,4 metri quadri è di 230 km che salgono a 390 per un bersaglio con una Rcs di 4 metri quadri.

I missili Patriot Pac-3

Il MIM-104 Patriot è prodotto dalla Raytheon ed è un missile superficie-aria (Sam) a medio raggio con un raggio d’azione di 70 chilometri ed una quota massima operativa di 24mila metri.

Sviluppato a partire dal 1961 ed entrato in servizio nel 1984 ha visto numerosi miglioramenti durante la sua carriera. L’ultima versione, la E in oggetto di vendita alla Turchia, è entrata in linea negli Stati Uniti nel 2002 e prevede una migliore dotazione elettronica per migliorare le sue capacità antimissile ed una nuova sezione frontale “a basso disturbo” per migliorare le capacità di ingaggio del seeker verso bersagli dotati di bassa Rcs (Radar Cross Section).

Il missile Pac-3 è la versione del Patriot espressamente nata con compiti antimissile. È infatti in grado di intercettare i missili balistici di teatro ed ha una parziale capacità di colpire quelli a più lunga gittata come Mrbm e Irbm. Capacità che si riduce drasticamente in caso di intercettazione del veicolo di rientro di un missile balistico intercontinentale. La velocità massima di un Rv per poter essere intercettato dal Patriot è di 1,38 Km/s (Mach 4,1).

Si tratta fondamentalmente di un sistema missilistico del tutto diverso grazie alla presenza di un nuovo radar ad impulsi doppler, un sistema di comunicazione Link 16 – lo stesso dei caccia di quarta e quinta generazione Nato – e ulteriori migliorie per poter essere maggiormente efficace contro bersagli a bassa Rcs e missili antiradiazioni.

Il Patriot effettua un lancio “a caldo” a differenza del Vls dell’S-400, ed il suo sistema radar può ingaggiare simultaneamente 36 bersagli e inseguirne 125, il raggio massimo di scoperta radar è di 180 chilometri per un velivolo e di 100 per un missile ed ha una quota di ingaggio minima di 50 metri. Il tempo di dispiegamento di una batteria è di circa 25 minuti.

Le differenze sostanziali tra i due sistemi

Come abbiamo potuto vedere gli S-400 rappresentano un sistema difensivo che copre uno spettro maggiore di minacce, avendo anche, a differenza dei Patriot, capacità (parziali) Abm contro i veicoli di rientro dei missili balistici intercontinentali sebbene al momento i missili in dotazione non abbiano la capacità “hit to kill” dei Pac-3 dei Patriot.

Questi ultimi sono del tutto inefficaci contro gli Icbm ma hanno la possibilità di colpire i missili a raggio corto e medio e una certa percentuale di successo contro quelli a raggio intermedio.

Del resto la differenza sostanziale è che il sistema Patriot ha una sola tipologia di missile in dotazione, che quindi risulta più versatile, rispetto ai quattro (o cinque) del sistema S-400.

A differenza dell’S-400, però, il Patriot può vantare un utilizzo in combattimento essendo stato impiegato – con risultati alterni – durante la Guerra del Golfo nel 1991 e durante il secondo conflitto del Golfo nel 2003, senza dimenticare l’utilizzo che ne fa l’Arabia Saudita contro i missili lanciati dagli Houthi durante l’attuale conflitto in Yemen.

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